Il più diffuso logo biologico

orto biologico

Aziende agricoltura biologica

Aziende agricoltura biologica: sempre più diffuse, sono loro le uniche che non hanno sofferto la crisi, sono loro le uniche che sono riuscite un po' a crescere in questi anni. Perché? Come hanno fatto? A cosa devono questo incredibile boom? Ma soprattutto, cos'hanno di diverso, e come si trovano?

di Redazione

23 febbraio 2015

Aziende agricoltura biologica: normativa

Prima di tutto quando si parla di biologico si parla di norme. In particolare, di norme europee, poi recepite con leggi italiane. Nonostante gli ultimi anni abbiano visto diffondersi una sfiducia notevole nei confronti dell'agricoltura biologica, in realtà la normativa è piuttosto stretta, e le possibilità di aggirarla sono poche. Il regolamento 271 del 2010, con successivo decreto ministeriale e nota esplicativa, è il più recente e dunque quello a cui fare riferimento. Senza entrare nel dettaglio del regolamento, vediamo rapidamente come un'azienda agricola può richiedere l'assegnazione del marchio biologico. Fondamentalmente chi ne fa richiesta paga una tassa e riceve un tecnico che valuta se l'azienda ha i requisiti adatti. Se li ha, ottiene la certificazione. Se non li ha, può iniziare un processo di conversione della durata di due anni, al termine del quale deve averli.

Agricoltura biologica: diffusione nel mondo

Secondo Federbio, associazione nata nel 1992 a tutela dello sviluppo dell'agricoltura biologica e biodinamica, la diffusione dell'agricoltura biologica nel mondo è stabile dopo anni di crescita, con l'Italia ai primi posti. Tanto per togliere qualsiasi dubbio: un'azienda agricola può essere biologica e non avere la certificazione, perché ciò che la rende biologica è il modo di coltivare e rispettare la terra, non il logo. Alcune aziende non sono interessate ad avere questo riconoscimento, quindi qualsiasi dato deve tenere presente anche questo. In particolare, raramente prendono il logo le aziende agricole che vivono in realtà dove il biologico è la regola e non l'eccezione. Il contrario di biologico, infatti, non è tradizionale ma convenzionale. L'agricoltura biologica consiste fondamentalmente in un recupero della tradizione e del tradizionale rapporto di cura e rispetto per la terra.

Aziende agricoltura biologica e biodinamica: quali differenze?

Nella ricerca di un'azienda che si occupa di agricoltura biologica, capita di imbattersi in un termine più oscuro, di cui non tutti conoscono il significato: biodinamico. Ciò che è dinamico è anche biologico? E ciò che è biologico è anche biodinamico? Sì. No. Il biodinamico è, per così dire, più biologico del biologico. Nella visione biodinamica la terra e le piante vanno lasciati in pace, e quindi laddove il protocollo biologico vieta l'utilizzo di pesticidi chimici, quello biodinamico è ancora più restrittivo. Per esempio nella coltivazione della vite non è prevista la potatura, né la sfogliatura. Rimanendo in tema di vino, un'azienda biologica usa molti meno solfiti di quanti ne può usare una convenzionale. Molte aziende preferiscono non usarli affatto: mentre nel biologico questa è una scelta, il vino biodinamico non contiene mai solfiti aggiunti. Il biodinamico è dunque un sottoinsieme del biologico.

Volontariato in aziende agricole biologiche

Per chi vive nella frenesia della vita cittadina, rilassarsi può significare trovare un perduto contatto con la terra con la calma e con il lavoro manuale. Per molti giovani, ma non solo, il volontariato è diventato un'occasione di girare il mondo nonostante un budget limitato. In particolare, il volontariato nelle aziende agricole biologiche è diventato quasi un must negli ultimi anni: si chiama Wwoofing, fare il Wwoofer, andare in un'azienda Wwoof, e così via. L'acronimo (World wide opportunities on organic farms) si riferisce alla possibilità di spendere un periodo di tempo in un'azienda biologica, pagando una quota di iscrizione all'associazione per essere assicurati. Il Wwoofing è ormai diffuso in tutto il mondo, e molte aziende agricole colgono l'occasione per ospitare qualche lavoratore stagionale in cambio di vitto e alloggio.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra agricoltura biologica e biodinamica?
    L'agricoltura biodinamica rappresenta un approccio più rigoroso e restrittivo rispetto al semplice biologico, essendo tecnicamente un suo sottoinsieme. Mentre il biologico vieta i pesticidi chimici e limita fortemente l'uso di additivi come i solfiti nel vino, la pratica biodinamica va oltre: impedisce interventi drastici come la potatura o la sfogliatura nelle viti e non prevede mai l'aggiunta di solfiti. Entrambe le metodologie puntano al rispetto della terra e al recupero delle tradizioni agricole, ma quella biodinamica impone standard ancora più elevati per garantire l'integrità ecologica del prodotto.
  • Come funziona il processo di certificazione per un'azienda agricola biologica?
    La certificazione segue una procedura normata dal regolamento europeo 271/2010 e recepita dalle leggi italiane. Un'azienda che richiede il marchio biologico deve pagare una tassa e sottoporsi a un'ispezione tecnica per verificare il rispetto dei requisiti. Se l'azienda non possiede ancora tutti i parametri necessari, può intraprendere un percorso di 'conversione' della durata di due anni. Al termine di questo periodo, dovrà aver ottenuto i requisiti richiesti per ricevere finalmente la certificazione ufficiale. È importante notare che il biologico è definito principalmente dal metodo di coltivazione rispettoso del suolo, indipendentemente dalla presenza del logo.
  • Cos'è il Wwoofing e come partecipare alle aziende biologiche?
    Il Wwoofing (World Wide Opportunities on Organic Farms) è una forma di volontariato internazionale che permette di soggiornare presso aziende agricole biologiche in cambio di lavoro manuale. Questa opportunità è molto diffusa tra i giovani e chi cerca un contatto diretto con la natura lontano dalla frenesia urbana. Per partecipare, è necessario iscriversi all'associazione Wwoof pagando una quota di adesione che garantisce copertura assicurativa durante il soggiorno. Le aziende ospitanti offrono vitto e alloggio agli ospiti, creando uno scambio reciproco di conoscenze e manodopera stagionale in un contesto di apprendimento pratico sull'agricoltura sostenibile.
  • È possibile acquistare prodotti biologici da aziende non certificate?
    Sì, è assolutamente possibile. La certificazione è un riconoscimento formale legato al pagamento di tasse e ispezioni, ma non definisce esclusivamente il metodo di coltivazione. Un'azienda può praticare tecniche biologiche e rispettare la terra senza possedere il marchio ufficiale, spesso perché opera in contesti locali dove il biologico è la norma consolidata e non necessita di distinzione commerciale. Tuttavia, per il consumatore finale, la certificazione rimane la garanzia principale verificabile che i processi produttivi seguano effettivamente le normative europee vigenti, escludendo l'uso di sostanze chimiche vietate.