Mandorlo

L'albero di mandorlo

Quando parliamo della pianta di mandorlo, dobbiamo ricordare come faccia parte di due categorie molto importanti, come quella delle piante rustiche e, soprattutto, di quelle piante estremamente longeva.

Inoltre, tra le principali caratteristiche della pianta di mandorlo, possiamo senz’altro trovare quella di crescere, solamente con alcune varietà, fino a dieci metri d’altezza.

Il mandorlo è una di quelle piante che provengono dal continente asiatico e si caratterizza per aver avuto una notevole diffusione anche all’interno di tutti quei paesi che fanno parte del bacino del Mediterraneo.

Ad ogni modo, dal punto di vista botanico, la pianta di mandorlo presenta delle foglie dalla forma lanceolata e con uno spessore davvero molto limitato, che ricordano per molti versi quelle della pianta di pesco.

I fiori della pianta di mandorlo si caratterizzano per avere tipicamente una colorazione bianca rosata e per il fatto che la fioritura è davvero molto abbondante e si verificare prima del periodo in cui spuntano le prime foglie.

All’interno dei giardini, il mandorlo è una di quelle piante che si possono ritrovare con maggiore facilità, dal momento che proprio per via della sua abbondante e spettacolare fioritura viene considerato come uno degli alberi più belli per rendere migliore uno spazio verde.

Tra le varie caratteristiche principali della pianta di mandorlo, troviamo indubbiamente anche il fatto di avere una grande resistenza nei confronti delle malattie, riuscendo a difendersi ottimamente anche da tutti i parassiti.

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Caratteristiche

fiore e frutto mandorlo Il frutto della pianta di mandorlo si caratterizza per avere una forma tipica ovale piuttosto allungata, al cui interno si trova la mandorla: in relazione alla varietà che viene presa in considerazione, la mandorla potrà avere un gusto molto dolce oppure amaro e così anche le dimensioni del frutto possono variare notevolmente.

Il mandorlo è una di quelle piante che riescono a svilupparsi senza problemi all’interno di qualsiasi tipo di terreno: ad ogni modo, deve la sua preferenza a tutti quei suoli leggeri e che non presentano un elevato livello di umidità; si tratta di una pianta che non ha la necessità di vivere all’interno di ambienti con particolari condizioni climatiche, sfruttando proprio la sua grande facilità di adattamento ad ogni tipologia di terreno.

Infatti, la pianta del mandorlo riesce a svilupparsi senza particolari problemi sia all’interno di luoghi caratterizzati da climi tipicamente caldi, così come cresce ottimamente anche all’interno di zone con climi più freddi, visto che ha la particolare capacità di resistere fino a delle temperature che scendono anche di 15-20 gradi centigradi sotto il livello dello zero termico e, allo stesso tempo, presenta anche una buona resistenza nei confronti della siccità.

Il frutto del mandorlo viene impiegato, nella maggior parte dei casi, all’interno delle industrie dolciarie, così come viene utilizzato dall’industria pasticcera e dalle confetterie.

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Portainnesti e Impollinazione

mandorlo Come abbiamo detto in precedenza, il mandorlo è una di quelle piante che vengono maggiormente inserite all’interno di parchi e giardini, per via dell’abbondante e spettacolare fioritura che la caratterizza.

Per coltivare le piante di mandorlo all’interno degli spazi aperti come i giardini, è necessario utilizzare un portainnesti chiamato mirabolano, che permette di conferire alla pianta una resistenza notevole, in maniera tale da poter garantire, allo stesso tempo, uno sviluppo e il raggiungimento di una buona longevità.

Per quanto riguarda la coltivazione di tutte quelle piante di mandorlo che verranno destinate alla produzione, allora la decisione su quale portainnesto applicare è differente in relazione alla tipologia di terreno e al clima.

Nella maggior parte dei casi, nel momento in cui il mandorlo viene coltivato all’interno di un frutteto, come portainnesti viene impiegato il pesco, che permette di anticipare la messa a frutto e, nello stesso tempo, garantisce anche un’ottima vigoria, mentre il principale difetto di questa scelta come portainnesti è relativa al fatto che non garantisce un elevato livello di longevità.

Anche se i fiori della pianta di mandorlo si caratterizzano per essere bisessuali, un gran numero di piante hanno la particolare caratteristica di essere auto sterili: ecco spiegato il motivo per cui, all’interno degli impianti di produzione, bisogna considerare diverse varietà impollinatrici per poter permettere un’ottima messa a frutto.

Ad ogni modo, possiamo trovare anche un gran numero di varietà selezionate nel corso degli ultimi tempi che si caratterizzano per essere autofertili: in poche parole, hanno la particolare capacità di garantire un ottimo livello di fruttificazione. Nonostante non possa contare sulla presenza di impollinatori.


Concimazione e malattie

mandorlo pianta Per quanto riguarda la concimazione di una pianta come il mandorlo, è necessario sottolineare come i più importanti risultati vengono raggiunti sfruttando dei concimi realizzati con azoto, fosforo e potassio.

Ovviamente sarà necessario prestare una grande cura ed attenzione per utilizzare delle quantità equilibrate nel corso della stagione invernale; all’interno del periodo vegetativo, invece, in particolar modo all’interno della stagione primaverile, c’la possibilità di incrementare ancora di più la parte di azoto all’interno della miscela utilizzata come concime.

Ad ogni modo, il suggerimento è quello di non utilizzare in nessun caso dei concimi che possono contare su un’elevata ed eccessiva percentuale di azoto, soprattutto in tutti quei periodi di siccità.

Per quanto riguarda i pericoli che provengono dagli agenti esterni, l’abbiamo già detto in precedenza che la pianta di mandorlo si caratterizza per essere davvero molto resistente contro ogni minaccia.

Ad ogni modo, esiste un patogeno che si caratterizza per andare a colpire con grande frequenza la pianta di mandorlo: stiamo parlando della Bolla, che va ad attaccare sia i germogli più giovani sia le foglie della pianta stessa, provocando una deformazione e allo stesso tempo lo sviluppo di tutta una serie di macchie giallastre e rosse. Il mandorlo è una pianta piuttosto resistente, invece, nei confronti dei pericoli apportati da insetti ed afidi, verso cui non presenta una particolare sensibilità.


Forme di coltivazione

Il mandorlo è una di quelle piante che si caratterizza per svilupparsi ottimamente nel momento in cui viene coltivato a pieno vento (in tutti questi casi si suole parlare anche di crescita naturale). C’è la possibilità pure di realizzare la chioma sfruttando un fusto medio, ad un’altezza pari ad almeno 120 centimetri, mentre una seconda opzione è rappresentata da un fusto alto a circa 180-200 centimetri.

Ecco spiegato il motivo per cui sarà necessario piantare un pollone (che deve avere almeno un anno di vita) e la prima cosa da fare sarà quella di eseguire un taglio all’altezza che corrisponde alle proprie esigenze e, nel corso dell’anno successivo, sarà necessario conservare almeno un numero pari a tre rami che dovranno essere ridotti a circa 20-25 centimetri: i rami che sono stati oggetti della riduzione avranno la possibilità, in questo modo, di produrre di nuovo altri rami che cresceranno in maniera tale da andare a realizzare la chioma definitiva.

Nel corso degli anni successivi, specialmente durante il cosiddetto riposo vegetativo della pianta di mandorlo, sarà necessario solamente prestare attenzione ad effettuare dei piccoli interventi di riduzione dei rami interni alla chioma e provvedere all’eliminazione di alcuni rami secchi.

Tra le altre tipologie di coltivazione della pianta di mandorlo troviamo anche quella che viene denominata a palmetta: in tutti questi, è necessario, per la realizzazione di una palmetta, effettuare un taglio sul pollone ad un’altezza pari a circa 70 centimetri dal terreno.

La cosa a cui si dovrà prestare maggiore attenzione, ovviamente, è quella di conservare almeno un ramo verticale per quanto riguarda la freccia e almeno due rami laterali per quanto concerne le branche, nel corso della fase di vegetazione. In questo caso, sarà necessario provvedere a delle potature estremamente leggere, che si possono definire di sfoltimento: in queste situazioni, si dovrà solamente provvedere alla rimozione dei rametti più deboli e di tutti quelli che si sono sviluppati in una posizione troppo disordinata all’interno della chioma.

Nel corso dell’anno successivo, poi, tutto ciò che si dovrà fare è spuntare la freccia e conservare altri due rami (quelli più robusti), in maniera tale da andare a formare il secondo piano. Il suggerimento è quello di formare, almeno all’interno dei primi anni dello sviluppo della pianta, una struttura che possa fungere da sostegno, in maniera tale che si possano andare a fissare dei rami laterali all’albero di mandorlo.


Mandorlo: Coltivazione mandorlo in vaso

mandorlo frutto Innanzitutto, per poter realizzare il vaso, bisogna obbligatoriamente provvedere a piantare un pollone (anche in questo caso è necessario che abbia almeno un anno di età) e poi provvedere ad eseguire un taglio ad un’altezza pari ad almeno 40-50 centimetri dal terreno.

Nel momento in cui inizierà il secondo anno di vita, si dovrà effettuare una riduzione pari a circa 30-40 centimetri di almeno quattro rami, scelti tra i più forti e resistenti della pianta di mandorlo, sempre cercando di mantenerli il più distante possibile dal centro della pianta.

Ovviamente, la produzione di nuovi rami partirà proprio da quelli che abbiamo accorciato a 30-40 centimetri e, anche in questo caso, si dovranno conservare solamente i rami esterni.

L’ultima operazione in ordine di tempo è sicuramente quella di ridurre anche questi rami esterni che si vengono a formare sulla pianta: l’obiettivo è, senza ombra di dubbio, quello di rendere ancora più robusta la pianta del mandorlo. Arrivati a questo punto, lo sviluppo della pianta di mandorlo potrà essere lasciato libero, provvedendo solamente all’esecuzione di qualche operazione di potatura, eliminando i rami più disordinati.



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