Pianta finocchio selvatico

aromatiche

Finocchio selvatico

Pianta erbacea spontanea, il finocchio selvatico è molto apprezzato in cucina per il particolare aroma che dona alle varie pietanze.

di Redazione

26 gennaio 2017

L'irrigazione

Il finocchietto o finocchio selvatico è una pianta abbastanza rustica che non necessita di particolari cure. Se coltivata in vaso o in piena terra a scopi ornamentali o commestibili richiede solo rari interventi di annaffiatura. Trattandosi di una specie da coltivare all'aperto occorrerà intervenire solo in caso di prolungata siccità, quando il terreno risulterà completamente asciutto da diversi giorni e non sono previste piogge nelle previsioni metereologiche. Evitare sempre di irrigare la pianta nelle ore centrali e più calde della giornata nel periodo estivo. Le annaffiature non dovranno essere particolarmente abbondanti, per non causare marciume alle radici. Anche la presenza di un terreno ben drenato aiuta a contrastare questo pericolo, soprattutto in caso di piogge prolungate e frequenti.

Come prendersene cura

Per la messa a dimora del finocchio selvatico non occorre una tipologia di terreno particolare. Trattandosi di una pianta rustica richiede solo un buon drenaggio. Preferibilmente scegliere posizioni ben soleggiate, riparate dal vento che potrebbe provocare danni ai suoi fusti. Il periodo ideale per la messa a dimora del finocchio selvatico è la primavera. In alternativa è possibile effettuare l'operazione anche in inverno, avendo cura di porre le piantine in serre o in cassoni riscaldati. La riproduzione del finocchio selvatico avviene principalmente per seme, che si forma nella infiorescenza della pianta a fine estate. Gli stessi semi possono essere utilizzati in cucina, per la preparazione di gustose ricette, previa essiccazione completa, pulitura e mantenimento in barattoli di vetro, preferibilmente dotati di guarnizione in gomma.

La concimazione

La messa a dimora dei semi di finocchio selvatico può avvenire in qualsiasi tipologia di terreno. Prima di procedere con la semina del finocchio selvatico sarebbe opportuno arricchire la terra con una buona quantità di prodotto organico decomposto. Successivamente alla sua messa a dimora il finocchio selvatico non necessita di concimazioni particolari, in quanto riesce a trarre le sostanze nutritive necessarie alla sua crescita in maniera naturale direttamente dal terreno. Sarebbe opportuno, per la coltivazione del finocchio selvatico, prevedere ambienti dove siano state precedentemente coltivate tipologie di piante che richiedevano ricche concimazioni. L'unico accorgimento da adottare in caso di coltivazione del finocchio selvatico destinata alla produzione dei semi per uso alimentare è quello di evitare terreni particolarmente ricchi di azoto, sostanza che andrebbe a favorire lo sviluppo vegetativo della pianta a scapito della produzione di semi.

Malattie e parassiti

Il finocchio selvatico, come tutte le piante rustiche, non è soggetto ad un elevato numero di malattie. Le principali infestazioni che possono interessare questo tipo di pianta sono gli afidi e le tignole, che possono provocare danni ai suoi fusti. Un buon insetticida apposito, reperibile nei centri specializzati, aiuterà a debellare questi insetti in breve tempo. Le malattie che colpiscono maggiormente il finocchio selvatico sono invece legate al marciume del suo apparato radicale e del colletto. Per prevenire questo tipo di problema occorre mettere a dimora la pianta in un terreno ben drenato, aggiungendo all'occorrenza un po' di sabbia. Evitare le annaffiature abbondanti che potrebbero dare origine a pericolosi ristagni d'acqua. Per le malattie che colpiscono la parte radicale ed il colletto purtroppo non esistono rimedi, e la pianta interessata da marciume è destinata ad un rapido deperimento.

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Domande frequenti

  • Come e quando devo innaffiare il finocchio selvatico?
    Il finocchio selvatico è una pianta rustica che richiede irrigazioni molto rare. Intervieni solo se il terreno risulta completamente asciutto da diversi giorni e non ci sono piogge in arrivo. È fondamentale evitare le annaffiature nelle ore più calde della giornata estiva per non stressare la pianta. Non somministrare acqua in eccesso: il rischio principale è il marciume delle radici, favorito dai ristagni idrici. Assicurati quindi che il substrato sia sempre ben drenato.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare il finocchio selvatico?
    Questa pianta non ha pretese specifiche riguardo al tipo di suolo, purché sia ben drenato. Prima della semina, è consigliabile arricchire la terra con sostanza organica decomposta. Se l'obiettivo è produrre semi commestibili, evita terreni troppo ricchi di azoto, poiché questo favorisce la crescita fogliare a discapito della fioritura e della formazione dei frutti. In caso di terreni pesanti, aggiungi sabbia per migliorare il drenaggio e prevenire il marciume radicale.
  • Quando e come si riproduce il finocchio selvatico?
    La moltiplicazione avviene principalmente per seme. Il periodo migliore per la semina è la primavera, ma è possibile operare anche in inverno utilizzando serre o cassoni riscaldati. I semi si formano nelle infiorescenze a fine estate. Una volta raccolti, i semi devono essere essiccati completamente, puliti e conservati in barattoli di vetro ermetici. Questa tecnica garantisce la vitalità dei semi per le successive stagioni di coltivazione.
  • quali parassiti e malattie colpiscono il finocchio selvatico?
    Essendo una pianta rustica, è soggetta a poche malattie. I principali nemici sono gli afidi e le tignole, contro cui agire tempestivamente con insetticidi specifici. La minaccia maggiore è però il marciume del colletto e delle radici, causato da ristagni d'acqua. Purtroppo, non esistono rimedi efficaci per il marciume radicale: la pianta colpita deperisce rapidamente. La prevenzione consiste nell'usare terreni ben drenati e limitare le irrigazioni.
  • Posso usare il finocchio selvatico in cucina?
    Sì, il finocchio selvatico è molto apprezzato in ambito culinario per il suo aroma caratteristico. Si utilizza per insaporire vari piatti. Inoltre, i semi prodotti dalla pianta a fine estate sono commestibili: possono essere impiegati in cucina dopo essere stati accuratamente essiccati, puliti e conservati. La raccolta dei semi permette di avere a disposizione spezie fresche per le proprie ricette domestiche.

Scheda Tecnica

FamigliaApiaceae
Tipo di piantaEracea perenne/rustica
OrigineSpontanea europea/mediterranea
EsposizionePieno sole, riparata dal vento
TerrenoBen drenato, ricco di sostanza organica, povero di azoto per la semenza
IrrigazioneRara, solo in caso di prolungata siccità; evitare ristagni
FiorituraFine estate
ConcimazioneNon necessaria dopo la messa a dimora; arricchire il suolo prima della semina con organico
PotaturaNon richiesta
MoltiplicazioneSemina in primavera o inverno (in serra)
Malattie e parassitiAfidi, tignole, marciume radicale/collare (da evitare con buon drenaggio)
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianta rustica)

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