Nomi piante grasse

vedi anche: Piante Grasse

Nomi piante grasse

Spesso le chiamiamo col loro nome in latino, a volte con l'italianizzazione del nome originario e a volte col nomignolo che gli viene dato dalla tradizione popolare: le piante grasse hanno tanti nomi e soprannomi che conoscerli tutti diventa complicato. Vediamo i nomi delle piante grasse più curiosi o più intriganti, quelli che fanno sorridere e quelli che fanno riflettere. L'euphorbia obesa, ad esempio, si distingue dalla pulcherrima perchè è rotondetta, un po' obesa per l'appunto, ma se questo non bastasse, in inglese è definita "sacchetto di fagioli". La crassula non ha un'origine difficile da immaginare: il suo nome deriva dal latino crassus, grasso, con evidente riferimento alla turgidità dei fusti e delle foglie. Altrettanto facile è capire da dove deriva il nome della mammillaria; la sua forma ricorda quella che in greco si chiama mamilla, e cioè una mammella, con riferimento anche ai tubercoli che si trovano, in dimensioni diverse, in ogni specie.
Mammillaria

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Nomi di piante grasse e significati

Cephalocereus senilis, o testa di vecchio La parola aloe non ha un'origine certa, ma presumibilmente deriva dal greco "àls-alòs" che significa sale, e deriva dal sapore amaro della pianta, molto simile all'acqua salata del mare. Le suocere hanno ispirato molti nomignoli di piante grasse, forse per la "spinosità, di alcune di esse. E' il caso del "cuscino della suocera", ovvero l'echinocactus, una bella cactacea originaria dell'America del Nord che può arrivare a 90 centimetri di diametro, un vero cuscino di spine. E' invece detta "lingua di suocera" una varietà di epiphillum che vive come epifita e che, molto lontanamente può ricordare una lingua, non si capisce bene perché "di suocera". Il cephalocereus senilis invece ha ispirato il suo nome per la peluria che lo ricopre: una lanugine bianca che gli vale l'appellativo di "testa di vecchio". Questa varietà di cereus è molto apprezzato e viene commercializzato soprattutto con esemplari di una decina di centimetri, dove la lunghezza della lanugine biancastra è più evidente e d'effetto.

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Nomi popolari di piante grasse

Euphorbia milii, o corona di Cristo Il lithopos è solo l'unione delle parole greche lithos, pietra, e opsis, aspetto: il lithopos è come un sasso, una pietra, che però vive, fiorisce e si riproduce. Ls coryphanta bumamma ha un nome decisamente simpatico, ma il suo significato deriva semplicemente dal greco koryphé che vuol dire sommità e da ànthos, ovvero fiore; quindi la coryphanta è solo la pianta con il fiore sulla cima. La hoya carnosa è comunemente detta fiore di cera, ma è molto meno poetico il nome che viene dato popolarmente alla stapelia: il suo odore tipico le fa meritare l'appellativo di "pianta carogna". Molto suggestiva la leggenda che aleggia intorno all'euphorbia milii: la pianta è formata da un fusto ricoperto di spine molto acuminate e si racconta che sia proprio un ramo di euphorbia milli ad essere attorcigliato e posto in capo al Cristo quando fu crocifisso. Non ci sono molte prove a tal favore, ma la pianta ha ormai acquisito l'appellativo di "corona di Cristo".


Storia dei nomi delle piante grasse

Carpobrotus, o unghie di strega Dopo tutte le curiosità, serie e semiserie sui nomi delle piante grasse, dobbiamo dire che in realtà i nomi scientifici delle succulente sono quasi sempre dovuti all'abbinamento di due parole latine. Questa scelta venne fatta da Carl Von Linné, meglio conosciuto come Linneo, che si occupò di classificare le piante e scelse il latino perché lingua molto conosciuta e usata all'epca e già largamente utilizzata nel settore scientifico. Le piante grasse sono tantissime: si raggruppano in oltre 10.000 tipi e 25 famiglie. La classificazione delle piante fu lo scopo di tutta la vita di Linneo, ed oggi noi ci rifacciamo al suo lavoro per identificare con precisione famiglie e generi dei vegetali. Nella tradizione popolare, quando la natura e le piante erano quotidianità nella vita di molti, più che adesso, i nomi poetici dati alle piante, sia grasse che non, erano davvero tanti: gli orecchini della Madonna, le unghie di strega (carpobrotus), la piccola bocca (oscularia), la portatrice di ciuffo (lophophora). Non li conosciamo tutti, ma è bello ricordare quelli tipici delle proprie zone, ricavandoli dai racconti delle nonne.



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