Crassula arborescens

Piante Grasse

Crassula arborescens

Tra le tante specie di piante grasse, la crassula è una delle più comuni. Nelle sue differenti varietà si adatta bene a diverse condizioni ed esposizioni climatiche, e viene coltivata anche da chi non è molto esperto in giardinaggio. Conosciamo meglio la crassula arborescens.

di Redazione

02 febbraio 2015

La crassula arborescens

Le crassulacee provengono dalle regioni aride del Sud Africa. Come tutte le succulente, queste piante sono strutturate in modo da incamerare riserve di acqua per superare i periodi di siccità. La crassula arborescens trattiene l'acqua sia nel fusto, che è formato da una specie di anelli sovrapposti, sia nelle foglie. Il nome "crassula" deriva dal latino crassus, che significa per l'appunto "grasso". Distinguiamo la crassula arborescens dalle altre varietà della stessa famiglia soprattutto per il colore delle foglie, che è di un verde argenteo. I fiorellini compaiono verso maggio e sono bianchi o leggermente rosati, raggruppati in infiorescenze su steli. La crassula arborescens ha un portamento eretto e può raggiungere e superare abbondantemente un paio di metri di altezza. E' una delle varietà più conosciute e coltivate, anche grazie alla sua adattabilità. Può essere confusa con la crassula ovata, dalla quale si distingue per il colore delle foglie (verde scuro nel caso della ovata) e per le dimensioni maggiori che può raggiungere.

Coltivazione della crassula arborescens

La crassula arborescens è considerata una pianta molto semplice da far crescere, che non ha bisogno di cure né di attenzioni. In realtà, è vero che la crassula non muore facilmente e cerca di sopravvivere anche in condizioni difficili, ma in quel caso si limita a vegetare. Con un minimo di dedizione, invece, questa pianta cresce sana e acquista interesse da parte dei suoi estimatori. Il terriccio migliore per le sue esigenze è ben drenato, di torba mista a sabbia. Vuole una posizione molto luminosa e non teme particolarmente il sole diretto. La crassula arborescens cresce più velocemente da giovane, per rallentare la velocità di sviluppo nel corso degli anni. Per questo va rinvasata più spesso, circa ogni due anni, nei primi tempi e poi solo quando si vede che le radici hanno occupato tutto il vaso. Se possibile, meglio usare vasi in terracotta che diminuiscono il rischio di eccessiva umidità, uno dei nemici maggiori della crassula, e meglio usare vasi discretamente larghi, ma non troppo profondi, poiché le radici tendono a svilupparsi in orizzontale.

Malattie e parassiti della crassula arborescens

Le Crassula arborescens, come del resto le succulente in generale, non sono attaccate da molte malattie o funghi, soprattutto se si riesce a trovar loro la giusta posizione e annaffiarle in modo corretto. Esaminiamo, tuttavia, le principali fonti di disagio che può avere la pianta. Se il fusto comincia a marcire è indice di eccessivo apporto d'acqua. Se ci si accorge in tempo, la si può salvare sospendendo le annaffiature e tirando la pianta fuori dal vaso per farla asciugare. Se si riesce a salvarla, bisognerà aspettare 2 settimane prima di riprendere con annaffiature più attente. Se perde le foglie e sembra avvizzita, probabilmente soffre il freddo e dovrebbe essere riparata da gelo e correnti d'aria. Quando la crassula si presenta come svuotata, vuol dire che è stata privata di acqua per un periodo troppo lungo. Bisogna annaffiarla, se non è troppo tardi. La cocciniglia attacca la pianta procurandole macchie brune sulla parte inferiore delle foglie. Si può trattare di cocciniglia bruna o di cocciniglia farinosa. In entrambi i casi si provvede eliminando i parassiti con batuffoli d'ovatta imbevuti di alcool, o anche antiparassitari specifici.

La crassula come bonsai

Alcune varietà di crassula, tra cui anche la arborescens, per le caratteristiche di crescita lenta (da un certo punto in poi), di limitato apparato radicale e di propensione a vivere anche al chiuso, si prestano ad essere modellate come bonsai. Risultano molto valide esteticamente e sono un ottimo terreno di prova per chi vuole esercitarsi nell'arte del bonsai. Il procedimento consiste, per grandi linee, nel potare la pianta secondo la forma prestabilita, durante il periodo vegetativo. Si avrà cura di lasciare sempre asciugare la terra tra un'innafiatura e l'altra, e di concimare leggermente in primavera ed estate. Questi sono accorgimenti che valgono in generale e non solo per le crassule destinate a divenire bonsai. La pianta viene fatta crescere in un substrato per bonsai e rinvasata ogni due anni, tagliando leggermente le radici. Le foglie che crescono sul tronco vanno eliminate, così pure quelle più basse. Durante la primavera si cimano i germogli che superano l'altezza stabilita. Si può ottenere un bonsai in stile eretto, a due tronchi o anche a tronco multiplo.

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Domande frequenti

  • Come distinguere la Crassula arborescens dalla Crassula ovata?
    La differenza principale risiede nel colore delle foglie e nelle dimensioni. La Crassula arborescens presenta foglie di un caratteristico verde argenteo, mentre la Crassula ovata ha foglie di colore verde scuro. Inoltre, la arborescens tende a raggiungere dimensioni maggiori, superando agevolmente il metro e mezzo di altezza, assumendo un portamento più arbustivo rispetto alla controparte ovata.
  • Quali sono i sintomi di un'eccessiva irrigazione nella Crassula arborescens?
    Il sintomo più evidente di troppa acqua è il marciume del fusto. Se noti che il fusto diventa molle o scuro, sospendi immediatamente le annaffiature. Estrai la pianta dal vaso per far asciugare completamente il terriccio e le radici. Una volta salvata la pianta, attendi almeno due settimane prima di riprendere le irrigazioni, assicurandoti però di lasciare sempre asciugare il substrato tra un'annaffiatura e l'altra.
  • È possibile coltivare la Crassula arborescens come bonsai?
    Assolutamente sì. Grazie alla sua crescita lenta, all'apparato radicale limitato e alla capacità di adattarsi anche agli ambienti interni, questa specie è ideale per il bonsai. Il procedimento richiede di potare la pianta durante il periodo vegetativo per definire la forma, eliminare le foglie basse e cimare i germogli in primavera. Va rinvasata ogni due anni, accorciando leggermente le radici, e mantenuta con annaffiature contenute.
  • Come intervenire contro la cocciniglia sulle foglie della Crassula?
    La presenza di cocciniglia, sia bruna che farinosa, si manifesta con macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie. Per eliminarla manualmente, utilizza batuffoli di cotone imbevuti di alcol etilico, strofinando delicatamente sui parassiti visibili. In alternativa, puoi ricorrere a antiparassitari specifici per piante grasse. È fondamentale agire tempestivamente per evitare che l'infestazione comprometta la salute della pianta.

Scheda Tecnica

Crassula arborescens

Nome scientificoCrassula arborescens
FamigliaCrassulaceae
Tipo di piantaSucculenta arbustiva
OrigineSud Africa (regioni aride)
EsposizioneLuminosa, ama il sole diretto
Temperatura minimaNon specifica nel testo
TerrenoBen drenato, torba mista a sabbia
IrrigazioneModerata, lasciare asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra
FiorituraMaggio, fiori bianchi o rosati in infiorescenze
AltezzaSuperiore a 2 metri
ConcimazioneLeggera in primavera ed estate
PotaturaCimatura germogli in primavera, eliminazione foglie basse
Malattie e parassitiMarciume radicale (eccesso acqua), cocciniglia bruna/farinosa
Difficoltà di coltivazioneFacile

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