Albero frutto

alberi da frutto

Alberi da frutto

Gli alberi da frutto sono molto apprezzati e vengono coltivati sia in giardino che a livello industriale. Producono frutti edibili e sono decorativi.

di Redazione

03 febbraio 2017

Gli alberi da frutto e la messa a dimora

Per mettere a dimora gli alberi da frutto occorre scavare una buca profonda 60-70 cm e arieggiare il suolo in modo da favorire l'attecchimento delle radici. A questo punto si sparge concime sul fondo e lo si mischia con il terreno, ricoprendo poi il tutto con uno strato di terriccio alto 15-20 cm. Si consiglia di posizionare un tutore per facilitare lo sviluppo della pianta; va mantenuto per i primi anni di vita della pianta e si elimina quando l'esemplare ha raggiunto un'altezza sufficiente e una certa robustezza. Prima di piantare gli alberi da frutto occorre potarne leggermente le radici. Sarebbe bene potare anche i rami più corti e quelli rovinati. A questo punto si deve comprimere bene il terreno e innaffiare abbondantemente. A seconda della specie coltivata la fruttificazione avviene in 2-3 anni.

Come coltivare le susine

I susini sono alberi da frutto rustici che sono originari dell'Asia Minore, tuttavia si adattano con ottimi risultati a ogni clima. Lo sviluppo e la produzione sono maggiori se si piantano gli esemplari in terreni profondi, ricchi di sostanze nutritive e ben drenati. Il susino raggiunge un'altezza di 4-8 m ed è sensibile alle gelate tardive e al vento; i fiori spuntano alkl'inizioni della primavera e sono bianchi. Devono trascorrere 2-3 anni dalla messa a dimora prima che la pianta fruttifichi. Durante il primo anno non bisogna intervenire con potature, in modo da lasciar sviluppare il susino. Successivamente si effettuano potature periodiche di contenimento e in grado di dare all'esemplare un aspetto armonioso e per areare i rami interni. Questi alberi da frutto necessitano di un terreno fertile per fruttificare, quindi si deve aggiungere i concime organico in primavera e in autunno.

Come coltivare il pero

Il pero è una pianta autoctona del continente europeo e si sviluppa preferibilmente in terreni profondi, freschi e fertili; soffre invece in suoli pesanti, sabbiosi o calcarei. Questi alberi da frutto sono molto sensibili al forte vento e alla siccità, quindi vanno innaffiati regolarmente e messi a dimora in luoghi riparati. Queste piante si caratterizzano per avere una chioma piramidale e per il fatto di poter superare i 10 metri una volta raggiunta la maturità. I fiori bianchi spuntano ad aprile e, in base alla varietà, si effettua la raccolta dei frutti dalla fine del mese di luglio a metà ottobre. Tra le varietà più apprezzate e note ci sono la Williams e la Conference. La fruttificazione interviene dopo che è trascorso un periodo variabile di 2-4 anni dal momento in cui è stata piantato l'esemplare.

Come coltivare l'albicocco

In natura esistono diverse specie di alberi da frutto, coltivate sia perché molto decorative che per scopi nutritivi. Gli albicocchi sono alberi da frutto provenienti originariamente dall'Asia Minore: per questo motivo necessitano di temperature abbastanza alte e sopportano bene gli effetti della siccità. Al tempo stesso non si sviluppano nelle zone umide. L'albicocco raggiunge una media altezza (6-8 metri al massimo per gli esemplari adulti) e possiede una chioma arrotondata che con il tempo diventa più larga. I fiori spuntano precocemente, tra la fine di febbraio e i primi di marzo, e sono di colore bianco. Bisogna fare attenzione alle gelate tardive, quindi questi alberi da frutto vanno riparati durante l'inverno e piantati in un luogo soleggiato. I frutti maturano dalla fine giugno a metà agosto in base alla varietà coltivata. Le piante vivono in ogni terreno, a eccezione di quelli argillosi e umidi.

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Domande frequenti

  • Come si esegue correttamente la messa a dimora degli alberi da frutto?
    La messa a dimora richiede la preparazione di una buca profonda 60-70 cm. È fondamentale arieggiare il suolo per favorire l'attecchimento radicale. Sul fondo si distribuisce concime misto al terreno, coprendolo poi con uno strato di terriccio di 15-20 cm. Prima dell'impianto, è consigliabile potare leggermente le radici e i rami danneggiati. Posizionare un tutore aiuta lo sviluppo iniziale, eliminabile solo quando la pianta è robusta. Infine, compattare bene il terreno e annaffiare abbondantemente per stabilizzare la pianta.
  • Quali sono le condizioni ideali per coltivare il susino?
    Il susino, originario dell'Asia Minore, è rustico ma predilige terreni profondi, ricchi di nutrienti e ben drenati. Raggiunge i 4-8 metri di altezza ed è sensibile a gelate tardive e venti forti. La fioritura bianca avviene all'inizio della primavera. Per una buona produzione, è necessaria concimazione organica in primavera e autunno. Dopo due-tre anni dalla messa a dimora, iniziano le potature di contenimento per areare i rami interni e mantenere l'armonia della chioma, evitando interventi nel primo anno.
  • Cosa sapere sulla coltivazione del pero?
    Il pero, nativo dell'Europa, ama terreni profondi, freschi e fertili, soffrendo in suoli pesanti, sabbiosi o calcarei. Può superare i 10 metri e ha una chioma piramidale. È sensibile a vento e siccità, richiedendo irrigazioni regolari e posizioni riparate. I fiori bianchi appaiono ad aprile; la raccolta varia da luglio a ottobre a seconda della varietà (es. Williams, Conference). La fruttificazione inizia solitamente dopo 2-4 anni dall'impianto. La protezione dagli agenti atmosferici è cruciale per il successo produttivo.
  • Come coltivare l'albicocco rispettando le sue esigenze climatiche?
    L'albicocco proviene dall'Asia Minore e necessita di temperature elevate, tollerando bene la siccità ma non le zone umide. Evita i terreni argillosi. Raggiunge i 6-8 metri con chioma arrotondata. Fiorisce precocemente (febbraio-marzo) con fiori bianchi, rendendolo vulnerabile alle gelate tardive: richiede esposizione soleggiata e protezioni invernali. I frutti maturano da giugno ad agosto. La corretta scelta del sito, caldo e asciutto, è determinante per evitare problemi fitosanitari e garantire una buona produzione annuale.

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