Palma da dattero

Caratteristiche generali

La palma da dattero, nota anche con il nome di Phoenix dactylifera, è originaria delle regioni del nord dell’Africa. Essa appartiene alla famiglia delle Acecacee, presenta un fusto molto dritto in grado di raggiungere dimensioni massime di 30 metri; la corteccia ha una struttura ruvida, dovuta alla presenza dei resti delle foglie cadute durante la sua crescita. Il fogliame si trova esclusivamente sulla cima ed è composto di un numero massimo di circa 30 foglie verdi, pennate, lineari e in grado di raggiungere dimensioni massime di circa 5/ 8 metri di lunghezza. Le infiorescenze sono dioiche (alberi che sviluppano fiori maschili e alberi che sviluppano solo fiori femminili), di piccole dimensioni, di colore bianco e crescono all’ascella delle foglie. I fiori maschili sono presenti in numero inferiore rispetto a quelli femminili, i quali vengono impollinati attraverso i venti. I frutti femminili, dopo l’impollinazione, producono dei frutti chiamati datteri che col passare del tempo tendono a scendere verso il basso. Ogni grappolo può raggiungere dimensioni di circa 5 centimetri e pesare addirittura 25 chilogrammi circa.
Esempio di <strong>palma da dattero</strong> provvista di frutti.

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Impollinazione, clima e terreno

Pianta di palma da dattero.L’impollinazione della palma da dattero è una pratica fondamentale per la produzione di frutti. Essa può essere entomofila, anemofila o artificiale. La riproduzione entomofila avviene per mezzo d’insetti, mentre quella anemofila per mezzo del vento. La riproduzione artificiale solitamente è praticata per tutte quelle coltivazioni a uso strettamente commerciale e il rapporto di piante maschi e femmine ha un rapporto di circa 1:50. L’importanza degli esemplari da cui ricavare il polline è molto importante, giacché da esso dipende la forma, la pezzatura, il periodo di maturazione dei datteri etc. La palma da dattero, nonostante prediliga ambienti temperati caldi e subtropicali, è in grado di resistere a temperature di circa -5 °C. Tuttavia, per fare in modo che la pianta realizzi ai propri frutti, ha bisogno di temperature comprese tra i 30 °C e i 40 °C e con bassi livelli di umidità. Predilige essere messa a dimora in luoghi colpiti direttamente dai raggi solari, si adatta a qualsiasi struttura del terreno, anche se predilige un terriccio molto drenato e fertile.

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Varietà e irrigazione

Esempio di datteri in fase di maturazione. Le varietà di palma da dattero presenti sul mercato sono innumerevoli e si dividono principalmente in tre gruppi: a frutti secchi, semimolli e molli. La varietà che produce frutti semimolli è la più nota e sviluppa dei datteri di medio pregio. La pianta di datteri molli produce frutti grandi, teneri e molto pregiati. Infine, la palma da dattero a semi secchi produce molti frutti ma poco pregiati. Le annaffiature sono molto importanti per questi esemplari di piante, tant’è che sono state realizzate delle tecniche d’irrigazione atte a fornire alle palme da dattero il giusto apporto di acqua. Esse solitamente sono messe a dimora in oasi e vicino a dei corsi d’acqua. In altre regioni invece, sono state realizzate delle canalizzazioni sotterranee e pendenti, atte a trattenere l’acqua piovana e trasportarla lungo l’apparato radicale di queste specie.


Palma da dattero: Tecniche di coltivazione

La principale tecnica di coltivazione della palma da dattero è la propagazione mediante polloni. La moltiplicazione mediante semi, solitamente non è praticata, in quanto essa può dare vita ad esemplari con diverse caratteristiche dei frutti. Riguardo alla moltiplicazione mediante polloni, basta rimuovere quello nato dalla pianta madre e metterlo a dimora in piena terra almeno dopo un anno. La produzione dei primi frutti si ha tra il 6° e il 7° anno d’età. La potatura delle foglie vecchie è molto importante, giacché si evita l’insorgere di malattie e attacchi ad opera di parassiti. La raccolta dei datteri avviene tagliando interamente il grappolo, e a essa segue un trattamento per proteggere la pianta dall’attacco d’insetti molto dannosi per la sua salute. Tra i principali parassiti dannosi, il più noto è il punteruolo rosso. È un coleottero molto infestante che porta alla morte della pianta. La cura principale è data dall’eliminazione delle parti vegetative infette.


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