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Consigli e suggerimenti utili per somministrare il ferro alle piante: a cosa serve questo minerale e quali sintomi provoca la sua carenza.

di Redazione

15 maggio 2012

Ferro piante

Il ferro è une delle sostanze nutritive indispensabili per la sana crescita della pianta e per il sano mantenimento della colorazione fogliare. Le foglie, infatti, esplicano un’importante funzione: la fotosintesi, che si compie proprio grazie alla presenza del ferro. Se questo elemento chimico inizia a scarseggiare, le piante non potranno più compiere la fotosintesi, andando incontro a progressivi fenomeni di ingiallimento fogliare ( la clorosi).

Caratteristiche

Il ferro, in natura, è presente nel suolo in forma insolubile e, dunque, non facilmente assimilabile dalle piante, che catturano tutti gli elementi nutritivi di cui necessitano assorbendoli tramite l’apparato radicale. Per consentire alle piante di assorbire correttamente la giusta quota di ferro, bisogna somministrarlo in forma insolubile, tramite concimi da diluire in acqua. La somministrazione regolare di ferro impedisce i fenomeni di carenza e dona alla pianta un’ottima colorazione verde nelle foglie e un colore luminoso nei fiori. In genere, la concimazione ferrosa viene detta proprio di rinverdimento e serve a prevenire o a ripristinare i fenomeni di ingiallimento e scolorimento delle foglie.

Sintomi da carenza

Le piante manifestano la carenza di ferro quando iniziano a ingiallirsi lungo il margine delle foglie, che possono scolorire o imbiancarsi del tutto o in parte. Il fenomeno viene chiamato “clorosi fogliare” e si manifesta nelle piante coltivate su terreni calcarei. Il calcare, infatti, rende il ferro meno solubile, impedendone l’assimilazione da parte delle piante. La somministrazione di concimi ferrosi nei terreni calcarei va fatta periodicamente e con regolarità, perché una sua interruzione porterebbe le piante ad accusare nuovamente i sintomi della clorosi. L’ingiallimento fogliare impedisce alle piante di compiere la fotosintesi. Ne consegue che il destino delle foglie scolorite o stinte sarà quello di seccarsi e cadere prematuramente.

Concimazione ferrica

Molti neofiti del giardinaggio, per rinverdire le proprie piante, preferiscono affidarsi a rimedi empirici, come la somministrazione di lamine o pezzettini di ferro all’interno del terriccio del vaso. Questa operazione è inutile e dannosa per le piante poiché queste assimilano il ferro solo in forma solubile. La soluzione ideale per fornire alle piante tutto il ferro di cui hanno bisogno, è la concimazione ferrica, ovvero il ricorso a fertilizzanti contenenti una giusta percentuale di questo minerale. I concimi ferrici possono essere a base di chelati ferrici e a base di sali di ferro. Questi ultimi sono sconsigliati per la concimazione dei terreni calcarei, che tendono a rendere il ferro troppo insolubile. I chelati, invece, mantengono inalterata la loro solubilità, consentendo delle operazioni di rinverdimento sicure ed efficaci.

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Domande frequenti

  • Quali sono i primi sintomi visibili di carenza di ferro nelle piante?
    La carenza di ferro si manifesta principalmente attraverso la clorosi fogliare. Le foglie iniziano a ingiallire partendo dal margine, ma possono anche scolorire o imbiancarsi completamente o parzialmente. Questo fenomeno è particolarmente comune nelle piante coltivate su terreni calcarei, dove il pH elevato riduce la disponibilità del minerale. Se non intervenuti, le foglie colpite tendono a secinarsi e cadere prematuramente, compromettendo la salute generale della pianta.
  • Perché il ferro è essenziale per le piante?
    Il ferro è indispensabile per la fotosintesi clorofilliana. Senza una quantità adeguata di questo elemento, le piante non riescono a produrre clorofilla in modo efficiente, portando all'ingiallimento delle foglie. Inoltre, il ferro contribuisce al corretto sviluppo vegetativo e mantiene una colorazione verde intensa e luminosa sia sulle foglie che sui fiori, garantendo una crescita sana e vigorosa.
  • È efficace mettere pezzi di ferro nel terreno per curare la carenza?
    No, questa pratica è inefficace e potenzialmente dannosa. Le piante assorbono il ferro esclusivamente in forma solubile. Inserire lamine o frammenti metallici nel substrato non risolve il problema perché il metallo non diventa immediatamente biodisponibile per l'apparato radicale. Al contrario, può alterare la struttura del terreno o causare ossidazioni indesiderate, senza fornire il nutrimento necessario alla pianta.
  • Quale tipo di concime ferroso usare su terreni calcarei?
    Su terreni calcarei, dove il ferro tende a diventare insolubile, è fondamentale utilizzare concimi a base di chelati ferrici. A differenza dei semplici sali di ferro, i chelati mantengono la loro solubilità anche in ambienti alcalini, permettendo alle radici di assorbire efficacemente il nutriente. I sali di ferro, invece, precipitano rapidamente nel terreno calcareo, risultando inutilizzabili dalla pianta.
  • Con quale frequenza va somministrato il ferro?
    La somministrazione deve essere regolare e periodica, specialmente in terreni difficili come quelli calcarei. Poiché l'interruzione del trattamento porta rapidamente al ritorno dei sintomi di clorosi, è necessario mantenere un apporto costante durante la stagione vegetativa. Si consiglia di diluire il concime in acqua secondo le indicazioni del produttore e applicare il trattamento con costanza per prevenire il ricomparsa dello stress ferroso.