Zamioculcas

vedi anche: Pianta zamioculcas

La pianta di padre Pio: un po’ di storia

La zamioculcas è una pianta d’appartamento estremamente interessante in virtù di alcune caratteristiche peculiari che la differenziavano da quelle già presenti sul mercato al momento della sua introduzione in Italia, verso il 1998. Innanzitutto è estremamente semplice da coltivare e si adatta a diverse condizioni ambientali. È una pianta che perdona facilmente gli errori dei coltivatori principianti.

Esteticamente, inoltre, è molto innovativa: è infatti ideale da inserire in un contesto architettonico moderno. Ha una forma cioè molto sobria, slanciata e quasi grafica; il suo aspetto per di più varia pochissimo col passare delle stagioni.

Il nome botanico della pianta di padre Pio è Zamioculcas zamiifolia. È originaria dell’Africa dell’Est e in particolare dell’isola di Zanzibar e della Tanzania. È stata studiata e descritta la prima volta solo nel 1905 e ai botanici ha subito posto alcuni problemi di classificazione. Inizialmente è stata classificata come "Caladio", ma successivamente le è stato assegnato il nome di Zamioculcas. La sua eccezionalità, dal punto di vista botanico, è che è la sola del suo genere: non è conosciuta nessuna altra specie di Zamioculcas zamiifolia. La sua introduzione come pianta ornamentale, in Europa, è relativamente recente: a partire dal 1998. Dopo quella data ha conosciuto un rapido successo, grazie alla bellezza delle sue foglie di un bel verde brillante e alla sua struttura in un certo senso più moderna rispetto alle normali piante d’appartamento. In molto paesi europei è chiamata anche "gemma di Zanzibar", mentre da noi in Italia è conosciuta come pianta di padre Pio.

Questa pianta fu descritta per la prima volta all’inizio del 1900. Inizialmente ci furono aspre discussioni su come classificarla e si decise di inserirla nel genere Caladium. Col tempo e con lo studio più approfondito delle sue origini e delle sue caratteristiche si andò però verso la classificazione e la denominazione che conosciamo oggi.

In Italia è stata soprannominata anche “pianta di Padre Pio”. Inizialmente infatti si sosteneva che il monaco cappuccino ne avesse un esemplare nella sua cella, fatto improbabile visto che morì molto prima della sua introduzione nel nostro paese. Forse viene collegata a questo Santo per il fatto che gli steli producono di tanto in tanto delle “lacrime” di lattice.

zamioculcas zamiifolia

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Perché la zamioculcas è la pianta di padre Pio?

pianta di padre Pio Contrariamente a quanto a volte si legge in alcune riviste di giardinaggio, la zamioculcas non è una pianta del deserto. I suoi luoghi d’origine alternano lunghi periodi di siccità a stagioni di piogge intense e questo ha fatto della zamioculcas una pianta molto resistente. La sua bellezza è basata più sull’originalità della sua struttura fogliare che sui fiori (in casa tra l’altro fiorisce raramente). E’ quindi una pianta molto bella ma al tempo stesso anche molto semplice, quasi umile, inoltre richiede poche cure ed è di facile coltivazione. Queste caratteristiche di estrema rusticità, di bellezza intensa ma sobria, unite al fatto che gli steli producono un lattice che ricorda delle lacrime, hanno probabilmente contribuito, nella cultura popolare, a nominarla pianta di padre Pio. Alcune voci sostengono che san Pio ne tenesse una nella sua cella e che per questo, in seguito, la zamioculcas è diventata la pianta di padre Pio. Quest’ultima versione è però poco credibile, dal momento che il frate cappuccino morì nel 1968 e la zamioculcas è stata introdotta in Italia a partire dal 1998.

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    La pianta di padre Pio: come coltivarla

    zamioculcas o pianta di padre Pio Nei paesi d’origine, la pianta di padre Pio cresce su terreni sabbiosi e ben esposti al sole. Da noi si adatta molto bene come pianta d’appartamento. Mettetela in un vaso di non meno di 20 cm di diametro con un terriccio misto di sabbia, torba, corteccia e perlite. È importante anche che il terreno sia ben drenato. Ponete la zamioculcas in un luogo luminoso ma non in pieno sole: data la sua rusticità vive anche con poca luminosità, ma ricordate che la luce la farà crescere più sana. D’inverno, per qualche giorno può sopportare anche temperature di 12° Centigradi, ma la temperatura ideale perché si mantenga in buona salute è intorno ai 18°- 20°. Le annaffiature devono essere moderate e regolari: una volta a settimana nei periodi freddi se la stanza è poco riscaldata, ogni tre giorni durante il periodo di riscaldamento o in estate. La pianta di padre Pio è comunque di facile coltivazione, non richiede nessuna cura particolare ed è anche molto resistente: se vi dimenticate di annaffiarla non morirà di sete da un giorno all’altro; come tutte le piante, però, se la curate con regolarità, crescerà più rigogliosa e vi darà molte soddisfazioni.

    LA ZAMIOCULCAS IN BREVE
    Famiglia, genere, specie Araceae, Zamioculcas zamiifolia
    Tipo di pianta Erbacea a fogliame persistente
    Altezza/larghezza a maturità 100 cm/50 cm
    Manutenzione facile
    Crescita lenta
    Necessità idrica media
    Temperatura minima 12°C
    Temperatura ideale 18-25°C
    Temperatura massima 35°C
    Umidità dell’aria 60-80%
    Esposizione Mezz’ombra/sole (al mattino)
    Utilizzo Da vaso, in appartamento o su balconi
    Terreno/pH Leggero, povero, drenante, acido
    Propagazione Divisione, talea


    La pianta di padre Pio: come moltiplicarla

    talee di foglie di zamioculcasMoltiplicare la zamioculcas o pianta di padre Pio è estremamente facile. Il metodo più semplice consiste nel dividere i rizomi tuberosi al momento del rinvaso. C’è però anche un metodo un po’ più insolito ma non meno efficace: la talea di foglie. Prendete delle foglie direttamente dalla pianta oppure raccogliete quelle cadute in terra e mettetele in un terreno ben drenato e composto da sabbia, corteccia e perlite espansa. Fate attenzione a non annaffiare troppo le foglie perché rischiate di farle marcire e munitevi di molta pazienza: occorre aspettare da 6 a 9 mesi prima che compaiano le prime radici, ma una volta comparse potrete avere delle bellissime nuove piante di padre Pio per ornare la vostra casa o da regalare agli amici. La gemma di Zanzibar è una pianta facile, ma ricordate che il freddo è il suo punto debole: non esponetela a temperature di meno 10° Centigradi.


    Classificazione e origini

    La Zamioculcas zamiifolia, unica specie all’interno di quel genere, fa parte della famiglia delle Araceae. È originaria dell’Africa orientale, in particolare della Tanzania, del Mozambico, del Malawi e dell’arcipelago di Zanzibar. In queste aree cresce però senza difficoltà in ambienti differenti: prospera tanto nelle savane secche come nelle foreste tropicali con un’alta umidità ambientale. Le prime sono caratterizzate dalla decisa alternanza tra lunghe stagioni aride e piogge improvvise e intense. Le altre si contraddistinguono invece per un’umidità costante intorno all’80% e temperature oscillanti tra i 20 e i 28°C.

    Il suolo su cui si trova a crescere è per lo più povero, roccioso o sabbioso e l’esposizione è da molto luminosa ad assolata.

    Il suo nome significa “simile alla Zamia” una delle specie più primitive tra le cycas.


    Caratteristiche zamioculcas

    La zamioculcas è caratterizzata da radici rizomatose e da particolari rigonfiamenti alla base delle foglie (simili, in qualche modo agli pseudobulbi di alcune orchidee). Nel loro ambiente naturale hanno l’importante compito di immagazzinare l’acqua. La nervatura fogliare può misurare da 20 cm ad 1 metro e reca innumerevoli foglioline, opposite, di forma ellittica e dalla consistenza particolarmente carnosa. La loro lunghezza va da 5 fino a 15 cm, la larghezza fino ad un massimo di 5. Il fogliame in generale è persistente, di un bel verde medio, molto lucido e brillante.

    L’infiorescenza viene emessa raramente dalle piante coltivate in appartamento. È molto simile a quella della calla palustris: è costituita da uno spadice, giallo o verde, e una spata verde. L’autoimpollinazione non dà frutti. È quindi necessaria l’opera di insetti perché i fiori femminili vengano fecondati dal polline di un altro esemplare. In quel caso si sviluppano dei frutti rotondi e bianchi, di circa 1 cm di diametro, contenenti un seme.


    Crescita ed esigenze climatiche

    germogli zamioculcas Alle nostre latitudini ha una crescita piuttosto lenta, favorendo in questa maniera le persone che non amano particolarmente dedicarsi ai rinvasi.

    Con temperature intorno ai 20°C emette all’incirca 2 foglie all’anno, che raggiungono la loro lunghezza definitiva prima di procedere all’apertura delle singole foglioline.

    Se l’ambiente è più caldo lo sviluppo può però diventare più rapido: tra i 26 e i 35°C è in grado di emettere annualmente anche 4 nuove foglie.


    Basse temperature e riposo invernale

    zamioculcas È al contrario poco tollerante nei confronti delle basse temperature, inferiori ai 12°C. In queste condizioni può sopravvivere solo per qualche giorno, dopo di che entra in dormienza, perdendo mano a mano tutte le foglie. In inverno l’ideale è tenerla in un locale luminoso e leggermente riscaldato, con temperature intorno ai 18°C.


    Esposizione della zamioculcas

    In appartamento l’ideale è farla crescere dove vi sia molta luce, magari schermandola con una tenda di colore chiaro, in particolar modo durante l’estate.

    Ad ogni modo, da maggio a settembre è possibile spostare la pianta all’esterno, su di un balcone o in giardino.

    In quel caso possiamo scegliere se lasciarla a mezz’ombra oppure porla in pieno sole.

    È però necessario rispettare un periodo di acclimatamento, esponendola gradatamente alla luce diretta per evitare la comparsa di scottature fogliari. Ad ogni modo, specialmente nel Centro-Sud e sulle coste, l’ideale è che il sole la raggiunga solamente durante le ore mattutine.


    Terreno

    pianta zamioculcas La zamioculcas predilige un substrato leggermente acido e soprattutto molto ben drenato. Possiamo noi stessi comporlo mescolando, in pari misura, del terriccio per acidofile e della sabbia, magari aggiungendo qualche manciata di perlite.

    Sul fondo del contenitore è importante creare uno spesso strato drenante con argilla espansa o altro materiale inerte adatto.

    IL CALENDARIO DELLA ZAMIOCULCAS
    Rinvaso Primavera (ogni due o tre anni)
    Divisione primavera
    Talea estate
    Irrigazioni periodo vegetativo Due o tre volte a settimana
    Irrigazioni in inverno Una volta a settimana, leggera
    Concimazione Da marzo a settembre, una volta al mese
    Riposo vegetativo Da ottobre a marzo


    Irrigazione

    Per mantenere la pianta in salute e favorirne la crescita è importante dedicarsi con regolarità alle irrigazioni, soprattutto durante la stagione vegetativa. Il calore e la luce presenti sono il fattore chiave che dobbiamo tenere presente. Più aumentano e più dovremo essere assidui.

    L’ideale, in quel periodo, è non lasciar mai asciugare completamente il terriccio. Ciò però non significa neanche che debba essere sempre estremamente bagnato o che si debba lasciare il sottovaso pieno (causa frequente dell’insorgere di marciumi).

    Per evitare l’accumulo di calcio a livello radicale è importante impiegare sempre acqua piovana o demineralizzata, che può essere utile anche per vaporizzare leggermente le foglie, per mantenere alta l’umidità ambientale.

    In inverno, con temperature intorno ai 18-20°C, gli apporti idrici vanno invece limitati moltissimo.

    È una pianta in grado di sopportare un periodo di siccità (come le capita anche in natura), grazie alle sue riserve idriche, ma probabilmente lo sconteremo con una riduzione nella crescita di nuove foglie e con una temporanea perdita di turgore.


    Concimazione

    pianta bella di zamioculcas Si effettua solo durante il periodo vegetativo, da marzo a settembre. Possiamo somministrare mensilmente un prodotto liquido per piante verdi, in ogni modo con una formulazione equilibrata. Sono anche ottimi i concimi a lenta cessione o gli stick da inserire nel terreno.


    Rinvaso

    fiore della zamioculcas In normali condizioni il rinvaso va effettuato ad anni alterni o al massimo ogni tre anni, alla fine dell’inverno. Si estrae il pane di terra e, dopo averle liberate, si dividono le radici con un coltello ben affilato. Eliminiamo tutte le parti che paiano compromesse perché secche o con marcescenze.

    Dopo aver ricomposto il vaso (in genere di circa una o due misure più grande del precedente) irrighiamo abbondantemente e teniamolo coperto per circa 2 settimane con della plastica trasparente, cosicché l’umidità ambientale si mantenga alta. Una posizione ombreggiata può anche essere di aiuto alla ripresa.


    Propagazione della zamioculcas

    piantina zamia Nei nostri climi è possibile solo la propagazione agamica, tramite divisione o talea.

    Nel primo caso si procede come per la divisione. Per effettuare la talea la tecnica è la seguente:

    - Si prelevano delle foglioline sane e ben turgide

    - Si pongono ad asciugare per due o tre giorni su della carta di giornale, all’ombra

    - Si prepara una composta utilizzando sabbia, perlite e corteccia di conifere.

    - Si inseriscono verticalmente le foglioline, in maniera che almeno 1/3 rimanga coperto dal composto.

    - Teniamole ad una temperatura compresa tra 25 e 30°C, con luce molto intensa, ma non diretta.

    - Aspettiamo sempre che la superficie del substrato si secchi completamente prima di umidificarla nuovamente, senza però che le foglie risultino poi bagnate.

    La riuscita è quasi certa, bisogna però avere pazienza perché il radicamento completo e i primi movimenti vegetativi si possono vedere anche 9 mesi dopo l’inizio del procedimento.


    Zamioculcas: Parassiti e malattie

    pianta zanioculcas Sono piante molto resistenti e sane.

    I parassiti più frequenti sono le cocciniglie, di solito cotonose. Se l’infestazione è di lieve entità si possono eliminare impiegando del sapore liquido o dell’alcool. Diversamente possiamo ricorrere a dell’olio minerale e/o insetticida sistemico.

    Altri inconvenienti possono derivare da eccessive o insufficienti irrigazioni.

    - Nel primo caso noteremo ingiallimenti fogliari e sarà necessario svasare, liberare le radici e eliminare completamente le parti compromesse. Dopo aver cambiato completamente il substrato somministriamo una o più volte un prodotto a base di fosetil-alluminio o propamocarb

    - Nel caso abbiamo invece trascurato le irrigazioni sarà sufficiente inserire il vaso in una bacinella piena d’acqua. Aspettiamo fino a quando non vediamo più fuoriuscire bollicine d’aria. Lasciamo scolare il tutto. In breve tempo le foglie dovrebbero riacquistare la loro normale consistenza.



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