Albero melo fiore

Piante da Giardino

Melo da fiore

Le piante di melo da fiore sono ottime per abbellire il giardino e dare quel colore e vivacità agli spazi verdi che si possiedono fuori casa.

di Redazione

05 gennaio 2017

Come annaffiare

Le irrigazioni dell’ albero del melo da fiore, preferibilmente fatte con una tipologia di impianto con irrigazione a goccia, non devono essere troppo elevate, ma vanno fatte di frequente, specialmente durante l’estate. Le irrigazioni vengono stoppate una trentina di giorni prima della produzione di mele. Riguardo la potatura, invece, si inizia ad agosto procedendo con l’eliminazione dei succhioni e dei rami secchi o deboli; successivamente bisogna diradare e accorciare i rami che crescono lateralmente. Dopo questa procedura, la pianta del melo farà crescere, durante la stagione seguente, diverse ramificazioni; queste andranno accorciate in modo tale da dare all'albero da fiore la sagoma voluta. Questo procedimento va eseguito fino a quando si ottiene la forma della pianta desiderata.

Coltivazione

Il melo da fiore riesce a crescere facilmente su diversi tipi di terreno, ma i migliori sono quelli profondi almeno quaranta centimetri, drenanti e non eccessivamente calcarei. Bisogna avere il pH compreso tra 6,5 e 7,5; evitando i suoli con un pH inferiore a 5,4 e quelli con pH che supera 8,8. Il melo da fiore è un albero che sopravvive alle basse temperature essendo in grado di vivere in aree che arrivano fino a -25°C, ma le gelate sarebbero comunque in grado di danneggiare la pianta. Si può coltivare il melo da fiore in quasi ogni posto, ma preferisce le aree fresche e che si trovano ad una altitudine tra i seicento ed i mille metri dal livello del mare. L'albero del melo da fiore non gradisce i periodi secchi e anche i ristagni di acqua ma ha bisogno di una buona esposizione soleggiata.

Concimazione

La concimazione del melo da fiore, va effettuata subito dopo la fioritura, quindi verso la fine della primavera, per ottenere una buona rifiorita la stagione successiva. Bisogna distribuire 300 grammi di azoto e 400 grammi di potassio per ogni pianta da fiore. Questi volumi di concimi sono da intendersi per una condizione della terra normale, nei terreni molto fertili, come ad esempio quelli limitrofi ai fiumi, queste quantità vanno diminuite o perfino eliminate completamente. Alla stessa maniera, se la terra fosse troppo impoverita, la concimazione andrebbe aumentata anche di un terzo. Nelle piante che producono pochi fiori non serve concimare, per questa ragione, bisogna concimare in modo diverso ogni pianta a seconda della sua effettiva condizione e delle sue singole necessità.

Malattie e parassiti

Parlando delle malattie, si potrebbe affermare che il melo da fiore teme l'attacco di molti parassiti che danneggiano il fogliame, i fiori, i boccioli e anche i frutti. Uno dei problemi più diffusi della pianta è la ticchiolatura, una malattia provocata da minuscoli funghi che creano delle macchie grigiastre sulle mele e sulle foglie del melo. Anche il verme dei frutti crea molti danni, è un insetto che si inserisce nella mela, mangiandola e formando dei tunnel all'interno, rendendola non utilizzabile. Anche gli acari rossi sono una grande problematica per il melo da fiore, che muovendosi sul fogliame, ne succhiano la linfa e fanno morire la pianta. Oltre a quelli descritti, diverse larve, specie di funghi e marcescenze possono apparire se si dovesse decidere di coltivare alberi da frutto come il melo da fiore.

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Domande frequenti

  • Come si gestiscono le annaffiature del melo da fiore?
    Le irrigazioni devono essere frequenti ma non eccessive, soprattutto d'estate. È consigliabile utilizzare un sistema a goccia per garantire un apporto idrico costante senza creare ristagni. Un aspetto cruciale da ricordare è interrompere le innaffiature circa trenta giorni prima della produzione dei frutti, per evitare stress alla pianta e favorire una corretta maturazione. La pianta ama l'umidità ma soffre i ristagni idrici, pertanto il drenaggio del suolo è fondamentale per prevenire marciumi radicali.
  • Qual è il periodo e la tecnica corretta per la potatura?
    La potatura principale si esegue ad agosto. In questa fase bisogna eliminare i succhioni, ovvero i rami verticali vigorosi, nonché i rami secchi o deboli. Successivamente, è necessario diradare e accorciare i rami che crescono lateralmente per favorire l'aerazione e la luce. Questo intervento stimolerà la pianta a produrre nuove ramificazioni nella stagione successiva, che dovranno essere ulteriormente accorciate per modellare la sagoma desiderata. Il processo continua finché non si raggiunge la forma estetica voluta dall'orticoltore.
  • Quanto e quando concimare il melo da fiore?
    La concimazione va effettuata subito dopo la fioritura, generalmente verso la fine della primavera, per preparare la pianta alla prossima stagione. In condizioni normali, si distribuiscono 300 grammi di azoto e 400 grammi di potassio per pianta. Tuttavia, questi valori sono indicativi: nei terreni molto fertili (es. vicino a fiumi) le dosi vanno ridotte o annullate, mentre in suoli poveri possono aumentare di un terzo. Le piante che fioriscono poco potrebbero non necessitare di concime, adattando sempre la dose allo stato di salute specifico.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti da monitorare?
    Il melo da fiore è soggetto ad attacchi di diversi agenti patogeni. La ticchiolatura, causata da funghi microscopici, provoca fastidiose macchie grigie su foglie e frutti. Un altro nemico è il verme della frutta, un insetto che scava tunnel all'interno delle mele rendendole immangiabili. Gli acari rossi rappresentano una grave minaccia poiché succhiano la linfa dalle foglie, causando il deperimento della chioma. Inoltre, possono comparire varie larve, funghi generici e marcescenze, richiedendo un monitoraggio costante del fogliame e dei frutti.
  • In che tipo di terreno cresce meglio il melo da fiore?
    Questa pianta è piuttosto adattabile ma prospera meglio in terreni profondi almeno quaranta centimetri, ben drenati e non eccessivamente calcarei. I valori ideali del pH si collocano tra 6,5 e 7,5. È fondamentale evitare suoli troppo acidi (pH sotto 5,4) o eccessivamente alcalini (sopra 8,8), poiché compromettono l'assorbimento dei nutrienti. La pianta tollera bene il freddo, resistendo a temperature fino a -25°C, ma predilige posizioni fresche, idealmente situate tra i 600 e i 1000 metri di altitudine, garantendo comunque un'esposizione soleggiata.

Scheda Tecnica

FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero ornamentale
EsposizionePieno sole
TerrenoProfondo (>40cm), drenante, pH 6,5-7,5
IrrigazioneFrequente ma moderata, preferibilmente a goccia
FiorituraPrimaverile
ConcimazioneFine primavera (post-fioritura), dosi variabili
PotaturaAgosto (succhioni/secchi) e successiva gestione rami laterali
Malattie e parassitiTicchiolatura, vermi della frutta, acari rossi, marcescenze
Difficoltà di coltivazioneFacile

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