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Innesto melo

Ecco svelata una tecnica molto semplice ed efficace per innestare il melo ed ottenere frutti gustosi e di alta qualità

di Redazione

18 gennaio 2013

Innesto melo

Il melo è un albero molto semplice da innestare perché richiede una tecnica molto antica ma sempre efficace: l’innesto a spacco diametrale. Con questa pratica, l’innesto presenta ottime probabilità di attecchimento, dando vita a frutti gustosi e qualitativamente apprezzabili. La tecnica e il principio ispiratore dell’innesto del melo sono gli stessi delle altre piante: si uniscono tra loro due parti di piante simili, o affini, per ottenere una varietà più resistente a parassiti e malattie e con frutti migliori.

Quali varietà innestare

Il melo è un albero da frutto molto versatile che permette di spaziare tantissimo con gli innesti. La pianta, infatti, può essere innestata su diversi altri alberi da frutto appartenenti alla stessa famiglia vegetale e quindi sul pero, su altre varietà di melo e sul susino. Qualche agricoltore ha persino innestato il melo sul biancospino. I risultanti dei diversi innesti dipenderanno sempre dalla bravura del coltivatore, dalle condizioni climatiche e dallo stato di salute delle parti innestate.

Come procedere

Il melo, come già detto al primo paragrafo, si propaga con la tecnica dell’innesto a spacco diametrale. Questo tipo di innesto è detto anche a marza, cioè in un ramo della pianta madre ( detta portainnesto) viene innestata una parte di altra pianta ( ramo), contenente delle gemme e chiamata marza. Per innestare il melo si usa una marza contenente al massimo tre gemme. Questa si preleva dai rami più vigorosi dell’albero, anche se le sue dimensioni, per quanto riguarda il diametro, devono essere molto ristrette. La marza va privata delle foglioline basali e va tagliata a punta nella parte superiore, parte che dovrà essere collocata o inserita, cioè innestata, nel portainnesto. Per quanto riguarda quest’ultimo, si individua un rametto dei diametro di massimo due centimetri, che sporge dal tronco, e lo si taglia di netto a circa dieci centimetri dallo stesso, ottenendo una superficie tonda. Al centro della stessa si pratica uno spacco, profondo almeno cinque centimetri, dove sarà inserita la marza. Le due parti si legano con rafia agricola, mentre le ferite dei tagli dell’innesto si coprono con mastice.

Epoca innesto

Il melo garantisce buone probabilità di attecchimento se viene innestato nell’ultima parte dell’ inverno, preferibilmente entro la metà di febbraio. Se praticato correttamente, l’innesto attecchisce e produce le prime foglie già da aprile, mentre le gemme compaiono a partire dalla fine dello stesso mese. Dopo averlo effettuato, l’innesto va protetto con un sacchetto di plastica a cui aggiungere un ‘ulteriore copertura fatta con una busta di pane. La copertura va controllata periodicamente per evitare l’accumulo di condensa. Durante la fine di maggio è possibile che il melo venga attaccato dagli afidi. In questo caso bisogna intervenire tempestivamente, somministrando insetticidi antiafidi. L’intervento deve essere repentino e immediato, perché altrimenti la marzia rischia di essere gravemente danneggiata.

Risultati

I risultati dell’innesto dipendono dalla bravura del coltivatore, dalle condizioni climatiche ( lo abbiamo già detto), ma anche dal tipo di pianta innestata sulla pianta madre. Molti si chiedono se convenga innestare il melo sul pero. Alcuni coltivatori praticano l’ innesto sul perastro, ovvero sul Pyrus amygdaliformis. Con questa tecnica l’albero fruttifica regolarmente, ma spesso produce frutti piccoli. Probabilmente tutto dipende dal tipo di pianta di melo usata per praticare l’innesto. Sul pero si possono innestare varietà di melo limoncello ( che produce mele gialle) e di mela rossa, l’importante è scegliere un portainnesto di pero con una buona esposizione solare e di temperatura e in buone condizioni vegetative. Qualche coraggioso ha persino innestato il melo su biancospini che crescono spontaneamente in zone aride. Questo innesto a volte attecchisce, facendo fruttificare delle mele rosa. L’albero però rimane piccolo. Il dibattito sui migliori innesti del melo è ancora molto acceso ed anima a tutto tondo le principali discussioni dei forum di agraria.

Attrezzi da usare

L’innesto del melo, come altri innesti, viene praticato con attrezzi specifici: coltello, forbici, seghetto e cuneo. Con il coltello, chiamato proprio “coltello per innesti”, si può prelevare la marza e si può effettuare il taglio del portainnesto. Il coltello è utile per le marze di piccole dimensioni. Il prelievo delle marze di piccole dimensioni si può effettuare anche con la forbice. Per i rami più grossi, meglio non usare le forbici, che lasciano sfilacciature sul legno. In questo caso è meglio il seghetto. Con questo attrezzo si può anche tagliare il ramo dove sarà praticato lo spacco centrale, spacco realizzabile con coltelli a forma squadrata. Con la lama del coltello si può anche modellare la marza creando la punta che ne permetterà l’innesto nello spacco. Per conformare perfettamente la marza e lo spacco del portainnesto, si può usare anche un altro attrezzo a lama, chiamato “incisore”. Infine, per impedire la chiusura dello spacco mentre si inserisce la marza, bisogna usare un cuneo. Completa il lavoro, la legatura con la rafia e l’aggiunta di mastice nelle ferite dei tagli. Tutti gli attrezzi per l’innesto devono essere puliti e disinfettati sia prima che dopo l’uso.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per innestare il melo?
    Il momento ideale per innestare il melo è l'ultima parte dell'inverno, preferibilmente entro la metà di febbraio. In questo periodo la pianta è ancora in dormienza, il che favorisce un ottimo attecchimento. Se eseguito correttamente, l'innesto dovrebbe produrre le prime foglie già ad aprile e far comparire le gemme verso la fine dello stesso mese. È fondamentale proteggere l'innesto appena fatto con un sacchetto di plastica e una busta di pane per evitare sbalzi termici e accumuli di condensa dannosi.
  • Su quali piante si può innestare il melo?
    Il melo è molto versatile e può essere innestato su diverse specie della famiglia Rosaceae. I portainnesti più comuni sono altre varietà di melo, il pero (incluso il perastro o Pyrus amygdaliformis) e il susino. Alcuni giardinieri sperimentano anche innesti su biancospino, specialmente in zone aride, ottenendo alberi più piccoli ma con frutti di qualità variabile. La scelta del portainnesto influisce sulle dimensioni finali dell'albero e sulla grandezza dei frutti prodotti.
  • Come si esegue tecnicamente l'innesto a spacco diametrale?
    Questa tecnica prevede l'unione di una marza (prelevata da rami vigorosi, lunga pochi cm e con max tre gemme) su un portainnesto (rametto di max 2 cm di diametro). Si taglia il portainnesto a circa 10 cm dal tronco e si pratica uno spacco centrale profondo almeno 5 cm. La marza, privata delle foglie basali e sagomata a punta, viene inserita nello spacco. Le parti vengono legate saldamente con rafia agricola e le ferite ricoperte con mastice per proteggerle da patogeni e disseccamento.
  • Quali attrezzi sono necessari per innestare il melo?
    Gli strumenti essenziali includono un coltello specifico per innesti (affilato e pulito), forbici da potatura, un seghetto per rami più grossi e un incisore per modellare perfettamente le superfici di contatto. Un cuneo è utile per mantenere aperto lo spacco durante l'inserimento della marza. Infine, servono rafia per la legatura e mastice cicatrizzante. È cruciale disinfettare tutti gli attrezzi prima e dopo l'uso per prevenire infezioni batteriche o fungine tra una pianta e l'altra.
  • Cosa fare se il melo viene attaccato dagli afidi dopo l'innesto?
    Verso la fine di maggio, quando la marza inizia a vegetare, il melo è vulnerabile agli attacchi degli afidi. È necessario intervenire tempestivamente con insetticidi specifici antiafidi. L'intervento deve essere rapido e immediato: se gli afidi colpiscono la giovane marza senza controllo, rischiano di danneggiarla gravemente o di ucciderla, compromettendo tutto il lavoro di innesto precedente. Monitorare frequentemente la nuova crescita è essenziale per una difesa preventiva efficace.

Scheda Tecnica

Malus domestica

Nome scientificoMalus domestica
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia centrale
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, drenante, fertile, leggermente acido
IrrigazioneRegolare, evitando ristagni idrici
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
AltezzaDa 2 a 8 metri (dipende dal portainnesto e potatura)
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata in primavera
PotaturaInvernale (formazione e produzione), estiva (diradamento)
MoltiplicazioneInnesto (spacco diametrale, corona, ecc.)
Malattie e parassitiAfidi, ticchiolatura, rogna batterica, pidocchio della frutta
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede precisione nell'innesto)