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potatura prugno

In questa pagina, tutte le tecniche e le metodologie di potatura delle varie specie di prugno, albero da frutto di origine europea ed asiatica.

di Redazione

02 aprile 2013

Potatura prugno

Gli alberi da frutto traggono enormi benefici dalla potatura. Questo intervento ne migliora la forma e le produzione, ma anche la resistenza alle avversità, la resa estetica e la sopravvivenza. Tra gli alberi da frutto che sopportano bene la potatura, troviamo anche il prugno. Naturalmente, per consentire a un albero di resistere alla potatura, bisogna effettuare interventi decisi, mirati, ma non troppo drastici o violenti, perché in caso contrario si rischia solo di far ammalare la pianta e di bloccarne persino lo sviluppo vegetativo. La potatura del prugno presenta molte sfaccettature. Queste dipendono dalla varietà coltivata e dalle condizioni climatiche in cui viene coltivata. A volte, nella potatura del prugno si possono commettere degli errori proprio perché non si conosce la varietà che si sta andando a coltivare. Alcune specie, infatti, fruttificano lentamente e su alcuni tipi di rami, altre, invece, si comportano in maniera diametralmente opposta, assumendo caratteristiche vegetative proprie e perfettamente adatte al clima della zona in cui vengono coltivate.

Caratteristiche

Con il termine “prugno” si identificano diverse varietà di alberi da frutto. La principale classificazione di questi alberi è tra il prugno europeo e il prugno giapponese. Il termine botanico di questi alberi è Prunus domestica e Prunus salicina, comunemente conosciuti come susini europei e susini giapponesi. Quando si parla di potare il prugno bisogna, dunque, almeno sapere , quale varietà si sta coltivando, perché il loro comportamento vegetativo è completamente differente. Il prugno o susino europeo fruttifica infatti sui dardi fioriferi (i mazzetti di maggio), rami corti e vigorosi, mentre il prugno o susino giapponese fruttifica su rami misti e brindilli, che nel susino europeo non rivestono una grande importanza produttiva. La potatura del prugno può anche essere effettuata per fronteggiare diverse necessità o per specifici obiettivi colturali. In genere, il prugno viene potato per migliorarne la resa estetica, la forma e il portamento e per favorire la produzione. In questo senso si distinguono una potatura di formazione o allevamento e una potatura di produzione.

Potatura formazione

La potatura di formazione o di allevamento si pratica nella pianta giovane, ovvero nei primi tre anni di vita. In genere è meglio non potare la pianta troppo piccola, perché la sua debolezza non le consente di sopportare potature drastiche. Quando la pianta avrà assunto una certa altezza, ma è ancora improduttiva, si potano gli astoni ad almeno ottanta o novanta centimetri da terra. Si individuano poi i rami da tagliare e quelli da lasciare. In genere si lasciano quelli laterali più vigorosi e sani. Saranno questi rami che potranno essere utilizzati per determinare la forma della pianta, forma che potrà essere a spalliera, a vaso , a palmetta, ecc. Per la forma a vaso, ad esempio, le branche laterali si aprono a 120 gradi, seguendo sempre la stessa angolazione dalla prima, fino all’ultima branca. Con questo metodo, il prugno assumerà la forma di un vaso aperto.

Potatura produzione

La potatura di produzione del prugno rientra negli interventi da praticare regolarmente, annualmente e con una certa sistematicità. Questa pratica è molto semplice da effettuare se si conoscono le caratteristiche vegetative della pianta che si sta coltivando. In pratica, bisogna sapere se si ha a che fare con il prugno europeo o con quello giapponese. Il primo fruttifica sui mazzetti di maggio che compaiono nei rami più robusti e vigorosi, mentre il secondo, nei rami misti e nei brindilli, rami lunghi e sottili. Nel prugno europeo si praticano dei tagli di raccorciamento sui rami più vigorosi, in modo da favorire la formazione dei mazzetti di maggio per l’anno successivo. Nel contempo si tagliano anche i rami secchi o vecchi per favorire il ringiovanimento della chioma. Nel prugno giapponese, la potatura di produzione o di ritorno si effettua sui rami misti e sui brindilli, accorciandoli a circa venti o trenta centimetri della loro lunghezza, in modo da stimolare nuovi getti.

Quando potare

La potatura del prugno varia in base al clima della zona in cui viene coltivato e alla varietà. Il prugno non va potato in inverno, per evitare che si indebolisca ed sviluppi malattie. In genere, il periodo ideale è a fine primavera, ovvero agli inizi di giugno, stagione in cui la pianta è forte e predisposta allo sviluppo delle gemme estive. In caso di albero coltivato in aree particolarmente calde ( dove si assiste a uno sviluppo vegetativo vigoroso) la potatura può anche essere eseguita in estate. Per favorire l’ingrossamento dei frutti si possono anche togliere manualmente i frutti più piccoli( frutticini).

Potatura ringiovanimento

Nel prugno già vecchio si può praticare anche la cosiddetta potatura di ringiovanimento, che consiste nell’asportare i rami nuovi troppo lunghi. Questi rami sono improduttivi e oltre a deformare la chioma, la infittiscono appesantendo ed indebolendo ulteriormente l’albero. Tutti i tsgli di potatuta del prugno ( ma anche di altri alberi e piante) vanno eseguiti con attrezzi puliti e disinfettati sia prima che dopo l'uso.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza fondamentale tra la potatura del prugno europeo e quella del prugno giapponese?
    La differenza principale risiede nel tipo di ramo su cui avviene la fruttificazione. Il prugno europeo (susino comune) produce i frutti sui 'dardi fioriferi', noti anche come mazzetti di maggio, che sono rametti corti e vigorosi. Di conseguenza, la potatura mira a preservare e stimolare questi elementi. Al contrario, il prugno giapponese (susino giapponese) fruttifica sui rami misti e sui brindilli, ovvero rami lunghi e sottili. Pertanto, la potatura di produzione su questa varietà richiede un'accorciatura specifica di questi rami (circa 20-30 cm) per stimolare nuovi getti fertili, ignorando quasi del tutto i mazzetti di maggio.
  • Quando è il momento giusto per potare il prugno e perché evitare l'inverno?
    Il periodo ideale per la potatura del prugno è la fine della primavera, generalmente verso l'inizio di giugno. In questa fase la pianta è energeticamente forte e ben predisposta a sviluppare nuove gemme estive. È fondamentale evitare di potare durante l'inverno, poiché il freddo intenso potrebbe indebolire eccessivamente l'albero e renderlo più suscettibile all'insorgenza di malattie crittogamiche e infezioni batteriche. In zone dal clima particolarmente caldo, dove la vegetazione è vigorosa, è possibile intervenire anche in estate per gestire la crescita.
  • Come si esegue la potatura di formazione nei primi tre anni?
    La potatura di formazione si applica ai giovani alberi nei primi tre anni di vita. Non si deve intervenire quando la pianta è troppo piccola per non comprometterne lo sviluppo. Una volta raggiunta un'altezza adeguata, si recidono gli astoni principali a 80-90 cm da terra. Si selezionano poi i rami laterali più vigorosi e sani che formeranno la struttura portante. La forma più comune è quella a vaso, dove le branche principali si aprono con un angolo di circa 120 gradi tra loro, creando una struttura aperta e bilanciata che favorisce la penetrazione della luce.
  • Cosa si intende per potatura di ringiovanimento e quando va fatta?
    La potatura di ringiovanimento è un intervento drastico riservato agli alberi di prugno ormai vecchi e poco produttivi. Consiste nell'asportare i rami nuovi che sono diventati troppo lunghi, legnosi e improduttivi. Questi rami tendono a deformare la chioma, infittendola eccessivamente e appesantendo la struttura dell'albero, il che riduce la qualità della frutta e la salute generale della pianta. Rimuovendoli, si permette alla vegetazione giovane e fertile di riprendere spazio e vigore, ripristinando l'equilibrio vegetativo e produttivo.
  • Quali precauzioni igieniche devono essere prese durante i tagli?
    Per prevenire la trasmissione di patogeni tra una pianta e l'altra, è essenziale utilizzare attrezzi da potatura (cesoie, seghe, forbici) rigorosamente puliti e disinfettati. La disinfezione va eseguita sia prima di iniziare il lavoro sulla singola pianta, sia dopo aver terminato i tagli su ogni esemplare, specialmente se si sospetta la presenza di malattie. Questo accorgimento è cruciale per il prugno, che può essere soggetto a infezioni come la monilia o la ticchiolatura, che si diffondono facilmente attraverso le ferite di taglio contaminate.

Scheda Tecnica

Prunus domestica, Prunus salicina

Nome scientificoPrunus domestica, Prunus salicina
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineEuropa e Asia
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, drenante, fertile
IrrigazioneRegolare, soprattutto in estate
FiorituraPrimavera (marzo-maggio)
Altezza3-8 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata in primavera
PotaturaFormazione (primi 3 anni), Produzione (annuale), Ringiovanimento (vecchie piante)
MoltiplicazioneInnesto su portainnesto specifico
Malattie e parassitiMonilia, ticchiolatura, afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia