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Parchi e Giardini

Parco Foreste Casentinesi

In questa pagina, informazioni sui suggestivi paesaggi naturali del Parco delle Foreste Casentinesi. Cosa vedere, dove soggiornare e quando visitarlo

di Redazione

29 ottobre 2013

Parco Foreste Casentinesi

E’ il parco ideale per gli amanti delle foreste, dei boschi e dei paesaggi da sogno. Stiamo parlando dell’area protetta o delle aree protette comprese nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. L’area è situata tra i monti della Romagna e della Toscana, in un paesaggio fatto di foreste, pareti rocciose ed esemplari florofaunistici di particolare interesse. Visitare il Parco delle Foreste Casentinesi significa immergersi in un paesaggio dalle origini e dalla cultura millanteria, dove la vegetazione si intreccia a borghi di rara bellezza e certamente da vedere e ammirare. Il territorio è costellato da sentieri e santuari ricchi di fascino e di storia. Tra i più noti santuari del Parco citiamo Camaldoli e La Verna.

Caratteristiche

Il Parco delle Foreste Casentinesi abbraccia tutta la dorsale appenninica che copre il territorio tosco-romagnolo.Il Parco si trova a pochi chilometri da Arezzo e comprende altri comuni tra cui Bagno di Romagna, Portico, San Benedetto, Bibbiena, Chiusi della Verna, Londa e San Godendo. L’ambiente è caratterizzato da un ‘immensa distesa di foreste che in passato alimentava le attività di contadini e pastori. I boschi sono situati su versanti montuosi composti da roccia di marmo e arenaria. Per la sua importanza geomorfologica e naturalistica il territorio è suddiviso in diverse aree di interesse contrassegnate dalle lettere dell’alfabeto. La zona A, definita di “riserva intergale”, comprende aree di rilevante interesse naturalistico con antropizzazione bassa o assente; la zona B comprende aree di interesse naturalistico con presenza di attività umane finalizzate al miglioramento e alla valorizzazione dell’ecosistema esistente; la zona C è caratterizzata dalla presenza di ambienti naturali e umani che interagiscono tra loro al fine di valorizzare le risorse presenti al loro interno; la zona D è quella a elevata urbanizzazione, una zona dunque che coincide con i centri abitati. Abitato o no, il Parco delle Foreste Casentinesi ha un fascino particolare. Nessun ambiente montano e forestale esprime tutta la bellezza e il significato che questo Parco è in grado di mostrare. I pochi centri urbani presenti al suo interno sono in realtà piccoli insediamenti o rifugi destinati ad accogliere escursionisti e amanti della montagna. Ricordiamo, a tal proposito, il piccolo borgo di Campigna, che con appena dieci abitanti è in grado di offrire ai turisti un soggiorno silenzioso e in completo contatto con la natura delle foreste. Tra i monti e i boschi si snodano anche alcuni importanti corsi d’acqua, tra cui l’Arno e i torrenti.

Storia

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è stato ufficialmente istituito nel 1993. La denominazione completa del Parco comprende anche il Monte Falterona e il piccolo borgo di Campigna. Segni dell’antropizzazione del Parco si hanno già nell’antichità, con i primi insediamenti Etruschi. Questa remota civiltà italiana colonizzò proprio le foreste del Parco per usare la legna e farne oggetto di commercio e di sostentamento economico. I prati dei boschi alimentavano anche la pastorizia e l’allevamento, che per secoli furono le principali attività economiche degli antichi abitanti del Parco. Con l’arrivo dell’epoca moderna e poi del XX secolo, le foreste casentinesi si andarono via via spopolando fino a rimanere completamente deserte. La storia recente del Parco, ovvero quella relativa agli anni ’60 e ’70 del Novecento, è caratterizzata da un enorme flusso migratorio dei contadini e degli allevatori verso le fabbriche del Nord. Questa emigrazione rientra nel ben più importante flusso migratorio che interessò l’Italia negli anni immediatamente successivi al boom economico.

Flora e fauna

La flora e la fauna del Parco rivestono un particolare interesse naturalistico. Si tratta, infatti, di specie endemiche, cioè tipiche delle zone forestali. La flora è caratterizza dalla presenza di faggi, abeti, aceri, frassini, tiglio selvatico e olmo montano. La presenza tra una specie arborea e l’altra varia in base all’altitudine. Alcuni arbusti crescono infatti sopra i 1000 metri, altri, ad altitudini inferiori. Intorno ai 900 metri si trovano infatti querce e latifoglie. Presenti anche i castagneti. Man mano che si scende con le altitudini, gli alberi cedono il passo ai cespugli a radure erbose ricche di specie di montagna, tra cui la rosa subalpina e selvatica, il mirtillo, il prugnolo, il biancospino, il ginepro selvatico e il sanguinello. Tra le specie vegetali tipiche del Parco, anche la genziana, l’anemone, la sassifraga a foglie opposte e la viola di Eugenia. La fauna del Parco è rappresentata da mammiferi, uccelli, anfibi e rettili. Tra i primi spiccano daini, cinghiali, caprioli, cervi e mufloni, mentre tra i secondi, l’aquila reale, il picchio, l’allodola, il falco pellegrino, il barbagianni e la civetta. Tra gli anfibi troviamo il tritone, la salamandra e l’ululone dal ventre giallo, mentre tra i rettili, la biscia, il biacco, il colubro e la vipera.

Come visitarlo

Il Parco delle Foreste Casentinesi consente di fare delle interessanti escursioni tra sentieri, santuari e foreste. I più importanti si possono visitare a piedi. Percorribili a piedi sono infatti le faggete, il bosco che porta al santuario di Camaldoli, Campigna, il sentiero del Sacro Monte De La Verna e Acquacheta, la valle e la cascata ricordate da Dante nella Divina Commedia. Le escursioni a piedi si effettuano in un arco di tempo compreso tra una e tre ore. Tra i centri da visitare ricordiamo anche il Giardino Botanico e il Museo Ornitologico di Camaldoli. I luoghi da visitare sono aperti durante le festività natalizie e pasquali, quelli di Bagno di Romagna, Badia Prataglia e Santa Sofia, sono invece aperti tutto l’anno.

Domande frequenti

  • Quali sono le attrazioni principali da visitare nel Parco delle Foreste Casentinesi?
    Le attrazioni principali includono i santuari storici di Camaldoli e La Verna, considerati punti di riferimento culturale e spirituale. È imperdibile il sentiero del Sacro Monte de La Verna e la cascata di Acquacheta, celebre per essere menzionata da Dante nella Divina Commedia. Inoltre, i visitatori possono esplorare il Giardino Botanico e il Museo Ornitologico di Camaldoli, che offrono approfondimenti sulla biodiversità locale. Il paesaggio è caratterizzato da immense distese di faggete e boschi misti, ideali per l'escursionismo e il contatto con la natura incontaminata.
  • Quando è il periodo migliore per visitare il Parco delle Foreste Casentinesi?
    Il Parco è aperto alle visite tutto l'anno, offrendo esperienze diverse a seconda della stagione. I centri di Bagno di Romagna, Badia Prataglia e Santa Sofia rimangono accessibili sempre. Tuttavia, per le escursioni nei sentieri forestali e nelle aree naturali, i periodi primaverili ed estivi sono generalmente più favorevoli per il trekking leggero. L'autunno offre colori spettacolari grazie alle faggete, mentre l'inverno permette di apprezzare la quiete invernale della riserva integrale. Verificare sempre gli orari specifici dei singoli siti culturali prima della partenza.
  • Che fauna si può incontrare nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi?
    La fauna è ricca e variegata, comprendendo mammiferi come daini, cinghiali, caprioli, cervi e mufloni. Gli appassionati di birdwatching possono osservare l'aquila reale, il falco pellegrino, il picchio, il barbagianni e la civetta. Tra gli anfibi sono presenti il tritone, la salamandra e l'ululone dal ventre giallo. I rettili includono la biscia, il biacco, il colubro e la vipera. La presenza di queste specie indica un ecosistema sano e ben conservato, tipico delle aree protette appenniniche.
  • Quali specie vegetali caratterizzano la flora del Parco?
    La flora cambia in base all'altitudine. Sopra i 1000 metri predominano faggi, abeti, aceri, frassini, tiglio selvatico e olmo montano. Intorno ai 900 metri si trovano querce e altre latifoglie, oltre a castagneti. Scendendo di quota, la vegetazione diventa più cespugliosa, con specie di montagna come la rosa subalpina, il mirtillo, il prugnolo, il biancospino, il ginepro selvatico e il sanguinello. Sono inoltre presenti fiori erbacei come la genziana, l'anemone, la sassifraga a foglie opposte e la viola di Eugenia.
  • Come si organizzano le escursioni nel Parco?
    Le escursioni si svolgono principalmente a piedi lungo sentieri ben segnalati che attraversano faggete, santuari e valli. Le passeggiate hanno solitamente una durata compresa tra una e tre ore, adattandosi a diversi livelli di difficoltà. È possibile raggiungere il santuario di Camaldoli attraverso il bosco, esplorare il borgo di Campigna o seguire il percorso verso la cascata di Acquacheta. Si consiglia di indossare abbigliamento adatto al trekking e scarpe comode, poiché il terreno può essere accidentato e variabile a causa della morfologia montuosa e delle rocce di arenaria e marmo.