Peperoncino carolina repear

Peperoncino

Il peperoncino Carolina repear

Il peperoncino Carolina repear è molto piccante va utilizzato solo da crudo in piccole quantità, il frutto è di circa 6 cm con forma a lanterna e la punta si ripiega su se stessa.

di Redazione

13 giugno 2016

Il peperoncino carolina repear

Negli ultimi anni la competizione tra ibridatori di peperoncini piccanti si è fatta sempre più accanita. In diverse aree del mondo (in India, nei Caraibi, nel Regno Unito, in Messico e negli U.S.A.) vi sono laboratori di ricerca o vivaisti che, tramite incrocio, tentano di ottenere frutti con una sempre maggiore concentrazione di capsaicina. Un importante successo, su questo fronte, è stato ottenuto nel 2013: un peperoncino di recente introduzione, il Carolina Reaper è stato ufficialmente eletto il più piccante del pianeta. Da quel momento la sua fama non ha fatto che crescere e oggi è abbastanza semplice trovarne delle piantine nei vivai o acquistare delle bustine di semi certificati. Molti lo coltivano solo per il gusto di assaggiarne qualche pezzetto o per curiosità: d’altra parte la sua piccantezza estrema lo rende quasi inutilizzabile nelle pietanze e non risulta particolarmente aromatico. La pianta, invece, nel suo complesso è abbastanza armonica e può essere impiegata anche a scopo ornamentale grazie ai suoi frutti pendenti, colorati e allegri.

I frutti

I peperoncini Carolina Reaper sono molto caratteristici. Come tutti gli appartenenti al genere Chinense crescono pendenti raggiungendo circa 6 cm di lunghezza a maturità. La forma è arrotondata, quasi a lanterna, ma molto ripiegata su se stessa. Vi sono dei tratti che lo rendono facilmente riconoscibile: il primo è senz’altro il fondo del frutto, che prende forma appuntita (come una piccola coda), probabilmente ereditata dall’ascendente Naga Viper. Sempre da quel peperoncino ha probabilmente preso la consistenza della buccia: abbastanza spessa e piena di piccole escrescenze e irregolarità. All’allegagione il colore è un bel verde chiaro, uguale a quello delle foglie. Col tempo si passerà al giallo, arancione e al rosso: infine sarà di un cremisi lucido molto intenso. La pianta produce per un lungo periodo e quindi spesso porta contemporaneamente peperoncini a diversi stadi di maturazione: ciò rende l’insieme molto attraente e ornamentale. Anche l’interno è abbastanza caratteristico: si notano i bordi ruvidi e con molte curve. In ognuno vi sono circa 20 semi di 3-4 mm di diametro, rotondi, di color giallo chiaro. Si trovano sulla sommità, legati al picciolo con abbondante placenta. È proprio la placenta, unita all’esiguità della polpa, a dare la forte sensazione di piccante. La capsaicina si concentra in numerosissime goccioline oleose sparse lungo tutte le pareti.

La pianta

Le piante di Carolina Reaper, se ben impostate, crescono in maniera equilibrata ed esteticamente appezzabile. Assumono naturalmente una forma ad alberello, con un unico stelo dal basso e innumerevoli ramificazioni che formano una chioma piuttosto ampia. Le dimensioni definitive sono medie e rendono questa varietà ideale da crescere in contenitore, su balconi e terrazzi. Può infatti crescere al massimo fino ad 1 metro di altezza, anche se spesso si tende a frenare lo sviluppo con diverse cimature. La larghezza va dai 60 agli 80 cm: gli esemplari sono così piuttosto stabili, anche se la maggior parte delle volte, sia in terra sia in vaso, richiedono il supporto di un tutore.

Foglie e fiori

Le foglie hanno forma allungata e appuntita, di un bel verde medio, identico a quello degli steli e dei frutti immaturi. Sono molto abbondanti e fitte aiutando a riparare i frutti da scottature, in caso di sole e calore eccessivi. I fiori crescono copiosi negli internodi: sono sostenuti da un picciolo robusto e leggermente peloso. I petali sono sei, di color bianco-verdastro, mentre al centro sono ben visibili gli stimmi nelle sfumature del lilla.

Storia e piccantezza

Negli ultimi venti anni l’interesse verso i peperoncini è diventato sempre più grande e diffuso a livello planetario. Vi sono così moltissimi ibridatori impegnati nella ricerca di cultivar interessanti. Sotto questo fronte uno dei successi più ambiti è quella della massima concentrazione di capsaicina nei frutti. Gli esisti positivi sono stati molti: bisogna infatti pensare che dal 2011 vi sono stati già tre nuovi record (Naga Viper, Trinidad Moruga Scorpion e poi, appunto, il Carolina Reaper).

La sua introduzione

Il creatore del Carolina Reaper è Ed Curry, fondatore di una famosa azienda, la Puckerbutt Pepper Company, che produce e distribuisce prodotti legati ai peperoncini: piante, sementi, salse e altre specialità culinarie, tutte estremamente hot. Si occupa chiaramente anche di ricerca e ibridazione di nuove varietà. Secondo le sue dichiarazioni cominciò già nel lontano 1981 con diversi tentativi di incrocio. Infine ottenne dei buoni risultati qualitativi dai frutti ottenuti dall’unione, probabilmente, di un Habanero Red e di un Naga Viper (o un altro peperoncino simile di origine indiana o pakistana). Il lavoro di ulteriore selezione durò almeno vent’anni: la nuova varietà venne infatti presentata ufficialmente nel 2013. Inizialmente veniva indicata solo con un nome in codice (HP22B), un acronimo (HP significa Higher Power) che specifica semplicemente la sua collocazione nel vivaio in cui germinò (vaso n. 22, pianta B). In seguito, per comodità e scopi commerciali assunse la denominazione corrente, anche se, più correttamente andrebbe indicato come "Smokin Ed's Carolina Reaper".

La sua piccantezza

Il suo creatore, consapevole dell’estrema “pericolosità” del suo peperoncino, decise di sottoporlo il prima possibile al giudizio della giuria dei Guinness dei Primati. La misurazione avvenne nell’agosto del 2013 su un campione di diversi frutticini provenienti da un’unica pianta. Uno di essi fece segnare il record assoluto di 2.200.000 Unità Scoville scalzando il Trinidad Moruga Scorpion (che ha detenuto il primato, 2.000.231 SHU, per poco più di un anno, dal febbraio 2012). Bisogna sottolineare però questi valori sono di solito abbastanza lontani dai frutti prodotti normalmente con una coltivazione non mirata: il Carolina Reaper, in media, raggiunge una piccantezza di 1.569.300 Unità Scoville (che è ad ogni modo insopportabile).

Note di coltivazione

La coltivazione del peperoncino Carolina Repear
Famiglia, genere, specie Solanaceae, Capsicum Chinense, Carolina Reaper
Altezza Fino a 1 metro, si consiglia di cimarlo per tenerlo a circa 80 cm
Larghezza Da 60 a 85 cm
Frutti Rotondi con molte pieghe e coda finale, esocarpo rugoso; prima verdi, poi giallo, arancio e infine rosso
Fiori Bianchi a sei petali
Piccantezza Estremamente piccante; 1.569.300-2.200.000 SHU
Rusticità Non rustica; mai scendere sotto i 15°C
Esposizione Sole per almeno 6 ore al giorno
Irrigazione Abbondante
Terreno Profondo, ben lavorato, ricco e fresco
Concime Abbondate, con molto potassio (ideale quello per pomodori)
Germinazione dei semi A 25°-28°C, in circa 8 giorni
Luogo di coltivazione Orto, contenitore, giardino (bordure, aiuole)

Semina e trapianto

Possiamo decidere di acquistare una pianta già formata o partire da seme. Quest’ultima opzione è preferibile se vogliamo crescere un gran numero di esemplari. I piantini invece sono indicati a chi non possa seminare in anticipo in casa (specialmente al Nord) rischiando di non veder concludere il ciclo vegetativo nell’annata. Indispensabili per una veloce germinazione sono le temperature alte (da 20 a 25°C) e un elevato tasso di umidità. Per ottenere piante forti e non filate è importante anche un’ottima esposizione già dal momento dell’emissione della prima radichetta (che avviene, in media, 8-10 giorni dopo la semina). I grani possono essere fatti pregerminare su carta assorbente o posti direttamente nei vassoi alveolari, con un terriccio leggero, fresco e ed omogeneo. Per il trapianto finale all’esterno bisognerà attendere almeno 45 giorni (anche 60 al Nord), non prima quindi del mese di maggio. In quella fase è cruciale evitare di danneggiare le radici (superficiali) mantenendo invece il più possibile intatto il pane di terra. Utile è aggiungere nella buchetta del concime a lenta cessione con un alto contenuto di potassio. Indispensabile è l’inserimento di un tutore lungo almeno 80 cm, cui andrà subito legato lo stelo principale: eviteremo così che piogge o venti forti possano danneggiarlo irreparabilmente. Il Carolina Reaper cresce molto bene anche in vaso, a patto che sia di medie dimensioni (profondo almeno 30 cm) e il substrato molto ricco.

Crescita e produzione

I peperoncini necessitano di una lunga fase di crescita e maturazione: i primi potranno essere raccolti circa 5 mesi dopo la semina, nel mese di settembre. I frutti necessitano circa 2 mesi di tempo, dall’allegagione, per raggiungere il loro completo sviluppo e diventare del tipico colore rosso scuro acceso. Quasi la totalità dei frutti saranno pronti nel mese di ottobre; se invece viviamo al Sud, nelle Isole o sulle coste vi saranno nuove emissioni di fiori e continueremo ad avere peperoncini pronti per il consumo anche fino a dicembre inoltrato.

Raccolta e conservazione

Il peperoncino Carolina Reaper conserva tutte le sue caratteristiche gustative solo da fresco. Come abbiamo detto è estremamente piccante, al punto da essere quasi immangiabile. Nelle preparazioni è generalmente sufficiente inserirne un pezzetto piccolissimo. Questa sua caratteristica nasconde quasi tutti gli altri sapori, ma i creatori fanno notare che sono presenti anche note dolci e fruttate oltre ad un retrogusto leggermente amaro. I frutticini possono essere conservati in frigorifero per circa una settimana, ma è anche possibile congelarli. Un ottimo metodo per utilizzarli in inverno consiste nell’essicazione, da effettuarsi però con apparecchi appositi (la buccia è piuttosto consistente e fa fatica a disidratarsi al sole senza che vi sia lo sviluppo di muffe). Ricordiamoci sempre di utilizzare i guanti quando li maneggiamo; laviamoci poi benissimo le mani e evitiamo di toccare occhi o altre mucose.

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Domande frequenti

  • Qual è il livello di piccantezza del Carolina Reaper?
    Il Carolina Reaper detiene il record mondiale di piccantezza, certificato dai Guinness dei Primati nel 2013. La sua intensità varia mediamente tra 1.569.300 e 2.200.000 Unità Scoville (SHU). Questo valore è straordinariamente alto, rendendo il frutto quasi insopportabile al palato se consumato intero. La concentrazione di capsaicina è dovuta alla presenza di numerose goccioline oleose sulle pareti interne e alla scarsità di polpa, concentrando il calore prevalentemente nella placenta.
  • Come si coltiva il Carolina Reaper in vaso?
    È ideale per la coltivazione in contenitori su balconi o terrazzi. Il vaso deve essere profondo almeno 30 cm e riempito con un substrato ricco e fresco. La pianta può raggiungere l'altezza di 1 metro, ma si consiglia di cimarla per mantenerla intorno agli 80 cm e migliorarne la stabilità. È fondamentale inserire un tutore alto almeno 80 cm fin dal trapianto per sostenere lo stelo contro vento e pioggia. Richiede pieno sole e temperature costanti superiori ai 15°C.
  • Quando e come raccogliere i frutti?
    I primi frutti maturano circa 5 mesi dopo la semina, solitamente tra settembre e ottobre. La raccolta completa avviene quando i peperoni assumono il tipico colore cremisi lucido intenso, dopo aver passato le fasi di verde, giallo e arancione. Al Sud Italia o nelle isole, la produzione può protrarsi fino a dicembre. Maneggiare i frutti con guanti protettivi è obbligatorio per evitare irritazioni cutanee dovute alla capsaicina.
  • Quali sono le note aromatiche del Carolina Reaper?
    Nonostante l'estrema piccantezza che ne limita l'uso culinario, il frutto presenta note dolci e fruttate, accompagnate da un lieve retrogusto amaro. Tuttavia, il calore predominante maschera quasi completamente queste sfumature gustative. Per questo motivo, viene utilizzato in cucina solo in quantità minime, preferibilmente da crudo, per aromatizzare piatti senza sovrastarne il sapore originale con il bruciore.
  • Come conservare i peperoncini dopo la raccolta?
    Per preservare le proprietà organolettiche, il consumo fresco è l'opzione migliore, con una conservazione in frigorifero che dura circa una settimana. È possibile anche congelare i frutti interi. Un metodo alternativo efficace per l'inverno è l'essiccazione, ma richiede l'uso di essiccatori elettrici poiché la buccia spessa e rugosa rende difficile la disidratazione naturale al sole, favorendo il rischio di muffe.

Scheda Tecnica

Capsicum chinense 'Carolina Reaper'

Nome scientificoCapsicum chinense 'Carolina Reaper'
FamigliaSolanaceae
Tipo di piantaErba annuale ornamentale e orticola
OrigineUSA (ibrido creato da Ed Curry)
EsposizionePieno sole (almeno 6 ore/giorno)
Temperatura minimaNon rustica, mai sotto i 15°C
TerrenoProfondo, ricco, fresco, ben drenato
IrrigazioneAbbondante e regolare
FiorituraPrimavera-Estate (fiori bianchi-verdastri)
AltezzaFino a 1 m (consigliato cimatura a 80 cm)
ConcimazioneRicorda, ricca di potassio (es. per pomodori)
PotaturaCimatura per contenere l'altezza e favorire la stabilità
MoltiplicazioneSemina (febbraio-marzo indoors, trapianto maggio)
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione a afidi e ragnetti rossi
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede controllo temperatura e sostegni)

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