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innesto agrumi

Come innestare gli agrumi: cosa fare, cosa evitare e come ottenere un buon attecchimento dell'innesto.

di Redazione

02 maggio 2012

Innesto agrumi

L’innesto è una pratica colturale che consente di ottenere una nuova pianta o nuovi frutti unendo parti di due piante della stessa specie o famiglia. L’innesto permette lo sviluppo e la propagazione di moltissime piante, specie quelle arboree, o meglio quelle da frutto. Eseguito con le giuste tecniche e la giusta accortezza, l’innesto permette di ottenere piante dall’ottima resa estetica e frutti di migliore qualità e maggiormente resistenti agli agenti fitopatogeni e alle condizioni climatiche più difficili. Tra le piante da innestare troviamo anche gli agrumi, che possono propagarsi anche per talea. L’innesto permette di coltivare diverse specie di agrumi, con la garanzia di ottenere in ogni caso lo stesso buon frutto della pianta principale.

Come funziona

L’innesto per gli agrumi utilizza prevalentemente le tecniche dell’innesto a corona o a spacco. Entrambi sono detti anche innesti a marza, perché sulla pianta principale, detta portainnenesto o pianta madre, si innestano una o due marze composte da un ramo con due o tre gemme. Il portainnesto, negli agrumi, è composto dall’arancio amaro, varietà in grado di resistere meglio agli agenti esterni e alle infezioni, mentre la marza o nesto sarà prelevata da clementine, mandarino, limone o da qualsiasi altra varietà . Per innestare gli agrumi non esistono limiti alla scelta del nesto, che può appartenere a qualsiasi specie agrumicola, mentre è importante la scelta del portainnesto, che deve possedere alcune importanti caratteristiche vegetative di base, come la qualità dei frutti e la resistenza della pianta. Le marze da innestare devono avere una lunghezza di circa dieci, quindici centimetri e il diametro di un centimetro, mentre il portainnesto, dopo la capitozzatura in orizzontale, da cui si ottiene una superficie tonda, va tagliato verticalmente a circa 4 centimetri dal bordo, praticando una “ferita” a forma di V, di circa quattro centimetri dal bordo. Dentro questa ferita si potrà inserire la marza. In questo caso avremo praticato l’innesto a spacco. Se il taglio viene eseguito in modo da ottenere una forma a becco di flauto, si avrà l’innesto chiamato “a becco di clarino”. Se nella corteccia si praticano due incisioni laterali, si potranno inserire due marze, che appariranno collocate in parallelo tra loro e precisamente tra il legno e la corteccia. In tal caso avremo praticato l’innesto a corona.

Cosa evitare

Nell’innesto degli agrumi bisogna evitare i portainnesti con tagli o ferite non più richiudibili e quelli danneggiati da palesi attacchi patogeni o da condizioni ambientali estreme. La pianta madre, prima di essere innestata, va anche ripulita dai germogli e dai rametti alla base, mentre è sconsigliato tirare la linfa dei succhioni che servirà a nutrire l’innesto. I succhioni sono dei germogli che si sviluppano alla base delle piante legnose, specie degli agrumi e dell’olivo. Queste parti vegetali tendono a togliere energia alla pianta prendendo il sopravvento sulle altre zone produttive della stessa, per questo è utile rimuovere i succhioni alla base del portainnesto. La rimozione va effettuata anche per quelli che eventualmente dovessero presentarsi dopo l’innesto.

Quali attrezzi usare

Per eseguire gli innesti si usano dei coltelli adatti all’operazione e comunemente definiti “coltelli per innesto”. In alternativa si possono usare le roncole, simili ai coltelli, ma con lama lievemente incurvata. La lama dei coltelli per innesto deve essere ben affilata. Per consentire dei tagli netti e precisi, in commercio esistono coltelli per innesto con impugnatura ergonomica in plastica e lame molto taglienti. Il costo di questi coltelli è abbastanza accessibile e si aggira intorno ai nove o undici euro. I coltelli per innesti hanno le lame in acciaio inox, che hanno il vantaggio di non ossidarsi, anche se per l’innesto degli agrumi sembrano più adatti i coltelli con lama in acciaio brunito, un materiale usato per le armi da fuoco, molto tagliente, ma con una elevata tendenza all’ossidazione.

Accorgimenti

Per consentire l’attecchimento dell’innesto bisogna fare attenzione ad alcuni utili accorgimenti. Le marze devono avere le gemme ferme, per questo è meglio raccoglierle in autunno, quando non sono in fase vegetativa, ma di riposo. Le stesse vanno conservate in frigorifero per essere utilizzate al momento dell’innesto che, negli agrumi, va effettuato in primavera (innesto a corona), quando la pianta è in pieno vigore vegetativo e quando la corteccia si stacca più facilmente dal tronco o a fine autunno( innesto a spacco). Per evitare la mancata cicatrizzazione dell’innesto bisogna sigillare attentamente le ferite dei tagli. Nell’innesto a spacco i tagli si richiudono usando mastice agricolo, mentre in quello a corona le marze si fissano legandole con della rafia ( corda agricola) che dovrà ricoprire tutta la superficie e la circonferenza del portainnesto. Le marze sporgenti si proteggono ricoprendole con un sacchetto da freezer chiuso con un giro di corda. Queste coperture andranno ulteriormente ricoperte con un sacchetto di carta per il pane, che andrà legato sempre con della corda. I sacchetti vanno tolti ogni 15 giorni per controllare l’avvenuto sviluppo delle gemme. Nel caso queste siano presenti, i sacchetti vanno eliminati e la pianta va posta in un luogo non eccessivamente esposto all’azione diretta del sole. Il mastice e la corda vanno tolti solo quando le ferite dei tagli si saranno completamente cicatrizzate formando il “callo” che unisce le marze al portainnesto.

Domande frequenti

  • Quali sono le tecniche di innesto principali per gli agrumi?
    Le tecniche più diffuse per gli agrumi sono l'innesto a spacco e l'innesto a corona, entrambi classificati come innesti a marza. L'innesto a spaccio prevede un taglio verticale a forma di V sul portainnesto dove inserire la marza, mentre l'innesto a corona consiste in due incisioni laterali nella corteccia per inserire due marze in parallelo. Entrambe le metodologie richiedono precisione nei tagli per garantire il contatto tra i tessuti del portainnesto e della marza, favorendo la fusione e l'attecchimento.
  • Quando è il periodo giusto per innestare gli agrumi?
    Il periodo ideale dipende dalla tecnica scelta. L'innesto a corona si effettua in primavera, quando la pianta è in pieno vigore vegetativo e la corteccia si separa facilmente dal legno. L'innesto a spacco, invece, è consigliato verso la fine dell'autunno. In entrambi i casi, le marze devono essere raccolte in autunno, durante il riposo vegetativo, e conservate in frigorifero fino al momento dell'intervento per mantenere le gemme ferme.
  • Come scegliere il portainnesto adatto per gli agrumi?
    La scelta del portainnesto è cruciale quanto quella della varietà da innestare. Per gli agrumi, l'arancio amaro è il portainnesto più comune grazie alla sua elevata resistenza agli agenti esterni, alle infezioni e alle condizioni climatiche difficili. È fondamentale selezionare piante madri sane, prive di ferite non chiuse o attacchi patogeni evidenti. Il portainnesto deve garantire robustezza strutturale e vitale alla futura pianta, supportando correttamente la crescita della marza selezionata.
  • Cosa fare per proteggere l'innesto dopo averlo eseguito?
    Dopo l'innesto, è essenziale sigillare le ferite per evitare disseccamento e infezioni. Con l'innesto a spacco, si usa il mastice agricolo sui tagli. Con l'innesto a corona, le marze si fissano con rafia agricola che ricopre la zona. Le punte sporgenti delle marze vanno protette con sacchetti da freezer e successivamente con sacchetti di carta. Questi rivestimenti vanno rimossi ogni quindici giorni per monitorare lo sviluppo delle gemme e infine eliminati quando si forma il callo di cicatrizzazione.
  • Quali attrezzi sono necessari per innestare gli agrumi?
    Gli strumenti indispensabili sono coltelli specifici per innesto o roncole con lame leggermente incurvate. La lama deve essere estremamente affilata per garantire tagli netti e precisi, essenziali per l'unione dei tessuti. Si preferiscono lame in acciaio inox per la resistenza all'ossidazione, oppure in acciaio brunito, molto tagliente ma soggetto a ruggine se non curato. È inoltre necessaria rafia agricola per le legature e mastice per la protezione delle ferite aperte.