Parco Gran Sasso

Parco Gran Sasso

E’ il parco preferito dagli sciatori e dagli escursionisti, ma anche da coloro che amano immergersi in una terra ricca di fascino e di tradizioni. Da paesaggio montano deserto, questo parco nazionale è diventato uno dei paesaggi più suggestivi d’Italia. La sua bellezza si deve all’incrocio tra i resti di un ambiente millenario e le attività dell’uomo, le quali si sono perfettamente integrate alla struttura del territorio dando vita a centri ricettivi e turistici e alla valorizzazione di sentieri e borghi ricchi di storia e tradizione. La descrizione appena fatta si riferisce al Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, centro montano che abbraccia ben tre regioni. Visitare il Gran Sasso significa immergersi nel classico paesaggio di montagna e in un percorso fatto di sentieri boscosi che si alternano a cime deserte e a borghi ricchi di chiese e abbazie. Il clima e il paesaggio del Gran Sasso rappresentano anche l’habitat ideale per migliaia di specie florofaunistiche che completano e arricchiscono uno scenario davvero fantastico e certamente da ammirare.
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Caratteristiche

parcogransasso2 Con una superficie di quasi 150 mila ettari, il Parco del Gran Sasso comprende ben tre regioni: Abruzzo, Lazio e Marche. La superficie maggiore comprende proprio l’Abruzzo e infatti, la sede dell’ente gestore si trova proprio in provincia dell’Aquila. Il Parco custodisce tre tra i più bei monti d’Italia: il Gran Sasso, i Monti della Laga e i Monti Gemelli. L’area al suo interno comprende anche cima più alta dell’Appennino, il Corno Grande, che con i suoi quasi tremila metri di altitudine ospita il ghiacciaio più meridionale d’Europa, il Calderone. Il Parco del Gran Sasso è anche un crocevia di collegamento tra l’Europa siberiana e quella mediterranea. Per le sue caratteristiche, il Parco viene anche definito “ monumento della biodiversità”. L’imponenza delle sue cime è davvero monumentale, ma anche la biodiversità in esso contenuta è notevole. Tra un versante e l’altro i paesaggi appaiono completamente differenti, da quelli desertici e montani del versante nord si passa ai boschi del versante sud. L’area, proprio per la sua ricchezza ambientale, è stata divisa in undici distretti che comprendono comuni, vallate, montagne, cascate, sorgenti, strade, sentieri, chiese e abbazie. Il territorio, situato nel cuore dell’Appennino, si estende su cinque province (L'Aquila, Teramo, Pescara, Rieti e Ascoli Piceno) e su quarantaquattro comuni ricchi di storia, cultura e tradizione. L’istituzione ufficiale del Parco si è avuta nel 1991. Con la sua superficie, il Parco del Gran Sasso rappresenta l’area protetta più estesa d’Italia.

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    Flora

    La flora del Gran Sasso è estremamente variegata e al tempo stesso endemica, cioè tipica del territorio. La peculiarità della vegetazione è che si estende solo su determinati versanti montani, mentre altri sono quasi desertici o adibiti a pascolo. Nella zona più a sud si trovano boschi di pino nero e querce, mentre in quella a nord, abeti, betulle e immensi pascoli. Alle medie altitudini si possono trovare piante come meli selvatici, cornioli, cerri, ornelli, roverelli, genziana, quest’ultima usata per preparare il famoso liquore, e il ginepro. Nella parte più a nord si trovano esclusivamente boschi di faggi. Tra le specie arboree vi sono anche tasso, agrifoglio, acero di monte, abete bianco e sorbo. Altre specie protette e da ammirare sono il salice erbaceo, la stella alpina dell’Appennino, la primula orecchia d’orso, il papavero alpino, l’anemone dell’Appennino, l’astragalo aquilano e la soldanella alpina. Nei boschi abbondano anche i funghi, vera e propria passione dei cercatori. Il Parco del Gran Sasso, in autunno, ospita i prataioli, ma anche altri prelibati funghi commestibili, come i porcini e le morette.


    Fauna

    La fauna del Gran Sasso è popolata da specie tipiche dell’Appennino. Il simbolo del Parco è il camoscio dell’Appennino, ungulato che fino al secolo scorso abitava le aree montane e boscose. Con la caccia indiscriminata, gli esemplari si ridussero fino a estinguersi del tutto. Tra il 1992 e il 1999, grazie all’attività di reintroduzione, il camoscio è tornato a vivere sul Gran Sasso. Attualmente si contano circa centodieci esemplari. Altri animali presenti sono il cervo nobile, il capriolo, il lupo appenninico e l’orso bianco morsicano. Non mancano la volpe, l’istrice, il cinghiale, il gatto selvatico, il tasso, la faina, la puzzola e la martora. L’avifauna comprende invece l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il gheppio, l’astore, il lanario e il lodolaio. Presenti anche specie prettamente appenniniche, tra cui il fringuello alpino, lo spioncello, la pispola e il sordone. Avvistati anche esemplari di airone e altre specie tra le quali il gracchio alpino, la coturnice e il gracchio corallino. La aree coltivate adibite a pascolo ospitano specie come la cappellaccia, l’ortolano, l’averla piccola, la passera lagia e il calandro. Le praterie di alta montagna sono invece l’habitat ideale di rettili come la vipera dell’Orsini e il colubrio di Esculabio. Gli ambienti appenninici ospitano anche parecchi anfibi, tra cui la salamandrina con gli occhiali e il geotritone.



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