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Tipi di uva

Quando si parla di tipi di uva, la prima differenziazione è quella tra uve da tavola e uve da vino, ma anche quella tra uve rosse ed uve bianche.

di Redazione

28 luglio 2013

Il genere

Nel momento in cui si fa riferimento a delle tipologie di uva, la prima cosa che salta all'occhio è la differenza fra le uve da tavola, che vengono destinate al consumo fresco e quelle destinate alla preparazione di altri prodotti finali e, infine, le uve da vino, ovvero quelle varietà che permettono di produrre dei vini di elevata qualità. In tutti e tre i casi vengono impiegate delle varietà che fanno parte della grande famiglia delle Vitaceae. Per quanto riguarda le uve da tavola, è interessante sottolineare come vengano impiegate due specie, ovvero la Vitis vinifera e la Vitis lambrusca, mentre per quanto riguarda le uve da vino, la sola specie che può contare sull'autorizzazione legale è quella vinifera. I cicli vegetativi che caratterizzano le differenti tipologie di uva non cambiano poi così tanto per tutte le specie, nonostante nel caso delle uve da tavola i viticoltori preferiscono attendere la maturazione completa degli acini, provvedendo a sostituire per intero tra gli acidi e gli zuccheri, mentre per quanto riguarda la coltivazione delle uve da vino, bisogna sottolineare come il discorso sia diverso, visto che la tendenza è quella di lasciare sempre un determinato livello di acidità che permetta un migliore invecchiamento dei vini. Le differenti tipologie di uva, che superano le 800 unità solamente per la categoria impiegata per le vinificazioni, sono strettamente legate alle condizioni ambientali in cui si sviluppano.

Uve rosse e bianche

La famiglia delle Vitacee si è particolarmente arricchita secolo dopo secolo grazie all'enorme mole di lavoro che è stata svolta dall'uomo. Ad esempio, fu il popolo greco quello che iniziò per primo a compiere delle ricerche scientifiche, in modo tale da cominciare le ibridazioni tra le varie uve, con l'obiettivo di migliorarle il più possibile dal punto di vista qualitativo. Quindi, possiamo certamente pensare che le uve che vengono attualmente coltivate si siano modificate notevolmente in confronto a quelle che erano presenti sul pianeta circa 7000 anni fa, nel momento in cui l'uomo cominciò ad introdurre le prime coltivazioni e fermentazioni. Un'altra importante differenza che intercorre tra le due tipologie di uva sopra menzionate, è quella tra uve rosse e uve bianche. La colorazione è strettamente connessa alla quantità di pigmenti che si trovano all'interno delle bucce, i flavonoidi, senza dimenticare i coloranti che poi vanno a condizionare anche il vino. In tutte le uve da tavola la coltivazione delle uve bianche è, senza ombra di dubbio, preferibile rispetto a quella delle uve rosse, per quanto riguarda la produzione del vino, invece, tale gap si assottiglia e la produzione di uve bianche è di poco superiore rispetto a quella di uve bianche.

Uve da tavola

Come abbiamo già avuto modo di dire, le uve da tavola passano attraverso una fase di maturazione per poi giungere alla totale sostituzione degli acidi con gli zuccheri. Di ancora maggiore importanza è sottolineare il fatto che per i produttori di uve da tavola, rispetto a quelle da vino, conta la concentrazione di zuccheri che, per quanto riguarda questa categoria, è certamente l'elemento fondamentale per assegnare il miglior gusto possibile al frutto. Un altro elemento di assoluta importanza è rappresentato dal peso del grappolo, nonché dalle dimensioni dell'acino, che certamente è una caratteristica che va ad incuriosire il consumatore e garantisce rese e guadagni finali molto più elevati. Allo stesso modo, anche l'attitudine ai trasporti è un elemento davvero molto importante per le uve da tavola, visto che percorrono tragitti e viaggi decisamente più lunghi in confronto alle uve da vino. Le uve da vino, nella maggior parte dei casi, vengono trasportate tramite dei percorsi piuttosto brevi, dal momento che le strutture che si occupano della vinificazione sono spesso realizzati nei pressi dei vigneti. Le uve da tavola, invece possono arrivare a viaggiare per tantissimi chilometri, anche all'interno di paesi e città in cui sono assenti le coltivazioni, ma in cui è piuttosto elevata la richiesta di frutta fresca.

Uve da vino

Le uve da vino, invece, presentano decisamente più problematiche da tenere in considerazione e sono diversi gli elementi che vanno poi a determinare le varie tipologie. Rispetto alla categoria delle uve da tavola, infatti, le uve da vino devono essere in grado di garantire un gusto piuttosto asciutto, ma soprattutto un buon compromesso dal punto di vista dei profumi, che siano in grado di rispecchiare le qualità e le caratteristiche del territorio in cui vengono coltivate. Ecco spiegato il motivo per cui il numero delle diverse uve da tavola è decisamente più alto rispetto a quelle delle uve da vino. L'elemento principale delle uve da vino è, senza ombra di dubbio, rappresentato dal loro livello di acidità, che rappresenta la base della produzione: infatti, proprio da tale componente e dal quantitativo di tannini presenti si ottiene la struttura che permette al vino stesso di invecchiare e, al contempo, di resistere nel corso degli anni. Anche in questo, la scelta della vendemmia è di fondamentale importanza.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra uve da tavola e uve da vino?
    La differenza fondamentale risiede nell'obiettivo della coltivazione e nella composizione chimica finale. Le uve da tavola sono selezionate per il consumo fresco, privilegiando zuccheri elevati, acini grandi, grappoli pesanti e resistenza ai trasporti lunghi. Al contrario, le uve da vino richiedono un equilibrio specifico tra zuccheri, acidità e tannini per garantire struttura, profumi territoriali e capacità di invecchiamento. Mentre per la tavola si cerca la dolcezza massima e la consistenza, per il vino si mantiene un certo livello di acidità essenziale per la fermentazione e la conservazione.
  • Perché le uve bianche sono preferibili per il consumo fresco?
    Nelle uve da tavola, la coltivazione di varietà bianche è generalmente preferita rispetto a quelle rosse principalmente per motivi estetici e di mercato. Le uve bianche offrono una presentazione visiva più chiara e fresca, apprezzata dai consumatori per il consumo immediato. Inoltre, la pelle sottile e la polpa succosa tipiche di molte varietà bianche da tavola risultano più gradevoli al palato per chi cerca un frutto dolce e dissetante. Nella produzione vinicola, invece, la differenza si riduce poiché entrambe le colorazioni hanno ruoli specifici e distinti nella creazione di vini bianchi o rossi.
  • Quali specie di vite vengono utilizzate per la produzione di uva?
    Principalmente si utilizzano due specie del genere Vitis. La Vitis vinifera è la specie dominante e quasi esclusiva per la produzione di vino, essendo l'unica autorizzata legalmente in molti contesti enologici tradizionali. Per le uve da tavola, oltre alla Vitis vinifera, viene impiegata anche la Vitis labrusca (spesso citata come lambrusca nel testo), nota per la sua robustezza e per il caratteristico aroma 'foxato'. Queste specie sono state ibridate e selezionate nel corso dei secoli, specialmente da popolazioni come i Greci, per migliorare qualità e adattabilità ambientale.
  • Che ruolo giocano acidità e tannini nelle uve da vino?
    Acidità e tannini sono i pilastri strutturali del vino. L'acidità fornisce freschezza, equilibrio e agisce come conservante naturale, permettendo al vino di evolversi positivamente nel tempo. I tannini, presenti soprattutto nelle bucce e nei raspi, conferiscono struttura, astringenza e complessità aromatica. Insieme, queste componenti determinano la capacità del vino di invecchiare: un buon compromesso tra acidità e tannini garantisce che il vino resista agli anni, sviluppando note terziarie complesse senza ossidarsi o deteriorarsi prematuramente.
  • Da cosa dipende la colorazione rossa o bianca dell'uva?
    La colorazione dell'uva è determinata dalla presenza e dalla quantità di pigmenti contenuti nelle bucce, specificamente flavonoidi e antociani. Nelle uve bianche, questi pigmenti sono assenti o presenti in tracce minime durante la maturazione, risultando in una polpa traslucida o verde-giallastra. Nelle uve rosse e nere, l'accumulo di antociani nelle bucce conferisce i colori dal rosso al blu scuro. Questi stessi pigmenti, estratti durante la vinificazione, influenzano direttamente il colore finale del vino, rendendo la bucca cruciale per i vini rossi.

Scheda Tecnica

Vitis vinifera (principale)

Nome scientificoVitis vinifera (principale)
FamigliaVitaceae
Tipo di piantaVite rampicante decidua
OrigineAsia occidentale e Europa meridionale
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, fertile, medio-pesante
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera (maggio-giugno)
AltezzaVariabile, fino a 20-30 metri se libera
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata in primavera
PotaturaInvernale (alla dormienza), estiva (diradamento foglie)
MoltiplicazionePropagazione agamica (talea, margotta, innesto)
Malattie e parassitiOidio, peronospora, oidio, fillossera, tignola
Difficoltà di coltivazioneMedia