innesto

Innesto fico

Articolo per conoscere tutte le tecniche, gli accorgimenti ed i metodi di innesto dell'albero di fico, sia domestico, che selvatico.

di Redazione

09 agosto 2012

Innesto fico

Il fico è un albero da frutto tipico delle regioni a clima caldo. Originario dell’Asia occidentale, il fico viene ampiamente coltivato nell’Europa mediterranea. Questo albero è maggiormente diffuso in Calabria, Sicilia, Puglia e Campania. Nei giardini e nelle case di campagna di queste regioni è frequente trovare alberi di limoni e di fico che oltre a dare buoni frutti svolgono anche un utile effetto ombreggiante durante le calde ed afose giornate estive. Il fico, poi, a differenza del limone, produce dei frutti dolcissimi, i fichi, ricchi di fibre e di zuccheri e sconsigliati a chi soffre di diabete proprio per la loro squisita dolcezza. Botanicamente chiamato Ficus carica L., quest’albero appartiene alla famiglia delle Moraceae e comprende due varietà: il fico selvatico (Ficus carica caprificus) e il fico domestico(Ficus carica sativa). Entrambe le due specie possono essere coltivate in giardino o negli spazi esterni delle case di campagna. Questo albero da frutto, come altri del resto, si presta ad essere propagato per innesto. L’innesto del fico serve ad ottenere frutti più dolci e gustosi e di qualità migliore. L’innesto si rende necessario nel fico selvatico che potrebbe produrre frutti di qualità non proprio elevata. Innestando il fico selvatico con altre varietà di fico più pregiate, si otterrà una nuova pianta capace di dare frutti di elevata qualità.

Tipi di innesti per fico

Il fico può essere innestato sia a gemma che a spacco. I coltivatori e gli appassionati di giardinaggio non sono concordi sulla validità dell’una o dell’altra tecnica. Ricordiamo che gli innesti a gemma inseriscono nel portainnesto solo una gemma, senza rami, mentre gli innesti a spacco utilizzano rami con due o più gemme. L’innesto a gemma viene ritenuto più semplice da praticare per i neofiti del giardinaggio e viene considerato anche la tecnica con le più alte probabilità di attecchimento. Altri, invece, attribuiscono queste proprietà all’innesto a spacco, che viene considerato la tecnica migliore per far propagare il fico selvatico. A questo punto, ci sentiamo di consigliare l’innesto a gemma per il fico domestico e quello a spacco per il fico selvatico. Molti coltivatori preferiscono l’innesto a gemma per tutte le specie di fico, perché ritengono che il legno di quest’albero non possa resistere facilmente all’innesto a spacco, che si pratica effettuando una capitozzatura del tronco ed un intarsio che dovrà ospitare le marze. La scelta dell’innesto del fico dipenderà essenzialmente dalla bravura del coltivatore e dalle condizioni della pianta, che potrà apparire più o meno adatta ad essere innestata con l’una o con l’altra tecnica.

Innesto a gemma

Il fico, come già detto al precedente paragrafo, si può propagare anche con il metodo dell’innesto a gemma. Il tipo di innesto maggiormente praticato su quest’albero da frutto è quello a occhio o a scudetto. La gemma deve essere prelevata da un ramo vigoroso e sano, preferibilmente con un po’ di corteccia. La stessa va inserita sul legno della pianta madre su cui è stata praticata un’incisione a forma di T. La gemma andrà posizionata su questo intarsio e mantenuta stabile tramite legatura con rafia e protezione con mastice. Nel fico si può praticare sia l’innesto a gemma dormiente che quello a gemma vegetante. Nel primo caso si procederà ad innestare tra agosto e settembre, cioè quando inizia la fase di riposo vegetativo della pianta, nel secondo si procederà in primavera, ovvero tra marzo ed aprile. Entrambi i tipi di innesto garantiscono elevate probabilità di attecchimento e la scelta dell’uno o dell’altro dipenderà esclusivamente dalle condizioni della pianta e da quelle del clima e della temperatura.

Innesto a spacco

Nelle varietà di fico selvatico, molti coltivatori preferiscono praticare l’innesto a spacco, pratica colturale dove si innestano rami contenenti due o tre gemme. Questi rami vengono chiamati anche marze. Nel fico selvatico si possono praticare due tipi di innesto a spacco, quello comune o quello a corona. Nel primo caso verrà utilizzata solo una marza, mentre nel secondo si procederà a inserire almeno quattro marze. Le marze si prelevano a forma di penna, cioè con la parte finale del ramo che assume proprio la forma di una penna. Il rametto, portante alla base almeno tre gemme vigorose, dovrà essere lungo almeno dieci centimetri. Sul legno della pianta madre si pratica un taglio orizzontale, in modo da creare una superficie pianta, tonda e dal diametro di circa quattro centimetri. Nell’innesto a corona si procederà a inserire una sola marza nella parte centrale del portainnesto, dove si aprirà una fenditura a forma di cuneo, mentre in quello a spacco comune le quattro marze si inseriranno ai lati, facendo attenzione che la parte esterna sia più lunga di quella inserita nella fenditura del portainnesto, in modo da far affiorare all’esterno la prima gemma e da bloccare il ramo all’interno della fenditura. Ogni incisione dovrà avere una distanza di circa tre centimetri l’una dall’altra. Le marze vengono tenute stabili al legno legandole con della rafia umida, che va stretta il più possibile attorno al diametro del legno segnato dalle fenditure, mentre la base dei rametti innestati va ricoperta e protetta con del mastice. L’innesto a spacco va praticato in primavera, quando la pianta è in succhio e la corteccia si stacca facilmente dal legno. Se il fico dovesse presentare una corteccia poco resistente all’innesto a corona, meglio praticare quello a spacco comune o a gemma.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per innestare il fico?
    Il periodo ideale dipende dalla tecnica scelta. Per l'innesto a gemma vegetante, il momento giusto è la primavera, tra marzo e aprile, quando la linfa è in movimento e la corteccia si stacca facilmente dal legno. Per l'innesto a gemma dormiente, si interviene tra agosto e settembre, durante la fase di riposo vegetativo della pianta. L'innesto a spacco, invece, richiede sempre la primavera, quando la pianta è 'in succhio', condizione necessaria affinché l'unione tra portainnesto e marza avvenga con successo.
  • Quale tecnica di innesto è più adatta per il fico selvatico?
    Per il fico selvatico (Ficus carica caprificus), la tecnica più consigliata è l'innesto a spacco, poiché permette di propagare efficacemente la pianta migliorando la qualità dei frutti. Si può praticare lo spacco comune (con una marza) o a corona (inserendo almeno quattro marze). Tuttavia, se la corteccia del selvatico risulta troppo resistente o fragile per sostenere l'innesto a corona, è preferibile optare per lo spacco comune o tornare all'innesto a gemma, che garantisce comunque ottimi risultati di attecchimento.
  • Come si esegue correttamente l'innesto a gemma a scudetto?
    L'innesto a gemma, spesso chiamato a occhio o a scudetto, prevede il prelievo di una singola gemma vigorosa da un ramo sano, accompagnata da un piccolo pezzo di corteccia. Sulla pianta madre si pratica un'incisione a forma di 'T'. La gemma viene inserita nell'intarsio creato e tenuta ferma mediante una legatura con rafia. È fondamentale proteggere la zona innestata con mastice per evitare disidratazione e infezioni. Questa tecnica è considerata semplice per i principianti e offre alte probabilità di successo.
  • Quali sono i vantaggi dell'innesto del fico?
    L'innesto del fico serve principalmente a migliorare la qualità e il sapore dei frutti. In particolare, è essenziale quando si utilizza come portainnesto il fico selvatico, che tende a produrre frutti di qualità inferiore. Innestando varietà domestiche pregiate (Ficus carica sativa) sul selvatico, si ottiene una pianta capace di generare fichi più dolci e gustosi. Inoltre, l'innesto permette di selezionare caratteristiche specifiche come la resistenza alle malattie o la produttività, adattando la pianta alle esigenze del coltivatore.
  • Come preparare le marze per l'innesto a spacco?
    Le marze per l'innesto a spacco devono essere prelevate da rami sani e vigorosi. Devono essere lunghe almeno dieci centimetri e contenere alla base almeno tre gemme forti. La parte finale del ramo va sagomata a forma di penna, creando una punta affilata che faciliterà l'inserimento nella fenditura del portainnesto. Dopo l'inserimento, le marze vanno legate saldamente con rafia umida e la base ricoperta di mastice per garantire stabilità e protezione contro agenti esterni fino al completo attecchimento.

Scheda Tecnica

Ficus carica L.

Nome scientificoFicus carica L.
FamigliaMoraceae
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia occidentale
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, fertile, tollerante alla siccità
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (siconi)
AltezzaFino a 8-10 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata in primavera
PotaturaLeggera, dopo la raccolta o in inverno
MoltiplicazioneInnesto (a gemma o a spacco), talea
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, ticchiolatura, oidio
Difficoltà di coltivazioneFacile