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potatura pesco

Articolo dedicato a tutte le tecniche di potatura del pesco: da quelle invernali a quelle estive

di Redazione

30 gennaio 2013

Potatura pesco

Il pesco è un albero da frutto del genere prunus, lo stesso del ciliegio. Specie arborea dalla lunga tradizione, il pesco di distingue per il suo portamento, per la chioma, per la bellezza dei suoi fiori e per il gusto dei suoi tipici frutti estivi: le pesche. Questo albero può anche essere coltivato in giardino a scopo ornamentale. In tal caso si potranno ammirare i suoi stupendi fiori primaverili e si potranno anche assaggiare i suoi deliziosi frutti estivi. Come tutti gli alberi da frutto, anche il pesco necessita di adeguati interventi di potatura. La potatura del pesco ha gli stessi obiettivi di quella praticata su altri alberi da frutto: stimolare la fioritura e la fruttificazione, contenere la chioma dell’albero e stabilire la forma della pianta giovane. Negli interventi di potatura del pesco si devono usare gli attrezzi tipici per potare, ovvero attrezzi dalla lama ben affilata e in grado di eseguire tagli netti e precisi.

Attrezzi da usare

Gli attrezzi per potare il pesco sono gli stessi di quelli utilizzati per le altre piante, ovvero segaccio, aste telescopiche, forbici, troncarami e svettatore. Se l’albero è di notevoli dimensioni, si possono usare anche motoseghe. Gli attrezzi a motore vengono frequentemente utilizzati nelle potature agricole di produzione, dove viene tagliato un elevato numero di alberi. Gli attrezzi scelti per potare il pesco ( in caso di un piccolo albero si possono scegliere segacci e forbici) devono essere adeguatamente puliti e disinfettati prima e dopo l’uso. Nelle lame, infatti, si tendono ad accumulare le resine emesse durante i tagli della potatura precedente. Queste resine possono contenere funghi, virus e batteri in grado di infettare e di danneggiare l’albero di pesco. Per maggiore sicurezza, occorre disinfettare anche i guanti di potatura e i foderi dove riporre gli attrezzi una volta che si è smesso di usarli. Nella scelta degli attrezzi di potatura del pesco bisogna puntare a quelli con le lame dritte e ben affilate. Le lame molto appuntite e affilate consentono, infatti, di praticare tagli netti e decisi e di non lasciare sull’albero troppe ferite o sfilacciature.

Come procedere

La potatura del pesco comprende due diverse tipologie di intervento: quello di formazione e quello di produzione. Il primo si pratica nei primi anni di vita dell’albero, dal primo al quarto anno. Il suo obiettivo è determinare la forma che l’arbusto dovrà avere una volta che sarà giunto alla completa maturazione. Nel primo anno di vita dell’albero si procede a tagliare il tronco di netto. Nel secondo anno si lasciano due rami lunghi al massimo trentacinque centimetri. Nel terzo anno, su ogni ramo lasciato nell’anno precedente, si lasciano altri due rami sempre della stessa lunghezza e così via fino alla potatura dell’ultimo anno di formazione, cioè del quarto o al massimo del quinto. Nella fase adulta, grazie alla precedente potatura di formazione, il pesco avrà raggiunto il portamento e la forma desiderata. In questa fase si potrà praticare la potatura di produzione, che ha lo scopo di stimolare la fioritura e lo sviluppo del frutti. La potatura di produzione, detta anche di mantenimento, prevede due fasi: una invernale e una estiva. In inverno si procede a tagliare i rami dell’anno perché il pesco fruttifica su quelli del secondo anno, mentre in estate si procede a sfoltire la chioma per consentire una maggiore penetrazione della luce tra i rami. Luce e ossigeno stimolano le funzioni vegetative della pianta favorendo la fioritura e lo sviluppo dei frutti. La potatura del pesco serve anche a contenere la forma della chioma e la sua crescita disordinata o eccessiva. Durante i tagli invernali bisogna fare attenzione a riconoscere i rami fertili, in modo da lasciarli sul ramo e preservare la futura produzione estiva. Per non sbagliare, è meglio scegliere giornate invernali senza nebbia o scarse condizioni di visibilità.

Quando potare

Come detto al paragrafo precedente, sul pesco si praticano due differenti potature di produzione: una invernale, detta anche potatura “secca” e una estiva, detta anche potatura “verde”. Il fatto che gli interventi siano previsti entro delle stagioni ben precise non vuol dire che possano essere effettuati in qualsiasi mese dell’inverno o dell’estate. La potatura invernale va effettuata, entro febbraio, nelle zone a clima temperato; mentre, nelle zone in cui si prevedono forti gelate , è meglio anticipare l’intervento a novembre. La potatura estiva va effettuata a luglio e consiste essenzialmente nella sfoltitura della chioma. Un albero di pesco con una chioma ordinata non è solo bello esteticamente, ma è anche in grado di far penetrare più luce all’interno dei rami e più ossigeno. Aria e luce solare consentono all’albero di compiere meglio le funzioni fotosintetiche e di assimilare più facilmente i nutrienti del terreno. Ricordiamo che la potatura del pesco, per essere davvero efficace, richiede abilità e attenzione. In caso di difficoltà o incertezza negli tagli, può essere utile rivolgersi a una ditta specializzata in potatura e interventi sulle piante da frutto.

Domande frequenti

  • Quando effettuare la potatura invernale del pesco?
    La potatura invernale, detta anche 'secca', deve essere eseguita entro febbraio nelle zone a clima temperato. Nelle aree soggette a forti gelate, è consigliabile anticipare l'intervento a novembre per evitare danni ai tessuti vegetali causati dal freddo intenso. Questa fase mira a rimuovere i rami dell'anno precedente poiché il pesco produce frutti sui rami di due anni. È fondamentale operare in giornate limpide per garantire una buona visibilità e identificare correttamente i rami fertili da conservare.
  • Quali sono gli attrezzi necessari per potare il pesco?
    Per il pesco servono attrezzi con lame dritte, ben affilate e taglienti per eseguire tagli netti e prevenire infezioni. Gli strumenti principali includono segacci, forbici da pota, troncarami e aste telescopiche per i rami alti. Per alberi di grandi dimensioni o interventi professionali, si possono utilizzare motoseghe. Prima e dopo l'uso, è obbligatorio pulire e disinfettare lame, guanti e foderi per eliminare resine e patogeni come funghi e batteri che potrebbero contagiare la pianta.
  • Come si effettua la potatura di formazione del pesco?
    La potatura di formazione dura dai primi al quarto-quinto anno di vita dell'albero e serve a definirne la struttura. Nel primo anno si recide il tronco principale. Nel secondo anno si selezionano due rami laterali lunghi al massimo 35 cm. Nei successivi anni, su ciascun ramo residuo si lasciano altri due rami della stessa lunghezza, procedendo a cascata fino al raggiungimento della forma desiderata. Una volta stabilita la struttura, si passa alla potatura di produzione.
  • A cosa serve la potatura estiva del pesco?
    La potatura estiva, o 'verde', si effettua generalmente a luglio e consiste principalmente nello sfoltimento della chioma. Questo intervento permette una migliore penetrazione della luce solare e dell'ossigeno all'interno della pianta, stimolando le funzioni fotosintetiche e la maturazione dei frutti. Inoltre, aiuta a contenere la crescita disordinata e a migliorare la ventilazione, riducendo il rischio di malattie crittogamiche favorite dall'umidità stagnante tra i rami densi.
  • Quali errori evitare durante la potatura del pesco?
    Evita di usare attrezzi arrugginiti o poco affilati, poiché creano ferite sfilacciate che facilitano l'ingresso di patogeni. Non trascurare la disinfezione degli strumenti tra un taglio e l'altro. Evita di potare in giorni nuvolosi o nebbiosi, poiché la scarsa visibilità porta spesso a tagli errati sui rami fertili. Infine, non eccedere con i tagli radicali nella fase di produzione: il pesco fruttifica sui rami di due anni, quindi rimuovi solo i getti dell'anno corrente per favorire la prossima fioritura.

Scheda Tecnica

Prunus persica

Nome scientificoPrunus persica
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia orientale
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, drenante, leggermente acido
IrrigazioneRegolare in estate, ridotta in inverno
FiorituraPrimavera (marzo-aprile)
Altezza3-6 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inizio primavera
PotaturaInvernale (secca) ed estiva (verde); formazione nei primi 4-5 anni
MoltiplicazioneInnesto su portainnesto specifico
Malattie e parassitiMonilia, ticchiolatura, afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia