Carpino nero

Caratteristiche principali

Con la parola Carpino si indica il genere Carpinus della famiglia delle Betullacee, che comprende circa una ventina di specie diffuse nelle regioni temperate e temperato-calde dell'Europa, dell'Asia centro-orientale e dell'America settentrionale. Esistono numerose varietà di questa specie, alcune maggiormente diffuse come il carpino nero. In Italia è diffuso nelle fasce medie collinari con un'esposizione mediamente soleggiata. Si tratta di una specie caratteristica della cosiddetta vegetazione illirica, tipica soprattutto della zona dei Laghi Lombardi e dell'Appennino centrale e settentrionale. Il carpino nero necessita di un'innaffiatura regolare soltanto quando il terreno è asciutto: per uno sviluppo della pianta in questi casi si consiglia di somministrare il liquido anche tre volte in pochi minuti, in modo che il terreno l'assorba più facilmente. Durante l'estate è bene irrorare spesso le foglie così da evitare infestazioni di ragni rossi.
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Tecniche di coltivazione

Carpino nero Il carpino nero è una delle varietà più comuni e diffuse appartenenti alla medesima famiglia: si nome scientifico è Ostrya carpinifolia. Questa specie si caratterizza per avere foglie simili a quelle del carpino, su cui però si evidenziano in maniera molto più rilevante alla base le prime nervature. La chioma è più rada e il tronco è rivestito da una corteccia rosso-nerastra. I fiori sono riuniti in infiorescenze e i frutti sono protetti da brattee membranose, non lobate, a forma di vescicole giallastre saldate tra loro e riunite in spighe pendule. A settembre gli esemplari vengono seminati in vivaio e l'autunno successivo vengono trapiantate. Tuttavia la messa a dimora avviene solo dopo 3-4 anni; fino ad allora gli esemplari rimangono in vivaio. Nel caso si voglia avere dei filari è bene collocare le piante a 60 centimetri di distanza l'una dall'altra, mentre devono esserci almeno 40 centimetri di distanza tra le due fila. La potatura di un giovane carpino nero avviene a luglio: in questo caso si interviene leggermente e solo nel mese successivo si effettua una potatura più incisiva.

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Il terreno, la concimazione e l'esposizione

Ramo fiori Quando si decide di coltivare il carpino nero bisogna tenere a mente tre aspetti fondamentali, cioè il terreno, l'esposizione e la concimazione. Questa specie predilige un terreno calcareo e abbastanza profondo, tuttavia, essendo una varietà rustica, non necessita di suoli particolarmente fertili. Invece è molto sensibile a un livello troppo elevato di umidità e non attecchisce bene in terreni troppo compatti. Per favorire lo sviluppo del carpino nero bisogna effettuare una concimazione durante il riposo vegetativo, cioè nel periodo di tempo che va dalla primavera all'autunno. I prodotti migliori sono i concimi organici a lenta cessione con un alto contenuto di potassio e di fosforo. Il carpino nero si sviluppa meglio se ha un'esposizione soleggiata, con leggeri tratti d'ombra. Ha un buon adattamento sia ai climi caldi che a quelli montani.


Carpino nero: Parassiti e malattie

Albero carpinella Esistono alcune particolarità del carpino nero che bisogna tenere a mente: innanzitutto si tratta di una specie caratterizzata da un periodo vegetativo molto lungo. Inoltre necessita di un notevole apporto idrico, anche se le radici sono sensibili ai ristagni, predilige il terreno marnoso e calcareo, mentre non attecchisce in quelli con un contenuto argilloso troppo elevato. Il carpino nero può essere colpito da diverse patologie e agenti fungini, che provocano la carie del legno, il cancro dei rami, macchie fogliari, oidio e il cancro delle radici e del colletto. Inoltre è sensibile all'azione del rodilegno giallo e rosso, che causa erosioni del legno. Gli esemplari possono anche essere colpiti da vere e proprie infestazioni del ragno giallo oppure delle varie specie di afidi. Infine è possibile che le larve di lepidotteri attacchino le foglie.


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