liquirizia pressione

liquirizia

Liquirizia pressione

La liquirizia dovrebbe essere consumata con particolare attenzione, perchè contiene un principio attivo dagli effetti molto particolari, ovvero la glicirrizina.

di Redazione

20 maggio 2016

Liquirizia e pressione

Recentissimi ricerche e studi hanno dimostrato scientificamente come la liquirizia, nel momento in cui viene assunta pura, non comporta un incremento della pressione, ribaltando un po' tutte le teorie che si erano ritenute valide ed assodate fino a pochi anni fa. La liquirizia, il cui nome sta a significare una radice dolce, è stata oggetto, negli ultimi tempi, di un vero e proprio allarme, relativo al fatto che un suo consumo possa far aumentare la pressione arteriosa. Negli ultimi anni, infatti, un gruppo di ricercatori dell'Università italiana di Bologna è riuscita ad ottenere altre informazioni utili per definire il principale principio attivo presente nelle radici di liquirizia, ovvero la glicirrizina. Il gruppo di studiosi dell'università felsinea ha così dimostrato come l'incremento della pressione delle arterie si verifica unicamente nel momento in cui c'è un'importante assunzione di caramelli e dolci in cui sono contenuti elevati quantitativi di liquirizia. Nel caso in cui, al contrario, la glicirrizina venisse consumata integralmente, non ci sarebbe alcun problema per quanto riguarda la pressione arteriosa. In realtà, si è sviluppato un vero e proprio equivoco negli Stati Uniti d'America, paese al cui interno si consuma in rarissimi casi la liquirizia pura, mentre si fa molto più uso di dolciumi e pastiglie a base di glicirrizina: proprio per tale motivo e per il fatto che tale sostanza presenti un potere dolcificante almeno cinquanta volte superiore al saccarosio. Si è così scoperto come all'interno della liquirizia pura esiste una particolare componente che funge da blocco nei confronti della glicirrizina, impedendogli di diffondere la sua attività ipertensiva.

Proprietà liquirizia

Le radici della pianta di liquirizia si caratterizzano, in primo luogo, per via del fatto che si possono conservare per un lungo periodo di tempo; in secondo luogo, stiamo parlando di componenti che possono vantare delle importanti proprietà benefiche nei confronti dell'organismo umano. Non dobbiamo dimenticare, per l'appunto, che il principio attivo di maggior pregio e di maggior importanza che si trova all'interno delle radici di questa pianta è rappresentato dalla glicirrizina. Quest'ultima particolare sostanza si caratterizza, prima di tutto, per il fatto di donare alla liquirizia la possibilità di garantire lo svolgimento di un'attività antinfiammatoria e antivirale. Inoltre, la liquirizia risulta particolarmente efficace quando si tratta di combattere la tosse, così come è estremamente utile nel momento in cui si devono affrontare degli stati infiammatori che colpiscono l'apparato respiratorio. La liquirizia garantisce anche una certa protezione preventiva rispetto alle ulcere ed alle coliti, senza dimenticare come sia particolarmente utile anche quando si tratta di disturbi di stomaco oppure gastriti. Delle ricerche particolarmente recenti hanno anche dimostrato come la glicirrizina contenuta nelle radici di liquirizia è in grado di supportare un trattamento per debellare il virus dell'HIV.

Uso liquirizia

La liquirizia viene piuttosto frequentemente impiegata in ambito fitoterapico, ma anche erboristico, per via delle sue proprietà benefiche che consentono di combattere le ulcere dello stomaco. Certamente, è fondamentale tenere in considerazione anche le varie controindicazioni per un'assunzione a dosi eccessive di liquirizia, che comportano spesso la formazione di stati ipertensivi. Quest'ultima conseguenza è dovuta, in gran parte, alla presenza del principale principio attivo, ovvero la glicirrizina: questa sostanza, assunta nelle dosi corrette, permette indubbiamente di svolgere delle azioni estremamente benefiche per il corpo umano, mentre in caso contrario, se venisse consumata in forti dosi, potrebbe provocare appunto l'ipertensione. La liquirizia si caratterizza anche per essere notevolmente impiegata in campo dietetico. In primo luogo, viene utilizzata in tale ambito per un mero discorso di sapore, visto che quello della liquirizia è davvero ottimo. Per lo stesso motivo, la liquirizia viene frequentemente impiegata anche quando c'è la necessità di realizzare dei liquori, così come in pasticceria, essenzialmente per soddisfare l'esigenza di rendere più scura la birra. La parte residua delle radici della pianta di liquirizia si caratterizza essere sottoposta, dopo aver sopportato l'estrazione dei principali principi attivi, ad una lavorazione con della soda caustica, con lo scopo di ottenere uno stabilizzatore di schiumogeni antincendio.

Effetti collaterali liquirizia

Come abbiamo già spiegato in precedenza, un consumo eccessivo di liquirizia, sopratutto nel momento in cui viene assunta in dosi estremamente elevate sotto forma di pastiglie e caramelle, può comportare ipertensione, quindi un aumento della pressione arteriosa. La liquirizia, sempre se non venisse assunta pura, dovrebbe essere consumata con particolare attenzione, sopratutto quando si assumono caramelle e altri dolciumi che contengono il principale principio attivo delle radici, ovvero la glicirrizina. La liquirizia, inoltre, può anche l'effetto negativo di andare ad incrementare i livelli serici di corticosteroidi e, di conseguenza, elevare la probabilità che si verifichino disturbi che arrechino danni al corpo umano. La liquirizia può presentare anche degli effetti collaterali, sempre nel caso in cui venga assunta in dosi eccessive, nei confronti dei sali minerali all'interno dell'organismo umano.

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Domande frequenti

  • La liquirizia aumenta davvero la pressione arteriosa?
    Secondo recenti studi, la liquirizia pura non provoca un incremento della pressione. L'aumento ipertensivo si verifica principalmente quando si consumano grandi quantità di caramelle, dolci o pastiglie contenenti estratti concentrati di glicirrizina. Nella radice pura esiste una componente naturale che blocca l'attività ipertensiva della glicirrizina. Tuttavia, l'equivoco nasce dal fatto che negli USA si consuma prevalentemente liquirizia elaborata in confetteria, dove la concentrazione di glicirrizina è elevata e priva dei fattori protettivi della radice grezza.
  • Quali sono le proprietà benefiche principali della liquirizia?
    Il principio attivo principale, la glicirrizina, conferisce alla liquirizia spiccate proprietà antinfiammatorie e antivirali. È particolarmente efficace nel contrastare la tosse e gli stati infiammatori dell'apparato respiratorio. Inoltre, offre una protezione preventiva contro ulcere gastriche, coliti e disturbi digestivi come le gastriti. Recenti ricerche suggeriscono anche che la glicirrizina possa supportare trattamenti contro il virus HIV, ampliando il suo profilo terapeutico oltre il semplice uso tradizionale per la gola e lo stomaco.
  • Quali sono gli effetti collaterali di un consumo eccessivo?
    Un consumo eccessivo, specialmente tramite caramelle o integratori concentrati, può causare ipertensione arteriosa. La liquirizia può inoltre aumentare i livelli sierici di corticosteroidi, elevando il rischio di danni corporei. Un altro effetto negativo rilevante riguarda l'equilibrio dei sali minerali nell'organismo: l'uso prolungato e ad alte dosi può alterare i livelli elettrolitici, portando a squilibri che richiedono attenzione medica. È fondamentale distinguere tra l'uso moderato della radice e l'abuso di prodotti derivati concentrati.
  • In quali ambiti viene utilizzata la liquirizia oltre alla salute?
    Oltre all'uso fitoterapico ed erboristico per curare ulcere e disturbi digestivi, la liquirizia è ampiamente impiegata in campo alimentare e industriale. Viene usata in pasticceria e nella produzione di liquori per il suo sapore unico e intenso. Nella birrificazione, la polvere di radice è talvolta aggiunta per scurire il colore della birra. Inoltre, la parte residua delle radici, dopo l'estrazione dei principi attivi, viene trattata chimicamente per produrre stabilizzanti schiumogeni utilizzati negli estintori antincendio, dimostrando versatilità applicativa.

Scheda Tecnica

FamigliaFabacee
Tipo di piantaPerenne erbacea rizomatosa
OrigineAsia meridionale e Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoProfondo, ben drenato, sabbioso o argilloso
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaFino a 1 metro
ConcimazioneLeggera, preferibilmente organica in primavera
PotaturaNon necessaria, rimuovere parti secche
MoltiplicazioneDivisione dei cespi o semi
Malattie e parassitiResistente, attenzione a ragnetto rosso e afidi
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare

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