Pianta di liquirizia

aromatiche

Pianta liquirizia

La pianta di liquirizia è poco conosciuta, sebbene lo sia la sua radice commestibile e con la quale si confezionano dolciumi. Originaria dell’area mediterranea e dell’Asia, questa pianta rustica si adatta ad ogni tipo di temperatura, ma cresce rigogliosa e forte in regioni dai climi temperati.

di Redazione

04 febbraio 2015

Cenni botanici

La Glycyrrhiza glabra, più comunemente conosciuta come liquirizia, è una pianta perenne ascritta alla famiglia delle Fabaceae, ed annovera circa 18 specie. Il nome scientifico proviene dal latino "glucos" che vuol dire "dolce", mentre la particella "rhiza" significa "radice", che delinea appunto la dolcezza data da questa pianta. La liquirizia ha portamento arbustivo, raramente supera i due metri d’altezza e presenta un fusto coriaceo verde scuro. Le foglie sono lisce, lanceolate e di colore verde, mentre i fiori sono singoli e di colore rosato. È originaria della macchia mediterranea e dell’Asia e da secoli è utilizzata nell’industria dolciaria, in erboristeria e nella medicina tradizionale cinese per la cura di diversi disturbi e patologie. Raggiunti i quattro anni d’età la pianta viene tolta dal terreno e le radici, che raggiungono lunghezze notevoli (dai due ai tre metri), vengono pulite, tagliate ed essiccate, pronte per essere vendute pure o lavorate per l’estrazione del principio attivo, la glicirrizina.

Storia ed usi della liquirizia

La liquirizia affonda le sue radici in epoche remote: già nel 350 a.C. il medico e filosofo Ippocrate ne descrisse le molteplici capacità curative delle radici a carico del sistema digerente e del fegato, nonché la possibilità di utilizzare un unguento a base di foglie di liquirizia per curare ferite ed irritazioni della pelle. Lo sviluppo massimo e le informazioni più dettagliate provengono dalla Cina; la liquirizia è infatti coltivata e usata da oltre cinquemila anni per la cura della tosse, della febbre, delle coliti e per purificare i reni ed il fegato. Ancora oggi è un componente essenziale della medicina tradizionale, che ha esteso le sue radici anche ai popoli vicini. Intorno al 1400 la liquirizia fu introdotta in Europa come ingrediente base per la cura di patologie legate a polmoni e fegato, e la sua produzione è diventata fiorente soprattutto nelle regioni meridionali, dove il clima permette agevolmente la crescita della pianta. In Italia la regione che ha fatto la storia della liquirizia è la Calabria, dove ancora oggi è ampiamente coltivata e venduta in tutta Europa, soprattutto per l’industria dolciaria.

La pianta di liquirizia: come reperirla e coltivarla

La liquirizia è facilmente reperibile presso vivai specializzati o direttamente presso i maggiori coltivatori del settore. Grazie ad internet è possibile contattare facilmente aziende dirette che non di rado offrono al pubblico dei kit appositamente studiati per la coltivazione, in casa o in giardino, della liquirizia. Partire dai semi è sicuramente più semplice: essi vanno piantati in primavera, utilizzando come substrato di accrescimento un terriccio universale ben drenato (è consigliato l’uso della vermiculite), a circa quattro centimetri di profondità. Le annaffiature dovranno essere sporadiche, ma si avrà cura di tenere il terriccio umido (ma non fradicio) almeno per i primi mesi. Una volta raggiunta un’altezza di circa dieci centimetri si potranno trasferire le piantine in vasi più grandi o direttamente in giardino, ricordandosi di posizionarle in luoghi assolati e con terreno ben drenato. La crescita della liquirizia è lenta, ma selezionando piante robuste e in salute vedremo nel giro di poco tempo la fioritura.

Potatura e raccolta

Data la sua notevole capacità di adattamento (in alcune regioni la liquirizia cresce anche spontaneamente in zone incolte) e la sua resistenza alle temperature estreme, la liquirizia ha bisogno di poche cure. L’unica accortezza sarà quella di evitare innaffiature frequenti una volta piantata in giardino, dal momento che teme i ristagni d’acqua e l’umidità: bagnare leggermente il terreno 2-3 volte al mese nei periodi estivi sarà sufficiente, mentre in quelli invernali sospenderemo la pratica per permettere alla pianta il rinnovo delle foglie. Le potature consisteranno solo ed esclusivamente nell’eliminazione di rametti e foglie secche, evitando di tagliare le cime che potrebbero portare rapidamente la pianta alla morte. Dopo quattro anni dalla semina si procederà alla raccolta della radice: con una vanga si scaverà delicatamente in profondità per portare alla luce la radice e, una volta estratta, andrà pulita e tagliata in piccoli pezzi. L’operazione va eseguita in estate, per permettere la totale asciugatura ed essiccatura delle radici riposte su appositi vassoi coperti di carta assorbente, da rinnovare a giorni alterni.

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Domande frequenti

  • Come si coltivano i semi di liquirizia?
    I semi di liquirizia si seminano in primavera interrando a circa 4 cm di profondità in un terriccio universale ben drenato, preferibilmente arricchito con vermiculite. Mantenere il substrato costantemente umido ma mai fradicio durante i primi mesi di germinazione. Una volta che le piantine raggiungono i 10 cm di altezza, possono essere trapiantate in vasi più capienti o direttamente in piena terra, assicurandosi che il luogo scelto riceva pieno sole.
  • Quante volte bisogna annaffiare la liquirizia?
    La liquirizia richiede irrigazioni sporadiche poiché teme fortemente i ristagni idrici. Una volta stabilita in giardino, bastano 2-3 annaffiature leggere al mese durante i periodi estivi siccitosi. Nel periodo invernale, invece, è consigliabile sospendere completamente le annaffiature per favorire il rinnovo fogliare e prevenire marciumi radicali dovuti all'eccessiva umidità del suolo.
  • Quando e come si raccolgono le radici di liquirizia?
    Le radici di liquirizia si raccolgono dopo almeno quattro anni dalla semina, preferibilmente in estate. Utilizzando una vanga, scavare delicatamente per estrarre le radici intere senza danneggiarle. Una volta estratte, vanno pulite, tagliate in piccoli pezzi e fatte essiccare su vassoi rivestiti di carta assorbente, cambiando la carta ogni due giorni fino a completa asciugatura per preservarne le proprietà.
  • È necessaria la potatura della liquirizia?
    La liquirizia necessita di pochissima manutenzione. L'unica operazione di potatura richiesta consiste nell'eliminare regolarmente i rametti e le foglie secche per mantenere la pianta sana. È fondamentale evitare assolutamente di tagliare le cime vegetative, poiché questo intervento potrebbe causare la rapida morte della pianta. La liquirizia è una specie rustica che cresce bene quasi senza interventi specifici.
  • Quali sono le origini storiche della liquirizia?
    La liquirizia ha una lunga storia medicinale risalente al 350 a.C., quando Ippocrate ne descrisse le proprietà curative per digestione, fegato e pelle. La Cina ne documenta l'uso da oltre 5000 anni per tosse, febbri e depurazione renale. Introdotta in Europa intorno al 1400, divenne celebre specialmente in Calabria, dove la coltivazione è rimasta fiorente per l'industria dolciaria e farmaceutica.

Scheda Tecnica

Glycyrrhiza glabra

Nome scientificoGlycyrrhiza glabra
FamigliaFabaceae
Tipo di piantaPerenne erbacea/rustica
OrigineArea mediterranea e Asia
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, universale con vermiculite
IrrigazioneSporadica, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera/Estate (fiori rosati singoli)
AltezzaFino a 2 metri
PotaturaEliminare parti secche, non tagliare le cime
MoltiplicazioneDa seme (primavera)
Malattie e parassitiResistente, teme ristagni d'acqua
Difficoltà di coltivazioneFacile

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