Un mandorlo in fiore

alberi da frutto

Il mandorlo

Il mandorlo, pianta longeva ed adattabile a diversi tipi di terreno, produce un frutto ampiamente utilizzato nelle industrie dolciarie.

di Redazione

02 dicembre 2016

L'irrigazione del mandorlo

Questa pianta non ha bisogno di annaffiature frequenti: si suggerisce di effettuare l'irrigazione in particolare durante la stagione estiva, mentre nel resto dell'anno l'operazione può essere saltuaria. Bisogna regolarsi anche in base alle temperature e all'andamento delle precipitazioni. Prima di bagnare il terreno, è meglio assicurarsi che esso sia rimasto asciutto per alcuni giorni; per il mandorlo non è affatto consigliato un suolo eccessivamente umido, ed i ristagni idrici possono essere pericolosi. Il metodo di irrigazione più praticato per tale pianta è quello a goccia, che consente di limitare la quantità d'acqua somministrata e, se necessario, di annaffiare soltanto determinate zone; una simile tecnica è l'ideale per un perfetto sviluppo del fogliame, mentre un'irrigazione insufficiente ne provocherebbe la caduta.

Coltivazione e cura

Un terreno con ph acido è assolutamente sconsigliato per questa pianta, e lo stesso vale per un suolo argilloso o asfittico. Per il resto, il mandorlo si adatta a numerose tipologie di terreno, è in grado di sopportare la siccità e contemporaneamente resiste al freddo. Bisogna, comunque, rispettare alcune fondamentali regole per la coltivazione: il suolo, prima dell'impianto, deve essere lavorato tramite aratura o fresatura, e, se necessario, rafforzato con ghiaia o sabbia in profondità. Nei mandorleti, le piante vanno collocate a circa cinque metri l'una dall'altra. Per quanto riguarda la potatura, l'operazione deve determinare una conformazione di base se praticata su un esemplare giovane; se, al contrario, è effettuata su una pianta pienamente sviluppata, si devono semplicemente spuntare i rami.

Come concimare

I prodotti utilizzati per la concimazione devono contenere i tre macroelementi indispensabili per la crescita della pianta, ovvero l'azoto, il potassio ed il fosforo. Si consiglia di aumentare la dose di azoto in primavera e in autunno, e di ridurla nei periodi di siccità; si tratta di un elemento molto importante per l'accrescimento ed il rafforzamento della chioma. Il potassio, invece, aiuta la pianta a sopportare il freddo ed accelera il processo di maturazione dei frutti, mentre il fosforo interviene nella crescita dei tessuti. I concimi devono comprendere anche elementi minori ma ugualmente utili, come il ferro, il magnesio, il boro ed il manganese. Ottime per la concimazione del mandorlo sono anche le sostanze organiche: il letame e lo stallatico non solo rilasciano sostanze nutrienti, ma incrementano, tra l'altro, la fertilità e la sofficità del terreno.

Esposizione, malattie e rimedi

L'esposizione deve avvenire in un ambiente soleggiato, con temperature né eccessivamente elevate né troppo basse; il mandorlo predilige inverni miti ed estati calde ma non umide. Durante il periodo vegetativo sono pericolose le gelate, le quali potrebbero provocare danni allo sviluppo ed alla produzione. Vi sono anche diversi parassiti nocivi per questa pianta, tra cui gli afidi, il capnodio e la cocciniglia; per debellare i primi si consiglia una soluzione naturale, il macerato d'ortica, mentre contro il capnodio i rimedi più efficaci sono i piretroidi e l'olio bianco. Quest'ultimo è utile anche per eliminare la cocciniglia, poiché ne provoca la morte per soffocamento. La malattia più fastidiosa per tale pianta è invece la bolla, che tende a deformare le foglie ed è curabile con infuso di equiseto.

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Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti ideali del terreno per coltivare il mandorlo?
    Il mandorlo richiede terreni ben drenati, leggeri e preferibilmente calcarei. È fondamentale evitare suoli argillosi, compatti o asfittici, nonché quelli con pH acido, poiché questi ultimi compromettono la salute della pianta. Se il terreno è pesante, è consigliabile lavorarlo in profondità e arricchirlo con ghiaia o sabbia per migliorarne il drenaggio. Un suolo sciolto permette alle radici di svilupparsi correttamente ed evita i temuti ristagni idrici, che sono letali per questa specie.
  • Come si gestisce l'irrigazione del mandorlo per evitare problemi?
    Il mandorlo tollera bene la siccità ma necessita di acqua regolare, specialmente in estate. Il metodo migliore è l'irrigazione a goccia, che concentra l'acqua sulle radici senza inzuppare il suolo. Non innaffiare mai se il terreno è ancora umido dai precedenti interventi; aspetta che si asciughi. Evita assolutamente i ristagni idrici, che causano marciume radicale. Una carenza idrica grave può portare alla caduta prematura del fogliame, compromettendo la fotosintesi e la riserva energetica per l'anno successivo.
  • Quando e come va concimato il mandorlo?
    La concimazione deve fornire Azoto, Fosforo e Potassio, oltre a microelementi come Boro, Ferro e Magnesio. Aumenta l'Azoto in primavera e autunno per favorire la crescita della chioma, riducendolo in estate se c'è siccità. Il Potassio aiuta la resistenza al freddo e la maturazione dei frutti, mentre il Fosforo sostiene la crescita tissutale. Ottimo anche l'uso di sostanza organica come letame o stallatico, che migliora la struttura del suolo e fornisce nutrienti a lento rilascio.
  • Quali sono i principali nemici del mandorlo e come combatterli naturalmente?
    Tra i parassiti ci sono afidi, cocciniglia e capnodio. Per gli afidi, efficace è il macerato di ortica. Contro il capnodio e la cocciniglia, l'olio bianco è molto efficace: agisce per soffocamento sugli insetti. Per la temuta 'bolla', una malattia fungina che deforma le foglie, si consiglia l'infuso di equiseto. Mantenere la chioma aerata con una corretta potatura aiuta anche a prevenire l'insorgenza di queste patologie, creando un ambiente meno favorevole ai funghi e agli insetti.
  • Qual è la corretta tecnica di potatura per il mandorlo?
    La potatura varia in base all'età della pianta. Sugli esemplari giovani, l'obiettivo è dare una forma strutturale di base, selezionando i rami principali. Nelle piante adulte e pienamente sviluppate, la potatura diventa di mantenimento: si eseguono semplici spuntature per eliminare i rami secchi, malati o quelli che crescono verso l'interno della chioma, garantendo così una buona luce e circolazione dell'aria. Questo favorisce la produzione di frutti di qualità e previene l'accumulo di umidità che potrebbe favorire malattie.

Scheda Tecnica

FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto
OrigineAsia occidentale / Medio Oriente
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, calcareo, leggero; evita argilla e pH acido
IrrigazioneModerata, preferibilmente a goccia; evitare ristagni
FiorituraPrimavera (febbraio-marzo)
AltezzaFino a 8-10 metri
ConcimazioneN-P-K + microelementi (Boro); letame/stallatico in autunno/inverno
PotaturaFormativa (giovani), di alleggerimento/spuntatura (adulte)
MoltiplicazioneInnesto
Malattie e parassitiAfidi, Capnodio, Cocciniglia, Bolla (Taphrina)
Difficoltà di coltivazioneMedia

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