Cura uva

Cura uva nera

La cura uva va portata a termine, nel caso in cui sia possibile, utilizzando dell’uva nera e deve durare per almeno due settimane.

Il succo d’uva, che viene chiamato anche come latte vegetale, viene suggerito spesso nell’alimentazione dei bambini, ma risulta essere molto utile anche per gli studenti, gli sportivi, gli anziani e i gestanti.

All’interno della fitocosmesi viene impiegato soprattutto per la realizzazione di lozioni tonificanti, ma anche per creare delle ottime maschere idratanti e schiarenti.

Prima della sua assunzione, l’uva deve essere sempre lavata con grande attenzione con dell’acqua corrente, in maniera tale da poter rimuovere la polvere e tutti quei rimasugli di rame che possono rimanere ancorati sulla buccia.

Una cura uva può essere davvero efficace solamente nel caso in cui si provveda ad un’alimentazione composta solamente da uva con circa 1-2 chili ogni giorno. Si tratta di una terapia che deve essere attuata tra il termine del mese di agosto e gli ultimi giorni del mese di ottobre.

Nel corso della stagione estiva, il corpo umano ha una naturale tendenza ad una maggiore produzione d radicali liberi e, per tale ragione, prima dell’inizio dell’inverno deve essere protetto.

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Benefici

uva La cura dell’uva viene suggerita nelle convalescenze, ma anche nel corso delle gravidanze, così come per combattere l’astemia e l’artritismo. Inoltre, può tornare davvero molto utile anche per contrastare gli stati influenzali, così come può garantire un risvolto benefico per chi soffre di nefrite, edemi, azotemia e ipertensione.

Tra le principali proprietà dell’uva, infatti, troviamo quella energetica, rimineralizzante e disintossicante, garantendo anche al contempo un’azione generale rivolta a contrastare lo stress.

La melatonina che si trova all’interno della buccia dei vari chicchi di uva, quindi, può garantire un buon risultato per contrastare lo stress delle pause estive, ridando un maggiore equilibrio per quanto riguarda i ritmi circadiani, esattamente come si comporta l’ormone che viene prodotto dalla ghiandola pineale che si trova nel cervello.

E’ sufficiente pensare come un bicchiere di succo d’uva nera è in grado di rallentare l’attività che caratterizza le piastrine fino al 75%, così come permette di rimuovere l’acido urico e di abbassare il livello di colesterolo presente nel sangue.


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Ampeloterapia

La Vitis vinifera non è altro che un albero che mette a disposizione dei frutti che hanno tantissime proprietà benefiche per il corpo umano, con alcuni aspetti che riguardano direttamente l’alimentazione di ognuno di noi.

I frutti della vite, infatti, si caratterizzano per apportare numerosi benefici al nostro organismo e, in alcuni casi, tali proprietà hanno permesso anche di realizzare delle particolari cure e terapie: si tratta di quella disciplina che prende il nome di ampeloterapia, al cui interno i dietologi suggeriscono di osservare un periodo in cui l’alimentazione è praticamente concentrata solamente sull’assunzione di uva.

All’interno degli acini dell’uva, infatti, possiamo trovare concentrazioni molto elevate di fruttosio e di glucosio, ma anche un buon quantitativo di vitamine, di antociani e di flavoni.

Si tratta di componenti che sono assolutamente in grado di garantire lo svolgimento di un’azione che combatte l’ipertensione, ma al tempo stesso riesce a svolgere anche un’attività antiossidante.

Lo zucchero naturale che si trova in tutti i chicchi d’uva rappresenta un perfetto carburante per quanto riguarda il cervello di ogni uomo, mentre i carboidrati che vengono realizzati grazie alla fotosintesi non sono altro che un vero e proprio carburante per ciò che concerne i muscoli.

Non esistono controindicazioni all’interno della gravidanza per l’assunzione dell’uva né per quanto riguarda il feto né per ciò che concerne la madre.


Uva e gravidanza

Nel momento in cui si assume l’uva nel corso della fase di gravidanza, non ci sono particolari controindicazioni per ciò che riguarda il feto, a meno che non ci siano ovviamente delle assunzioni eccessive ed esagerate, come tra l’altro si verifica con qualsiasi cibo od alimento.

L’unica conseguenza, che non può certamente portare a produrre danni, ma che risulta estremamente evidente nel caso in si assume l’uva normalmente, potrebbe essere quella di una possibile eccitazione del feto provocata dall’accumulo di zucchero all’interno dei vari chicchi.

Lo zucchero contenuto nell’uva, però, si caratterizza per essere piuttosto semplice e non può portare a gravi conseguenze, visto che è composto da glucosio e fruttosio: certamente, per chi soffre di glicemia, l’assunzione è da ritenersi esclusa.

Il feto, nel momento in cui l’assunzione di uva sia eccessiva, potrebbe rimanere sveglio troppo a lungo, cominciando a scalciare molto più del dovuto. Nonostante queste complicazioni riguardanti l’iperattività, l’uva non presenta particolari controindicazioni per il feto.

Nel corso della gravidanza, pure la mamma non deve preoccuparsi di conseguenze negative per via dell’assunzione di uva, tranne ovviamente tutte quelle complicazioni che possono derivare da una consumazione eccessiva di uva.



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