Albero di pesco

Caratteristiche dell'albero di pesco

L'albero di pesco (Prunus persica) appartenente alla famiglia botanica delle Rosaceae è originario della Cina, da dove si è diffuso, prima in Persia e quindi in Europa. Le pianta ha un portamento eretto ed una crescita veloce. Raggiunge un'altezza media di 3-5 metri, con radici superficiali, rami divaricati e radi, di colore marrone rossastro, corteccia bruno-grigiastra e foglie strette, dentellate e lanceolate. I fiori, di colore rosa, hanno 5 petali, ed il frutto, la pesca, è una drupa tonda e carnosa, con un solco laterale. La buccia giallo-rossastra è vellutata oppure liscia (pesca noce o nettarina), la polpa, bianca o gialla, è succulenta, dolce e più o meno acidula. Nel nostro Paese si coltiva soprattutto nelle regioni Emilia-Romagna (30% della produzione), Campania (25%), Veneto e Lazio.
Un <strong>albero di pesco</strong> carico di frutti

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Coltivazione del pesco: clima, terreno ed irrigazione

Pesche mature su rami La coltivazione del pesco è favorita da un clima temperato, tuttavia la pianta ha anche bisogno di un periodo di riposo di almeno un mese, con temperatura inferiore a 7°C. In questo modo potrà avvenire la fioritura e la fruttificazione. Quest'ultima è però bloccata da eventuali gelate primaverili, che possono bruciare i fiori. Il terreno indicato per l'albero di pesco è sciolto e profondo come anche il suolo sabbioso ben fertilizzato ed irrigato. Occorre evitare substrati argillosi, troppo compatti o soggetti a ristagno d'acqua, che possono provocare marciume radicale. Non sono adatti alla coltivazione nemmeno i terreni calcarei perché il pesco è soggetto a clorosi. L'irrigazione deve essere abbondante, in particolare con clima caldo, poiché la carenza d'acqua ostacola la vegetazione e fa produrre pochi frutti piccoli.

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Concimazione ed impianto dell'albero di pesco

Fiori di albero di pesco L'impianto di un nuovo frutteto prevede di concimare il suolo con letame, anche nella buca dove sarà interrata la piantina. Non bisogna far entrare in contatto le radici con il concime organico ma ricoprirlo con della terra prima di inserire la pianta. La concimazione sarà poi ripetuta in ogni stagione autunnale. In primavera occorre somministrare ai giovani alberi del concime minerale a base di azoto. Per piante adulte è più indicato un concime ternario NPK. Generalmente la pianta è innestata sul franco però, in caso di terreni calcarei e sassosi, si preferisce l'innesto sul mandorlo selvatico. L'impianto del pesco, invece, si può effettuare con piantine a radice nuda, tra ottobre e marzo, o alberello in vaso, in autunno o primavera, fino ad aprile-maggio. Il pesco comincia a produrre frutti a partire dal terzo anno dalla messa a dimora.


Albero di pesco: Potatura dell'albero e raccolta delle pesche

Pesche appena raccolte L'albero di pesco richiede una potatura secca ed una verde. La prima si esegue in primavera o in autunno, se l'inverno non è molto freddo. Bisogna eliminare succhioni, polloni, rami danneggiati, malati e la metà dei rami misti (con gemme a legno ed a fiore). Nella potatura verde, oltre a polloni e succhioni, vanno rimossi foglie e rametti che oscurano i frutti. In base alle varietà, le pesche vanno raccolte tra la fine di maggio ed ottobre ed i primi giorni di novembre per le più tardive. Gli indici di maturazione sono il colore della buccia e la durezza della polpa. Una raccolta anticipata darà frutti con scarse caratteristiche organolettiche mentre la raccolta ritardata, con frutti troppo maturi, non permetterà una giusta conservabilità. Poiché le pesche non giungono a maturazione tutte nello stesso tempo, la raccolta sarà effettuata in 3 o 4 passate successive.


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