Foglie di mais

ortaggi

Come coltivare il mais

Il mais è un cereale molto diffuso nell'alimentazione umana; è coltivato in numerose aree del mondo ed è usato anche per la produzione di una farina.

di Redazione

10 febbraio 2017

L'irrigazione del mais

Il mais ha bisogno di irrigazioni regolate sulla base delle precipitazioni; qualora queste ultime siano intense, infatti, le annaffiature devono essere ridotte o interrotte per non incorrere in fastidiosi ristagni d'acqua. In caso contrario, si rischierebbero marciumi diffusi e la produzione ne risulterebbe enormemente danneggiata. Durante l'estate, ed in particolare se si verifica una lunga fase di siccità, la somministrazione di risorse idriche deve necessariamente essere intensificata per garantire agli esemplari coltivati tutto ciò che è indispensabile per una corretta crescita. L'irrigazione a goccia consente un notevole risparmio e permette di bagnare ampie zone in maniera continua o intermittente tramite appositi meccanismi: questi emettono getti sottili, che vanno ad annaffiare la superficie del terreno oppure l'area radicale.

Consigli per la coltivazione

Per coltivare il mais è fondamentale lavorare il terreno almeno tre settimane prima della semina: bisogna procedere con una vanga o con un piccone, aerare le zolle ed ammorbidire il suolo. I semi, durante la stagione primaverile, vanno collocati in buche poste ad una distanza di circa 20-25 centimetri l'una dall'altra. Vi sono, in più, alcune operazioni essenziali per ottenere un'ottima produzione, quali ad esempio l'eliminazione periodica delle erbe infestanti e la pacciamatura. Le erbacce possono danneggiare enormemente il raccolto, sottraendo alle piante le sostanze nutrienti delle quali necessitano; è molto importante rimuoverle a cadenza regolare, ed ostacolare la loro crescita pacciamando il terreno con teli o con materiali organici come la paglia, le foglie secche oppure i residui di corteccia.

Come concimare

Una concimazione preliminare del mais deve essere effettuata prima della semina, mescolando accuratamente al terreno un prodotto organico come il letame; in questo modo, le piante avranno a disposizione sin dall'inizio le sostanze nutritive necessarie. Successivamente, nel periodo primaverile ed estivo, la fertilizzazione può essere eseguita ancora una volta con sostanze naturali, oppure con concimi non tradizionali come i liquami o con prodotti a base di azoto, fosforo e potassio. Questi ultimi tre elementi sono indispensabili per conseguire un buon raccolto, in particolare l'azoto, che stimola la crescita delle parti vegetative e la produzione di clorofilla; naturalmente, anche il fosforo e il potassio svolgono funzioni importanti, in quanto supportano rispettivamente i processi del metabolismo e la sintesi delle proteine.

Esposizione, parassiti e malattie

Il mais ha bisogno di un'esposizione soleggiata: teme il freddo ed i venti intensi, e la temperatura minima per la germinazione è di circa 12-13 °C. Sono pericolosi, inoltre, parassiti come l'afide e la piralide; il primo succhia la linfa perforando foglie e germogli, la seconda si nutre delle piante provocando ingenti danni alla produzione. Contro gli afidi si preferisce la lotta biologica utilizzando, ad esempio, macerati d'ortica ed infusi d'aglio; per debellare la piralide, invece, di frequente sono necessari rimedi chimici quali appositi insetticidi. Tra le malattie fungine è da segnalare il carbone, che si manifesta con la formazione di aree brunastre polverulente sulle infiorescenze, le quali si mostrano piccole e deformi; è essenziale intervenire al più presto con prodotti anticrittogamici.

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Domande frequenti

  • Come e quando si effettua la semina del mais?
    La semina del mais va effettuata durante la stagione primaverile, quando le temperature sono sufficientemente miti. È fondamentale preparare il terreno lavorandolo con vanga o piccone almeno tre settimane prima per aerarlo e ammorbidirlo. I semi devono essere posizionati all'interno di buche distanziate tra loro di circa 20-25 centimetri. Questa procedura garantisce uno spazio adeguato per lo sviluppo delle radici e delle spighe, ottimizzando il raccolto finale.
  • Qual è la strategia corretta per l'irrigazione del mais?
    L'irrigazione del mais deve essere regolata attentamente in base alle precipitazioni atmosferiche. In caso di piogge intense, è necessario ridurre o interrompere le annaffiature per prevenire i ristagni idrici, che causano marciumi e danneggiano gravemente la produzione. Al contrario, durante l'estate, specialmente in periodi di siccità prolungata, le risorse idriche devono essere intensificate per sostenere la corretta crescita della pianta. L'irrigazione a goccia è consigliata per risparmiare acqua e bagnare efficacemente l'area radicale.
  • Come si combattono i principali parassiti del mais?
    I nemici principali del mais sono l'afide e la piralide. Gli afidi succhiano la linfa perforando foglie e germogli; per contrastarli si consiglia la lotta biologica mediante l'uso di macerati d'ortica o infusi d'aglio. La piralide, invece, provoca ingenti danni nutrendosi dei tessuti vegetali e spesso richiede interventi chimici con specifici insetticidi. Un'adeguata prevenzione include anche l'eliminazione periodica delle erbe infestanti che competono per le sostanze nutrienti.
  • Quali accorgimenti adottare per la concimazione del mais?
    La concimazione del mais prevede due momenti distinti. Una prima applicazione deve avvenire prima della semina, mescolando al terreno letame o altro prodotto organico per fornire nutrienti immediati. Successivamente, durante la primavera e l'estate, si procede con una seconda fertilizzazione utilizzando sostanze naturali, liquami o concimi chimici ricchi di azoto, fosforo e potassio. L'azoto è cruciale per stimolare la crescita vegetativa e la clorofilla, mentre fosforo e potassio supportano metabolismo e sintesi proteica.
  • Che cos'è il carbone del mais e come si previene?
    Il carbone è una malattia fungina grave che colpisce il mais, manifestandosi con la comparsa di aree brunastre e polverulente sulle infiorescenze, che risultano piccole e deformi. Per contrastarla è essenziale intervenire tempestivamente con prodotti anticrittogamici specifici. Poiché questa patologia può compromettere significativamente il raccolto, una buona pratica colturale include il monitoraggio costante delle piante e l'adozione di misure preventive per mantenere la salute generale della coltura e prevenire infezioni secondarie.

Scheda Tecnica

Zea mays

Nome scientificoZea mays
FamigliaPoacee (Graminacee)
Tipo di piantaEracea annuale
OrigineAmerica centrale
EsposizionePieno sole
Temperatura minima12-13 °C
TerrenoLavorato, drenante, ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolata, evitare ristagni; intensificare in estate/siccità
FiorituraPrimavera/estate (infiorescenze maschili e femminili)
AltezzaVariabile (da 1m a oltre 3m)
ConcimazioneLetame prima della semina; NPK (azoto, fosforo, potassio) in primavera/estate
PotaturaNessuna richiesta specifica
MoltiplicazioneSemina diretta in primavera
Malattie e parassitiAfidi, Piralide, Carbone (fungino)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede cure costanti contro erbe infestanti e parassiti)

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