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Parchi e Giardini

Parco Appennino Lucano

In questa pagina, un nuovo ed interessante "viaggio" alla scoperta di una delle aree naturali più suggestive d'Italia: il Parco Appennino Lucano.

di Redazione

09 agosto 2013

Parco Appennino Lucano

Continua il nostro viaggio tra i parchi naturali più belli d’Italia. Dopo aver parlato di alcune rinomate zone protette del Centro Nord e del Sud, ci spostiamo al Centro Sud per parlare del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. Questa magnifica area protetta rappresenta il meglio del paesaggio appenninico italiano, con sentieri boscosi e cime dolci e percorribili che fanno da crocevia ai sentieri che portano verso altre are di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico. Visitare il Parco Appennino Lucano è un’esperienza da vivere e da godere in tutti i suoi aspetti, sia ludici che culturali. L’area è arricchita da eventi, spettacoli e manifestazioni curate dai comuni e dalle comunità montane ricomprese proprio nell’area protetta. Il paesaggio del Parco è tipico della montagna, con boschi fitti e di un verde intenso e l’aria pura tipica dei monti. Attraversare i sentieri del Parco può rivelarsi anche un’esperienza molto salutare, oltre che culturalmente arricchente e avvincente.

Storia

Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano – Val D’Agri Lagonegrese è considerato un’area naturale protetta. Si trova in Basilicata ed è stato istituito nel 2007. Questa zona è, in ordine di tempo, l’ultimo parco nazionale ufficialmente riconosciuto in Italia. Probabilmente ce ne saranno altri, anche se il riconoscimento del Parco Appennino Lucano ha una storia lunga e travagliata. L’importanza dell’area venne già segnalata con una legge del 1991 e poi ulteriormente ribadita con un’altra norma del 1998. Il decreto istitutivo del Parco venne emanato nel 2006, ma non ottenne il parere favorevole della Conferenza Unificata. Il riconoscimento ufficiale è pertanto slittato all’anno successivo, il 2007, quando l’area è stata identificata come protetta e di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico. All’origine dei ritardi nel riconoscimento, ci sarebbero le probabili pressioni delle multinazionali petrolifere, che avevano tutto l’interesse ad avere pieno possesso delle risorse energetiche presenti nell’area in questione. La storia del Parco è la tipica vicenda del mondo moderno, dove gli interessi e gli intrecci burocratici si incontrano sempre per mettere i bastoni tra le ruote. Oggi, il Parco è aperto al pubblico, anzi a tutto il mondo, per offrire un meraviglioso spettacolo fatto di natura, paesaggi incontaminati, flora e fauna rare e da proteggere.

Paesaggio

Il Parco Appennino Lucano si trova, come già detto, in Basilicata. Si estende su un’area di quasi 69 mila ettari e comprende ventinove comuni della Basilicata e nove comunità montane. Il territorio del Parco è suddiviso in tre aree che vengono rispettivamente classificate di rilevante e forte interesse paesaggistico e naturalistico e con un grado di antropizzazione inesistente, limitato ed elevato. L’area “numero tre” è quella considerata a forte rilevanza paesaggistica, storica e culturale ed ad elevato grado di antropizzazione, cioè a forte intervento umano volto alla modifica e alla valorizzazione dell’ambiente naturale. Le prime due aree hanno invece subito un limitato intervento da parte dell’uomo e si presentano “quasi” incontaminate. La superficie del Parco si estende in gran parte dell’Appennino Lucano, incontrando i monti Volturino, Pierfaone e il massiccio del Sirino. Tra questi monti sono comprese anche le piccole montagne del massiccio della Maddalena in cui è racchiusa la valle del fiume Angri. Attraverso questo paesaggio si possono raggiungere due rinomate e vicine aree protette: il Parco Nazionale del Cilento e quello del Pollino, che rientrano nel network regionale delle aree protette.

Flora e fauna

Il Parco Appennino Lucano si caratterizza per la fitta vegetazione e la lussureggiante presenza di boschi. I sentieri di montagna sono popolati da querce e boschi di frassino, carpino bianco, roverella e orniello. Nelle cime più alte si possono trovare anche latifoglie, aceri e abeti bianchi. Nella zona del comune di Laurenzana, invece, si trova un rinomato bosco di abeti rossi. La fauna del Parco è, invece, arricchita dalla presenza del lupo, del cinghiale e della lontra, che si può avvistare in prossimità del fiume Angri. Sono stati segnalati anche avvistamenti di un orso morsicano, forse proveniente dal vicino Parco d’Abruzzo.

Eventi

Il Parco Appennino Lucano è caratterizzato da sentieri ricchi di storia, cultura e tradizioni. Presso alcuni borghi, in passato, dei monaci eressero pure dei santuari. Ogni anno, i comuni limitrofi organizzano delle manifestazioni e delle processioni per la visita a questi santuari. Gli eventi si colorano così di fede, folclore e tradizione, in uno scenario in cui si alternano boschi, pascoli e prati. Molto seguite anche le sagre dei prodotti tipici o le escursioni nella rinomata zona archeologica di Grumentum. La visita al Parco può essere prenotata e organizzata contattando l’ente gestore. Il periodo ideale per la visita è compreso tra agosto e l’inizio d’autunno, quando le comunità montane e le amministrazioni comunali organizzano sagre, fiere ed eventi di forte impatto turistico e culturale. In ogni caso, le prenotazioni sono possibili tutto l’anno, perché la natura merita di essere ammirata in ogni momento e in ogni stagione.

Domande frequenti

  • Dove si trova geograficamente il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano?
    Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano - Val D'Agri Lagonegrese si trova in Basilicata, nel sud dell'Italia. È un'area vasta che copre quasi 69 mila ettari e include ventinove comuni e nove comunità montane. Il territorio si estende attraverso l'Appennino Lucano, comprendendo importanti rilievi come i monti Volturino, Pierfaone e il massiccio del Sirino, oltre alla valle del fiume Angri. La sua posizione strategica permette di collegarsi facilmente ad altre aree protette regionali come il Parco del Cilento e quello del Pollino.
  • Quali sono le specie vegetali principali presenti nel parco?
    La flora del parco è caratterizzata da fitti boschi e vegetazione lussureggiante. Ai piedi e lungo i sentieri si trovano comunemente querce, frassini, carpini bianchi, roverelle e ornielli. Sulle cime più elevate crescono latifoglie, aceri e abeti bianchi. Una particolarità degna di nota è la presenza di un rinomato bosco di abeti rossi situato nella zona del comune di Laurenzana. Questa diversità vegetale contribuisce all'intensità del verde tipico del paesaggio appenninico.
  • Che fauna selvatica si può incontrare nel Parco Appennino Lucano?
    La fauna presente nel parco include specie significative come il lupo e il cinghiale, tipici degli ecosistemi forestali italiani. Un elemento particolare è la lontra, che può essere avvistata nelle vicinanze del fiume Angri. Inoltre, sono stati registrati avvistamenti sporadici di orso marsicano, probabilmente migrato dall'adiacente Parco Nazionale d'Abruzzo. Questi animali indicano la salute dell'ecosistema e l'importanza del parco come habitat protetto per la biodiversità locale.
  • Quando è il periodo migliore per visitare il Parco Appennino Lucano?
    Il periodo ideale per la visita va da agosto all'inizio dell'autunno. Durante questi mesi, le comunità montane e i comuni locali organizzano numerose sagre dei prodotti tipici, fiere ed eventi culturali di grande impatto turistico. Tuttavia, il parco rimane accessibile e consigliato per la natura incontaminata durante tutto l'anno. La prenotazione per le visite guidate è possibile in qualsiasi stagione, permettendo di apprezzare il paesaggio in ogni suo aspetto climatico.
  • Cosa rende unico il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano rispetto ad altri parchi italiani?
    È l'ultimo parco nazionale ufficialmente riconosciuto in Italia, istituito nel 2007 dopo una lunga storia burocratica iniziata negli anni '90. La sua unicità risiede nella combinazione di paesaggi appenninici intatti, alta quota e la convivenza tra natura selvaggia e patrimonio storico-culturale. Include siti archeologici come Grumentum e antichi santuari monastici. Inoltre, la sua gestione bilancia aree a forte antropizzazione con zone quasi incontaminate, offrendo un'esperienza completa tra escursionismo, cultura e tradizioni locali.