Polygala

Piante da Giardino

La Polygala

Polygala è un genere di piante coltivate alle nostre latitudini principalmente come ornamentali...scopri tutte le caratteristiche in questo articolo

di Redazione

23 maggio 2017

La Polygala

Al genere Polygala appartengono più di 500 specie di piante per lo più erbacee originarie delle fasce tropicali del nostro pianeta. A livello orticolo la più diffusa è sicuramente la Polygala Myrtifolia, notevole per i suoi fiori (simili a quelli del pisello odoroso). Si tratta di un arbusto di medie dimensioni (al massimo 2 metri di altezza e larghezza). Il suo portamento è molto leggero ed elegante: se correttamente impostato crescerà con abbondanti e sottili ramificazioni. Belle sono anche le foglie, lunghe fino a 3 cm. La pianta è ornamentale anche fuori fioritura grazie proprio ai loro colori: possono andare dal verde intenso al grigio glauco, sempre con un bel contrasto con il retro, leggermente più chiaro. Le infiorescenze, nei climi favorevoli, sono prodotte dalla fine dell’inverno all’autunno inoltrato. Sono disponibili in tutte le sfumature del rosa, del viola e nel bianco, con, alle volte, dei petali a contrasto.

Esposizione e clima della Polygala

La polygala dà il suo meglio quando cresce in pieno sole o in ombra leggera. In queste condizioni la vedremo crescere vigorosamente e la sua fioritura sarà pressoché continua. È una pianta ideale per tutta la fascia mediterranea, dove può essere coltivata in piena terra senza grandi problemi. Prima di fare questa scelta teniamo presente che è bene non esporla a temperature inferiori a -2°C: a di sotto di questo limite il fogliame comincerà a soffrire. Danni definitivi cominciano a manifestarsi intorno a -5°C. In caso di incertezza proteggiamola con del tnt. Nelle regioni con inverni rigidi è bene coltivarla in un vaso adeguato alle sue dimensioni, ritirandola in un locale interno o in una serra fredda ben esposta.

Terreno per la Polygala

Non è particolarmente esigente. L’ideale è fornire un terreno ricco, capace di mantenersi fresco a lungo, ma che allo stesso tempo garantisca un buon drenaggio. Se il nostro fosse troppo pesante o leggero consigliamo di crearne uno simile a quello consigliato per la coltura in vaso.

Come piantare la polygala

Nel nostro paese è bene procedere alla fine dell’inverno. Scegliamo una collocazione ben assolata e scaviamo una buca grande il doppio del pane di terra. Sul fondo creiamo uno strato drenante, poniamo la pianta e riempiamo con terreno adatto. Irrighiamo abbondantemente.

Polygala in vaso

Consigliamo di scegliere un contenitore profondo almeno 30 cm: il suo apparato radicale tende a crescere verticalmente. Creiamo uno strato drenante con argilla espansa e riempiamo poi con un mix di terriccio, terra di campo e sabbia, in parti uguali.

Come e quanto annaffiare la polygala

La polygala, nei luoghi di origine, vive nei pressi dei ruscelli o in aree dove, nel sottosuolo, vi è abbondante acqua. L’ideale è forzare la crescita delle radici in profondità in maniera che, dopo i primi anni, l’esemplare diventi pressoché autonomo. Si consiglia di procedere inizialmente irrigando una volta a settimana molto abbondantemente. In seguito diraderemo sempre più gli interventi. Le piante affrancate necessitano somministrazioni solo nel caso di siccità prolungata e caldo intenso. In vaso lasciamo asciugare bene tra un apporto e l’altro. L’ideale è mettere abbondante acqua nel sottovaso, aspettare che venga assorbita e poi toglierlo.

Concimazione della polygala

È un arbusto a crescita rapida e dalla fioritura lunga e abbondante. Per sfruttare al massimo queste caratteristiche è necessario non lesinare nelle concimazioni. È innanzitutto importante, a metà autunno, spargere al piede una grande quantità di stallatico sfarinato ben stagionato. Alla fine dell’inverno lo ingloberemo al terreno aggiungendo qualche manciata di concime ternario a lenta cessione, badando che il potassio sia il macroelemento predominante.

Pulizia e potatura della polygala

Non sono necessari interventi drastici. In generale è consigliato intervenire alla fine della primavera per eliminare le infiorescenze esauste e dare una forma armoniosa al cespuglio. Accorciamo i rami al massimo di qualche nodo. È una tecnica utile anche per stimolare la produzione di nuovi boccioli.

Come propagare e moltiplicare la polygala

La polygala può essere propagata tramite talea o tramite semina. In genere a livello hobbistico si segue la seconda strada perché la radicazione dà pochi risultati e avviene molto lentamente. Talea Si può procedere con getti apicali in primavera o con porzioni semilignificate a fine estate. Si prelevano in ogni caso porzioni da circa 10 cm, tagliando subito sotto ad un nodo. Si elimina poi la maggior parte delle foglie. Inseriamo la base in un ormone radicante e poniamo in una composta molto leggera (torba e sabbia in parti uguali). Manteniamo leggermente umido e copriamo con della plastica. Semina Si effettua in primavera o estate, appena i semi siano maturi (la germinabilità cala velocemente). Usiamo un terriccio leggero ma ricco, setacciato finemente. Poniamo i semi e copriamoli con della vermiculite, mantenendo sempre umido. La germinazione avviene velocemente, come la prima crescita. Facciamo molta attenzione alle temperature durante il primo inverno.

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Domande frequenti

  • Qual è la temperatura minima tollerata dalla Polygala?
    La Polygala è una pianta sensibile al freddo. Il fogliame inizia a soffrire quando le temperature scendono sotto i -2°C, mentre danni definitivi e potenzialmente letali compaiono intorno ai -5°C. Nelle zone con inverni rigidi, è consigliabile coltivarla in vaso e ripararla in ambienti interni o serre fredde ben illuminate. Nelle regioni mediterranee può resistere in piena terra, eventualmente protetta con TNT durante le ondate di gelo eccezionali.
  • Come si annaffia correttamente la Polygala?
    La Polygala ama l'umidità ma teme i ristagni idrici. Nei primi anni, irrigare abbondantemente una volta a settimana per favorire l'approfondimento delle radici. Successivamente, le piante in piena terra diventano quasi autonome e richiedono acqua solo in caso di siccità prolungata. In vaso, lasciare asciugare completamente il substrato tra un'annaffiatura e l'altra: versare acqua nel sottovaso, attendere l'assorbimento completo e poi svuotarlo per evitare marciumi radicali.
  • Quando e come potare la Polygala?
    Non sono necessarie potature drastiche. L'intervento migliore si esegue a fine primavera, eliminando le infiorescenze appassite e accorciando i rami di soli pochi nodi. Questa pratica ha un duplice vantaggio: mantiene la pianta ordinata e armoniosa, stimolando contemporaneamente la produzione di nuovi boccioli floreali. Evitare tagli pesanti che potrebbero indebolire l'arbusto o compromettere la successiva fioritura.
  • Come si propaga la Polygala per talea?
    La propagazione per talea è possibile ma lenta e con bassa percentuale di successo rispetto alla semina. Si prelevano getti apicali in primavera o porzioni semilignificate a fine estate, lunghi circa 10 cm, tagliando sotto un nodo. Rimuovere la maggior parte delle foglie, trattare la base con ormone radicante e inserire in un mix leggero di torba e sabbia. Mantenere il substrato leggermente umido e coprire con plastica per creare un microclima umido fino alla radicazione.

Scheda Tecnica

Polygala myrtifolia (specie principale citata)

Nome scientificoPolygala myrtifolia (specie principale citata)
FamigliaPolygalaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineFasce tropicali (Sudafrica per P. myrtifolia)
EsposizionePieno sole o ombra leggera
TerrenoRicco, fresco ma ben drenato; preferibilmente profondo
IrrigazioneAbbondante all'inizio, poi diradata; evitare ristagni; in vaso lasciare asciugare tra un'annaffiatura e l'altra
FiorituraDa fine inverno a autunno inoltrato
AltezzaMax 2 metri
ConcimazioneStallatico sfarinato a metà autunno; concime ternario a lento rilascio (ricco di potassio) a fine inverno
PotaturaLeggera a fine primavera per eliminare fiori esauriti e dare forma; accorciare rami di pochi nodi
MoltiplicazioneSemina (primavera/estate, germinazione veloce); Talea (apicale in primavera o semilignificata a fine estate)
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile al freddo intenso)

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