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La dieta a base di uva ha radici estremamente lontane nel tempo, dato che si può far risalire fino agli antichi romani, popolo che cominciò a coltivare assiduamente l'uva.

di Redazione

31 luglio 2013

L'ampeloterapia

Spesso l'ampeloterapia viene associata a benessere: due termini che certamente si incrociano, ma cerchiamo di capire meglio cosa significhi questa parola. Ampeloterapia, in pratica, sta a significare quel gruppo di pratiche e di rimedi per il benessere dell'organismo umano che si fondano sull'uva, impiegata sia all'interno di una dieta, sia utilizzata per la realizzazione di unguenti che permettono di conservare nel migliore dei modi la pelle e i capelli. Senza ombra di dubbio, nutrizione è una parola molto ricorrente nel vocabolario di tutti i giorni e qualcosa a cui dobbiamo dare sempre una grande importanza: l'uva, infatti, come più in generale l'intero comparto di frutta fresca, presenta un gran numero di proprietà che possono dare una mano al mantenimento di un organismo sano e depurato. La dieta a base di uva ha radici estremamente lontane nel tempo, dato che si può far risalire fino agli antichi romani, nel momento in cui tale popolo aveva scoperto le virtù curative dell'uva. Al giorno d'oggi, la dieta a base di uva prende proprio il nome di ampeloterapia.

Gli antiossidanti

L'uva presenta al suo interno anche un buon quantitativo di antiossidanti, che sono davvero fondamentali per quanto riguarda la limitazione di tutti i vari radicali liberi. Gli antiossidanti, infatti, sono in grado di svolgere un'azione che permette di rallentare l'ossidazione, grazie all'ossigeno. All'interno di questo processo avviene la vera e propria creazione dei radicali liberi, che sono coloro che causano l'invecchiamento dopo aver apportato diversi danni alle varie molecole. Una volta che sono stati neutralizzati i radicali liberi, quindi, si possono anche salvare le cellulare dai danni che la presenza di tali elementi comportano, proteggendo le molecole in modo essenzialmente naturale. I componenti antiossidanti, quindi, sono fondamentali dal momento che, quando vi è dell'ossigeno, sono proprio loro che si ossidano al posto delle cellule, senza però sviluppare dei radicali liberi. In realtà, non si tratta propriamente di una conseguenza solamente estetica, dal momento che portano ad avere delle patologie ben più serie, che possono essere provocata da una continua produzione ed esposizione ai radicali liberi delle cellule dell'organismo umano. Queste malattie prendono l'aggettivo di neurodegenerative e assumono delle forme, purtroppo, particolarmente conosciute, come ad esempio il morbo di Parkinson, l'Alzheimer e la Sclerosi Laterale. Tutte queste malattie, senza ombra di dubbio, vengono sviluppate anche per colpa dell'ossidazione che, nel caso in cui venisse efficacemente combattuta, potrebbe davvero svolgere da importante metodo di prevenzione.

Cure alternative per il cancro

L'uva, nella maggior parte delle cure alternative per il cancro, viene spesso considerata come molto importante, sopratutto da quella parte di teorici e studiosi che si oppongono fermamente alle terapie ufficiali, che possono provocare dei danni irreversibili. Alcune di tale terapie alternative sono state anche pubblicate su quotidiani di un certo spesso, come ad esempio l'inglese Indipendent. Quindi, vogliamo solamente riportare quello che è stato scritto da tutti questi articoli in materia, visto che il quotidiano britannico propose svariati articoli. Infatti, The Indipendent provvide a riportare l'esperienza di uno statunitense, tale Wortman, che spiegò come combatté il cancro proprio grazie all'utilizzo del succo d'uva, descrivendo anche il percorso di oltre 200 lettori che si avvicinarono a tale terapia, sperimentandola a loro volta sul proprio organismo.

Terapia a base di succo d'uva

Il signor Wortman spiegò come riuscì a combattere il cancro ai polmoni, ma anche un cancro alla prostata solamente provando un mese di terapia con il succo d'uva. Inoltre, i vari lettori del quotidiano britannico Indipendent riportarono anche altre quattro guarigioni di persone che si erano curate con la terapia a base di succo di uva. La terapia di cui stiamo parlando, prevedeva di assumere al mattino 700 millilitri di succo di uva nera, che dovevano essere distribuiti in due sorsi con cadenza ogni 10 minuti, cercando di non mangiare fino al pranzo, dal momento che il cibo ingoiato successivamente andrebbe a scombinare gli effetti benefici dell'uva. Dopo aver pranzato, la persona in terapia non doveva mangiare più fino a cena: ovviamente, tutto ciò che si mangia durante la giornata doveva essere estremamente naturale, cercando di non provare alimenti come caffè, bevande alcoliche, ma anche cibi precotti, i fritti e i grassi e la carne. Con ogni probabilità, la terapia dovrebbe prevedere anche la possibilità di evitare l'assunzione del succo di uva, sostituendola con la somministrazione diretta degli acini freschi. In tutte queste occasioni, il suggerimento è quello di masticare molto bene gli acini dell'uva prima di digerirli, in maniera tale da far rilasciare tutte quelle componenti che si trovano all'interno delle bucce, ma anche all'interno dei semi. La terapia a base di succo d'uva prevedeva la nutrizione esclusivamente a base di questo frutto per circa 23 giorni, con 1,2 chilogrammi di uva nera ad assumere ogni giorno.

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Domande frequenti

  • Cos'è l'ampeloterapia e quali sono i suoi benefici principali?
    L'ampeloterapia è una pratica terapeutica fondata sull'uso dell'uva, nota fin dall'epoca romana, finalizzata al benessere dell'organismo e alla cura della pelle. I suoi benefici derivano principalmente dall'elevato contenuto di antiossidanti, sostanze fondamentali per contrastare i radicali liberi e rallentare il processo di invecchiamento cellulare. Neutralizzando questi agenti dannosi, l'uva aiuta a proteggere le molecole biologiche, supportando la salute generale e contribuendo potenzialmente alla prevenzione di patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson, agendo come metodo preventivo naturale contro l'ossidazione cellulare.
  • Come si svolge la terapia a base di succo d'uva menzionata nell'articolo?
    La terapia descritta prevede l'assunzione giornaliera di 700 millilitri di succo d'uva nera al mattino, suddivisi in due sorsi ogni dieci minuti, digiunando fino a pranzo. Il pasto successivo deve essere leggero e naturale, evitando caffè, alcol, cibi precotti, fritti e carni. Successivamente, si mantiene il digiuno fino a cena. L'alternativa proposta è l'assunzione diretta di 1,2 kg di acini freschi al giorno per circa 23 giorni, masticandoli accuratamente per liberare i principi attivi contenuti nelle bucce e nei semi, massimizzandone l'efficacia benefica.
  • Quali alimenti sono vietati durante la dieta a base di uva?
    Durante la terapia ampeloterapica, è fondamentale seguire una dieta rigorosamente naturale. Sono severamente vietati il caffè, le bevande alcoliche, i cibi precotti, i fritti, i grassi saturi e la carne rossa. L'obiettivo è ridurre il carico tossico sull'organismo e permettere ai composti attivi dell'uva di agire senza interferenze digestive negative. Qualsiasi alimento consumato durante le finestre alimentari consentite deve essere scelto con attenzione, privilegiando prodotti freschi e non elaborati per mantenere l'equilibrio metabolico richiesto dalla terapia.
  • L'uva può essere considerata una cura alternativa per il cancro?
    L'articolo riporta esperienze aneddotiche, come quella del sig. Wortman pubblicata sul quotidiano 'The Independent', che descrive presunte guarigioni dal cancro ai polmoni e alla prostata tramite succo d'uva. Tuttavia, queste affermazioni riflettono posizioni di chi si oppone alle terapie oncologiche convenzionali e non costituiscono evidenze scientifiche cliniche validate. È cruciale distinguere tra narrazioni personali e protocolli medici riconosciuti. L'uva offre indubbi benefici antiossidanti, ma non va mai sostituita alle terapie mediche standard per condizioni gravi come il cancro senza il parere di specialisti.
  • Perché è importante masticare bene gli acini d'uva durante la terapia?
    Masticare accuratamente gli acini freschi è essenziale perché molti dei composti benefici dell'uva, inclusi potenti antiossidanti e nutrienti protettivi, sono concentrati nelle bucce e nei semi. Se l'uva viene ingerita intera o succhiata senza residui solidi, si perde gran parte di questi elementi preziosi. Rompere le strutture cellulari attraverso la masticazione permette il rilascio completo di queste sostanze, garantendo che vengano assorbite dall'organismo e svolgano la loro azione antiossidante e protettiva sulle cellule, massimizzando così l'efficacia della dieta ampeloterapica.

Scheda Tecnica

Vitis vinifera

Nome scientificoVitis vinifera
FamigliaVitacee
Tipo di piantaVite rampicante decidua
OrigineAsia occidentale, Europa meridionale
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, fertile, preferibilmente calcareo o sabbioso
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera inoltrata (maggio-giugno)
AltezzaPuò superare i 10 metri se non potata
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata leggera in primavera
PotaturaInvernale (alla dormienza) e verde (estiva)
MoltiplicazionePropaggine, talea, innesto
Malattie e parassitiOidio, peronospora, cocciniglia, afide fillossera
Difficoltà di coltivazioneMedia