carpino bianco

Domande e risposte giardino

Carpini malati

Carmelo, un lettore di giardinaggio.net, ha dei problemi con dei Carpini installati di recente nel suo giardino che tuttavia non godono di ottima salute, forse a causa del terreno argilloso che caratteriszza la zona

di Redazione

22 maggio 2012

Domanda : carpini malati

L'anno scorso abbiamo piantato a maggio 5 carpini di alto fusto. Il terreno e' abbastanza argilloso e le piante stanno soffrendo. Cosa posso fare e a chi mi posso rivolgere?

Risposta : carpini malati

Gentile Carmelo buongiorno e benvenuto nella rubrica dell'esperto di giardinaggio.net. Il Carpino è una pianta autoctona, presente nelle zone collinari e pianeggianti dell'Italia sin verso gli 800-1000 metri a seconda delle temperature medie (al sud, dove notoriamente le temperature sono più alte, si spinge anche a quote più elevate). Presente in due specie, Carpino bianco e Carpino nero, si trova solitamente in zone non molto umide su substrati leggermente secchi e poveri. Specie rustica ed in parte pioniera, il Carpino assume caratteristiche leggermente diverse a seconda che si tratti del Carpino bianco o del Carpino nero. Il Carpino nero è infatti la specie più rustica e pioniera, adatta ad ambienti più secchi e presenti in versanti sassosi dove il substrato di crescita è ridotto. Per quanto riguarda i carpini che avete piantato nel vostro giardino, dovremmo sapere quanto era grande il fusto e quanto erano vecchie le piante per poter formulare un'ipotesi sui motivi dello scarso attecchimento e delle cattive condizioni di salute. Sicuramente il terreno argilloso non aiuta ma per risolvere il problema dovrete aspettare almeno sino al prossimo autunno. Attendete che la pianta entri in riposo vegetativo e quindi, dopo che il Carpino avrà perso tutte le sue foglie, scavate in prossimità delle radici del Carpino e rimuovete la pianta facendo attenzione, durante lo scavo e nelle operazioni di espianto, a non danneggiare l'apparato radicale e le radichette, le radici più piccole adibite all'assorbimento delle sostanze nutritive. Una volta liberata la buca procedete ad un allargamento dello scavo e terminato di scavare, introducete del terriccio professionale nella buca. L'ideale è terriccio molto soffice e ricco di perlite e altri elementi sassosi di piccolo diametro che assicurano una maggiore traspirabilità al terreno. Una volta creato lo strato base, riposizionate la pianta all'interno della buca e riempite lo spazio rimanente con altro terriccio sino a colmare la buca. Terminato il lavoro schiacciate leggermente la terra e annaffiate. L'anno successivo la pianta, alla ripresa dell'attività vegetativa, dovrebbe trovare il terriccio e usufruire immediatamente della migliore qualità della terra che avete apportato. Vi consigliamo però. per avere un parere di un esperto che possa vedere la pianta in questione e quindi formulare delle ipotesi più attendibili, di contattare un Dottore Forestale o un Agronomo delle vsotre zone per fargli vedere la pianta e sapere cosa è meglio fare per risolvere il problema.

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Domande frequenti

  • Come posso salvare un Carpino piantato in terreno argilloso che sta soffocando?
    Il Carpino soffre nei terreni argillosi perché questi trattengono troppa acqua, causando asfissia radicale e marciumi. Non intervenire subito: aspetta la caduta delle foglie in autunno/inverno, quando la pianta è in riposo vegetativo. A quel punto, escava delicatamente attorno alle radici senza danneggiarle, allarga la buca e sostituisci parte del terreno pesante con un mix di terriccio soffice, perlite e materiale drenante. Questo migliorerà la traspirazione e permetterà alle radici di respirare. Riposiziona la pianta e annaffia moderatamente. Il recupero sarà graduale nella successiva primavera.
  • Qual è la differenza tra Carpino bianco e Carpino nero?
    Il Carpino bianco (Carpinus betulus) predilige climi temperati, suoli freschi e ben drenati, arrivando fino a 1000 metri. Ha corteccia grigia liscia e foglie dentate. Il Carpino nero (Carpinus orientalis) è più rustico, resistente alla siccità e ai terreni aridi e sassosi, tipico delle zone meridionali e collinari. Entrambi sono autoctoni italiani, ma il Nero è più adatto a condizioni estreme e substrati poveri, mentre il Bianco richiede un drenaggio migliore per evitare ristagni idrici fatali.
  • Quando è il momento giusto per trapiantare o rinvasare un Carpino malato?
    L'unico periodo corretto per intervenire radicalmente su un Carpino stressato è durante il riposo vegetativo, ovvero dopo la caduta completa delle foglie in autunno inoltrato o in inverno. In questa fase, il metabolismo della pianta è minimo, riducendo lo shock da trapianto. Evita assolutamente di spostarlo o alterare il terreno in primavera o estate, quando la pianta è attiva: il rischio di morte per shock termico e idrico sarebbe altissimo. Aspetta quindi il freddo per operare con sicurezza.
  • Quanto tempo ci vuole affinché un Carpino attecchisca bene nel nuovo terreno?
    Un Carpino, specialmente se trapiantato da adulto, può impiegare una stagione intera per stabilizzarsi completamente. Dopo aver migliorato il terreno in autunno, la pianta mostrerà segni di ripresa solo alla successiva primavera. I primi segnali positivi saranno la produzione di nuove foglie sane e una crescita vigorosa. Tuttavia, il sistema radicale continuerà ad espandersi e adattarsi per tutto l'anno successivo. Pazienza è fondamentale: non giudicare la salute definitiva della pianta prima che siano trascorsi almeno 12-18 mesi dall'intervento correttivo.

Scheda Tecnica

Carpinus betulus / Carpinus orientalis

Nome scientificoCarpinus betulus / Carpinus orientalis
FamigliaBetulaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo ad alto fusto
OrigineEuropa e Asia occidentale (autoctono Italia)
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoBen drenato, preferibilmente calcareo o misto; soffre i terreni troppo argillosi e umidi
IrrigazioneModerata, essenziale nei primi anni; tollera la siccità una volta adulto
FiorituraPrimavera (apofilli maschili e femminili separati)
AltezzaFino a 15-20 metri
ConcimazioneLeggera, in primavera con concime organico o specifico per alberi
PotaturaSi effettua a fine inverno o inizio primavera, prima della ripresa vegetativa. È possibile effettuare potature di formazione o contenimento, evitando tagli drastici in estate per prevenire infezioni fungine. La potatura di rinnovo va fatta gradualmente.
MoltiplicazionePer seme (stratificazione fredda necessaria) o per talea (meno comune).
Malattie e parassitiMarciume radicale (da eccesso d'acqua), afidi, cocciniglie, tarlo del castagno (raro), ragnetto rosso.
Difficoltà di coltivazioneMedia. Difficile attecchire in terreni pesanti e compatti senza interventi correttivi.