Rappresentazione dei diversi tipi di impianti realizzabili.

impianto irrigazione

Irrigazione fai da te

Se volete costruire un impianto di irrigazione fai da te per il vostro giardino, che sia esso interrato oppure fuori terra, senza chiamare e pagare professionisti potete seguire questa semplice guida che vi aiuterà e vi darà tanti consigli utili alla corretta costruzione e al buon funzionamento.

di Redazione

20 febbraio 2015

Come scegliere l'impianto di irrigazione

Esistono diversi tipi di impianti di irrigazione a seconda di che cosa bisogna irrigare e alle proprie esigenze. Potete realizzare il vostro impianto principalmente in due modi diversi: interrato (cioè sotto terra) o fuori terra. Un impianto interrato è molto più piacevole alla vista e, se abbinato con irrigatori a scomparsa, sembrerà inesistente quando non sarà in funzione. D'altra parte è più difficile costruirlo perché bisogna scavare un canale dove alloggerà il tubo e si dovrà aspettare la ricrescita dell'erba lungo il canale. Un impianto fuori terra al contrario è molto più facile da costruire però gli svantaggi sono più grandi dei vantaggi perché, oltre ad essere brutto alla vista, ostacola anche il passaggio di persone. Gli impianti di irrigazione si differenziano anche a seconda di che cosa viene usato per irrigare. Si può scegliere di irrigare con gli irrigatori o con i gocciolatori. Gli irrigatori sono usati principalmente per innaffiare l'erba e i vasti campi, mentre i gocciolatori servono per innaffiare principalmente aiuole.

Come scegliere l'irrigatore più adatto alle vostre esigenze

Gli irrigatori si dividono in irrigatori a turbina, statici o a impatto. Gli irrigatori a turbina ruotano lungo un'ampiezza regolabile e in cima si trova un foro che permette di sparare l'acqua e di lasciarla uniformemente su tutto il terreno. Gli irrigatori statici non ruotano ma permettono comunque di innaffiare tutta la superficie nel loro raggio di azione perché il getto d'acqua non esce da un foro, ma intorno alla cima dell'irrigatore c'è un taglio, con ampiezza regolabile, che permette di estendere il getto ad un'ampia superficie. Gli irrigatori possono essere perennemente esposti oppure possono essere a scomparsa. Gli irrigatori a scomparsa sono detti anche a pop-up. Essi fuoriescono solo quando sono in funzione mentre quando finiscono il loro lavoro rientrano nel terreno e sembrano quasi inesistenti. Gli irrigatori si devono anche scegliere in base ai litri di acqua rilasciati in un'ora. Ad esempio un irrigatore che rilascia 12 litri di acqua all'ora dovrà rimanere in funzione più tempo rispetto ad un irrigatore che rilascia 40 litri di acqua all'ora.

Come realizzare un impianto di irrigazione interrato

Per realizzare un impianto interrato fai da te si deve prima creare il progetto. Per fare ciò occorre procurarsi la piantina del giardino e bisogna posizionare ad ogni angolo un irrigatore tracciando il suo raggio d’azione. Bisogna continuare a posizionare irrigatori fino a quando tutta la superficie del giardino sarà esposta al getto d'acqua. Tracciare anche i canali da scavare dove inserire i tubi. Dopo il progetto occorre passare alla pratica. Iniziare scavando i canali riprodotti sulla piantina e posizionare i tubi al loro interno tagliandoli abbondando di una decina di centimetri, per non sbagliare. Tramite raccordi a 't' unire tutti i tubi e poi 'piantare' gli irrigatori nei punti predisposti sulla piantina collegandoli ai tubi. Chiudere di nuovo tutti i canali con la terra e regolare gli irrigatori in modo da non fare uscire l'acqua fuori dal giardino. Infine bisognerà mettere in mezzo al tubo principale un’elettrovalvola. Collegarla insieme al tubo alla centralina che sarà raccordata al rubinetto dell'acqua. Tramite quest'ultima programmare l'orario di funzionamento dell'impianto in base alla quantità di acqua necessaria all'erba.

Come realizzare un impianto di irrigazione fuori terra

Gli impianti di irrigazione esterni non vengono usati spesso perché, come già detto, sono molto brutti da vedere e danno anche fastidio. D'altronde sono l'unica soluzione per chi non vuole rovinare il proprio giardino. Per costruire un impianto fuori terra fai da te si deve eseguire la stessa procedura della costruzione di un impianto interrato quindi bisognerà disegnare il progetto e poi collegare tubi, elettrovalvole (o in questo caso anche valvole da azionare a mano visto che saranno fuori dal terreno), centralina e irrigatori con l'unica differenza che non si dovranno scavare i canali perché i tubi saranno fissati a terra tramite dei picchetti. Anche gli irrigatori saranno differenti perché dovranno essere provvisti di un picchetto per fissarli a terra oppure alcuni irrigatori hanno una base in modo da appoggiarli a terra. Se invece dell'erba si devono innaffiare aiuole oppure delle piante, al posto degli irrigatori si possono usare i gocciolatori. I gocciolatori sono dei tubi che hanno dei buchi ogni un tot di centimetri in base alla distanza tra una piantina e l'altra.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un impianto di irrigazione interrato e uno fuori terra?
    L'impianto interrato è nascosto sotto terra, risultando esteticamente gradevole e invisibile quando non in funzione, specialmente se si usano irrigatori a scomparsa. Tuttavia, richiede lavori di scavo più complessi e lunghi tempi di attesa per la ricrescita dell'erba. L'impianto fuori terra è molto più facile e veloce da installare poiché i tubi vengono semplicemente fissati al suolo con picchetti, ma ha lo svantaggio di essere visivamente sgradevole e di ostacolare il passaggio delle persone nel giardino.
  • Come si sceglie tra irrigatori e gocciolatori?
    La scelta dipende dalla tipologia di vegetazione da annaffiare. Gli irrigatori sono indicati principalmente per prati erbosi e vaste aree aperte, poiché distribuiscono l'acqua a pioggia su una superficie ampia. I gocciolatori, invece, sono ideali per le aiuole, le bordure e le piante singole. Consistono in tubi forati che rilasciano acqua lentamente e direttamente alla base delle piante, ottimizzando l'uso dell'acqua ed evitando sprechi sulle superfici non vegetali.
  • Cosa sono gli irrigatori a scomparsa e quali vantaggi offrono?
    Gli irrigatori a scomparsa, noti anche come 'pop-up', sono dispositivi che rimangono nascosti nel terreno quando non sono in uso, emergendo solo durante l'irrigazione. Il vantaggio principale è estetico: il giardino appare pulito e privo di ingombri quando l'acqua non scorre. Inoltre, riducono il rischio di danni meccanici causati da falciatrici o dal calpestio. Possono essere di tipo statico, a turbina o a impatto, ognuno con caratteristiche di distribuzione dell'acqua specifiche.
  • Quale criterio tecnico considerare per determinare il tempo di irrigazione?
    Un fattore cruciale è la portata dell'irrigatore, misurata in litri di acqua rilasciati all'ora. Ad esempio, un irrigatore da 40 litri/ora erogherà la stessa quantità d'acqua necessaria a un'area in meno tempo rispetto a uno da 12 litri/ora. Per irrigare correttamente una superficie, bisogna calcolare il tempo di funzionamento in base alla capacità di emissione: minore è la portata, maggiore dovrà essere la durata del ciclo di irrigazione per garantire la giusta umificazione del terreno.
  • Quali sono i passaggi fondamentali per progettare un impianto interrato?
    Il primo passo è creare un progetto grafico sulla piantina del giardino, posizionando gli irrigatori in modo che i loro raggi d'azione si sovrappongano coprendo interamente la superficie. Successivamente, si scavano i canali seguendo il tracciato previsto. Si posano i tubi, li si unisce con raccordi a T e si collegano gli irrigatori. Infine, si installa un'elettrovalva sul tubo principale, collegata a una centralina programmabile inserita vicino al rubinetto, per automatizzare l'orario e la durata dell'irrigazione.