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I capperi

Aggiornato il 01 dicembre 20164 capitoli5 domande frequenti
Pianta di Capperi su roccia

Pianta di Capperi: quantità e frequenza di irrigazione

La pianta di Capperi cresce spontaneamente in ambienti aridi e secchi e quindi non richiede particolare attenzione nell'irrigazione; infatti per gli esemplari coltivati in terra è sufficiente l'acqua piovana, soprattutto in mesi piovosi come la primavera e l'autunno, mentre per quelli in vaso è opportuno annaffiarla quando il substrato è secco da qualche giorno, evitando che si formi ristagno di acqua nel sottovaso. Il rischio maggiore è quello di sovradosare l'acqua somministrata, visto che la pianta di Capperi tollera meno gli eccessi idrici e un'elevata umidità del terreno: si rischia infatti la formazione di marciumi della vegetazione. Una maggiore somministrazione idrica è richiesta nei primi anni di vita dell'arbusto, quando le radici non sono ancora ben sviluppate e profonde e tendono facilmente a seccarsi.

Come coltivare e curare correttamente i Capperi

La pianta di Capperi cresce in ambienti caldi e secchi, con temperature anche superiori ai quaranta gradi, anche se tollera bene inverni molto freddi, se di breve durata. Il terreno deve essere di qualità asciutta e ben drenata e si deve garantire una buona esposizione alla luce solare diretta per diverse ore al giorno in una zona al riparo da venti forti. Oltre all'acquisto della pianta di Capperi è possibile optare per la riproduzione per semina o talea: nel primo caso si provvede a piantare i semi del cappero in un substrato adeguato tra dicembre e gennaio e le piantine germogliate, quando ben resistenti, possono essere invasate o impiantate in terra; nel secondo, invece, si recide un ramo dell'arbusto di lunghezza tra i dieci e i venti centimetri e si pianta in una cassetta con del terriccio nel periodo estivo. Quando ha sviluppato sufficienti radici può essere trasferito nella sede definitiva.

Pianta di Capperi: quali fertilizzanti usare

La pianta di Capperi cresce spontanemente su rocce calcaree e nelle fenditure di muri in territori dal clima particolarmente caldo e secco, come la Sicilia. Per questo motivo non richiede particolari fertilizzazioni, soprattutto se coltivata in terra. Nel caso in cui la pianta di Capperi cresca in vaso e si desideri stimolare l'attività vegetativa e la fioritura, è opportuno somministrare fertilizzanti a base di macroelementi, quali potassio, fosforo e azoto in proporzioni bilanciate. Questo tipo di concime può essere distribuito in forma granulare direttamente sul terriccio alla base dell'arbusto o disciolto nell'acqua destinata all'irrigazione. Il periodo più indicato per questa operazione è il pieno inverno, tra gennaio e febbraio, senza eccedere per evitare eccessive concentrazioni di nutrienti nel terreno che potrebbero risultare controproducenti.

Malattie della pianta di Capperi e possibili rimedi

La pianta di Capperi è un arbusto molto resistente, non particolarmente suscettibile a infezioni o malattie. Nella maggior parte dei casi le principali problematiche fitosanitarie derivano da scorrette metodiche colturali: eccessive irrigazioni, terreni non ben drenanti che trattengono troppa umidità, scarsa luce solare o esposizione a correnti intense e fredde sono le cause più frequenti della marcitura delle radici e dell'ingiallimento e caduta delle foglie. Inoltre, se il danno è importante, si può inficiare la fioritura e quindi la produzione dei boccioli di Capperi. In questi casi, per tentare di recuperare l'esemplare ed impedire che il danno diventi irreversibile, è necessario rimuovere l'agente causale: rinvasare la pianta in un terreno più adatto, cambiare la posizione, ridurre la frequenza di annaffiature.

Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare i capperi?
    La pianta di cappero richiede irrigazioni molto scarse poiché proviene da ambienti aridi. Se coltivata in piena terra, l'acqua piovana è solitamente sufficiente, specialmente in primavera e autunno. In vaso, annaffia solo quando il substrato risulta completamente secco da alcuni giorni. È fondamentale evitare qualsiasi ristagno idrico nel sottovaso, poiché l'eccessiva umidità del suolo causa rapidamente marciumi radicali e la morte della vegetazione. Nei primi anni di vita, quando le radici non sono ancora profonde, potrebbe essere necessaria una leggera somministrazione aggiuntiva per prevenire l'essiccazione.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare i capperi?
    Il cappero prospera in terreni asciutti, sciolti e perfettamente drenanti, preferibilmente di natura calcarea. La pianta cresce spontaneamente su rocce e nelle fessure dei muri, adattandosi a condizioni di scarsità di nutrienti. Un terreno pesante o argilloso che trattiene l'umidità è dannoso e favorisce il marciume delle radici. Assicurati inoltre che il substrato sia ben areato per permettere alle radici di respirare e sviluppare correttamente, mantenendo sempre un ambiente secco alla base della pianta.
  • Come si moltiplica il cappero?
    La moltiplicazione avviene principalmente attraverso due metodi: semina o talea. Per la semina, i semi vanno interrati in un substrato adatto tra dicembre e gennaio; le piantine, una volta ben resistenti, potranno essere trapiantate in vaso o in terra. L'altra opzione è la talea legnosa: recida un ramo lungo circa 10-20 cm durante l'estate e interralo in una cassetta con terriccio. Dopo che avrà sviluppato sufficienti radici, potrai trasferirlo nella sua sede definitiva. Entrambi i metodi richiedono pazienza ma garantiscono risultati soddisfacenti.
  • Devo concimare la pianta di cappero?
    In piena terra, la concimazione non è generalmente necessaria dato che la pianta si adatta a terreni poveri. Se invece coltivi il cappero in vaso e desideri stimolare la vegetazione e la fioritura, puoi somministrare fertilizzanti bilanciati ricchi di potassio, fosforo e azoto. L'epoca migliore per questa operazione è il pieno inverno, tra gennaio e febbraio. Somministra il concime in forma granulare alla base o diluendolo nell'acqua di irrigazione, facendo attenzione a non eccedere per evitare concentrazioni saline nocive nel terreno.
  • Perché le mie foglie ingialliscono e cadono?
    L'ingiallimento e la caduta delle foglie sono sintomi tipici di stress causato da errori colturali, non da parassiti specifici. Le cause principali sono: eccessive irrigazioni, terreni mal drenanti che trattengono troppa umidità, scarsa esposizione alla luce solare o correnti fredde intense. Questi fattori portano al marciume radicale e compromettono la fioritura futura. Per recuperare la pianta, rimuovi immediatamente la causa: rinvasala in un terreno più drenante, spostala in una posizione più soleggiata e riduci drasticamente le annaffiature fino al completo recupero.

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