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Azzeruolo

L'azzeruolo è un albero originario dell'Asia Minore che produce frutti rinfrescanti; in questo articolo vedremo come coltivarlo e quali cure richiede.

di Redazione

02 gennaio 2017

Quando e quanto irrigare

L'azzeruolo è una specie molto rustica, adatta a vivere in diverse condizioni ambientali: tollera infatti sia temperature molto basse (fino a -25° C) sia molto elevate; per questo motivo, quando la pianta è matura, non è necessario creare dei piani d'irrigazione, in quanto riesce anche a supportare periodi di siccità più o meno prolungati. Al contrario, tuttavia, teme i ristagni idrici che possono causare marciume radicale, quindi è bene piantarlo in terreni ben drenati ed asciutti. È opportuno controllare la temperatura dell'acqua impiegata per l'annaffiamento, poiché differenze troppo marcate possono causare shock termici e, in casi più gravi, la morte della pianta. Durante il primo anno di vita, le annaffiature devono essere abbondanti e frequenti, in modo da garantire l'apporto idrico adeguato alla pianta nella sua fase di crescita.

Cure da fornire

La piantagione dell'azzeruolo dev'essere effettuata preferibilmente nel tardo autunno, prima dell'arrivo dei geli. Durante la messa a dimora, è bene ricordare che le radici più esterne di questo albero devono crescere quasi al livello del terreno, quindi non dev'essere impiantato troppo in profondità; per evitare contaminazioni da parte di funghi e parassiti provenienti dall'ambiente esterno, il terreno che ricopre le radici più prossime alla superficie dev'essere ben compattato. La potatura dev'essere effettuata saltuariamente sia per conferire forma alle piante, sia per eliminare i rami vecchi o danneggiati; con l'intervento di potatura si può anche assicurare una buona esposizione alla luce solare dei rami più produttivi. Nelle prossimità dell'albero è necessario eliminare le piante infestanti, e per evitare la competitività con altre specie è bene lasciare 3 metri di terreno liberi in tutte le direzioni.

Interventi di concimazione

Le piante di azzeruolo sono adatte a vivere in terreni ben drenati e compatti ma poco umidi. Durante la prima fase della vita della pianta, e nello specifico durante la messa a dimora, è bene concimare la pianta con 200 grammi di nitrato ammonico-26, dilazionati in due dosi a 10 giorni di distanza. Per le successive concimazioni è opportuno usare un fertilizzante che sia povero d'azoto, a lenta cessione, che garantisca un adeguato apporto al terreno di fosforo e potassio. È importante effettuare un unico intervento di concimazione all'anno, preferibilmente all'inizio della primavera, in modo non solo da favorire e velocizzare la crescita dei frutti, ma anche per garantire alla pianta le giuste difese contro l'inverno successivo. I prodotti da utilizzare per la concimazione sono gli stessi utilizzati per il melo, data la somiglianza tra le due piante.

Parassiti e malattie

Data la rusticità della pianta, questa non è particolarmente soggetta a malattie e parassiti. Tuttavia, una malattia temibile per l'azzeruolo è il colpo di fuoco batterico: è provocata dal batterio Erwinia amylovora, non è pericolosa per l'uomo e si manifesta con l'imbrunimento di fiori (sia singoli che in gruppo), che rimangono attaccati alla pianta. Con la diffusione del batterio, anche i rami iniziano ad appassire, fino a giungere alla morte della pianta. È una malattia la cui comparsa, per legge, dev'essere comunicata tempestivamente al Servizio Fitosanitario Provinciale. Il batterio che causa la malattia è veicolato da uccelli, aria, acqua e da interventi dell'uomo, come la potatura; attualmente non esiste alcun trattamento in grado di debellare il batterio da una pianta infetta, pertanto è di fondamentale importanza attuare piani di prevenzione. La pianta è anche soggetta ad attacchi da parte di afidi, che possono essere eliminati con l'impiego di antiparassitari.

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Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti principali per il terreno e l'irrigazione dell'azzeruolo?
    L'azzeruolo predilige terreni ben drenati, compatti e asciutti, poiché teme fortemente i ristagni idrici che possono causare marciume radicale. Una volta stabilita, la pianta è molto rustica e tollera la siccità, richiedendo irrigazioni solo durante il primo anno di vita per favorirne lo sviluppo radicale. È fondamentale evitare bruschi sbalzi termici dell'acqua di annaffiamento per prevenire shock fisiologici. La messa a dimora va fatta in autunno, assicurandosi che le radici superficiali restino quasi al livello del suolo e che il terreno circostante sia ben compattato per proteggere la pianta.
  • Come si effettua la concimazione dell'azzeruolo?
    Nel primo anno, durante la messa a dimora, si consiglia di somministrare 200 grammi di nitrato ammonico al 26%, divisi in due dosi a dieci giorni di distanza. Nelle annate successive, è sufficiente un'unica concimazione annuale all'inizio della primavera, utilizzando un fertilizzante a lenta cessione povero di azoto ma ricco di fosforo e potassio. Questo approccio, simile a quello usato per il melo, stimola la crescita dei frutti e rafforza le difese naturali della pianta per affrontare l'inverno successivo.
  • Che cos'è il colpo di fuoco batterico e come si previene?
    Il colpo di fuoco batterico è una grave patologia causata dal batterio *Erwinia amylovora*, che provoca l'imbrunimento e l'appassimento di fiori e rami, portando spesso alla morte della pianta. Non esistono trattamenti curativi efficaci per piante già infette; la malattia deve essere segnalata tempestivamente ai Servizi Fitosanitari Provinciali. La prevenzione è cruciale: il batterio si diffonde tramite vento, acqua, insetti e strumenti di potatura contaminati. È essenziale mantenere puliti gli attrezzi e monitorare costantemente la salute della chioma per intercettare eventuali focolai iniziali.
  • Quando e come potare l'azzeruolo?
    La potatura dell'azzeruolo va eseguita saltuariamente, principalmente per dare una struttura armoniosa alla chioma e per eliminare i rami vecchi, secchi o danneggiati. Un intervento mirato permette anche di migliorare l'esposizione alla luce solare dei rami più produttivi, favorendo una migliore maturazione dei frutti. Si consiglia di effettuare i tagli con strumenti disinfettati per ridurre il rischio di infezioni batteriche, specialmente in considerazione della vulnerabilità della pianta al colpo di fuoco batterico. Mantenere uno spazio di almeno 3 metri intorno all'albero aiuta a evitare competizione con altre vegetazioni.

Scheda Tecnica

FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto
OrigineAsia Minore
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, compatto, asciutto
IrrigazioneModerata dopo il primo anno; evitare ristagni
FiorituraPrimavera
ConcimazioneNitrato ammonico al 26% (primo anno); fertilizzante lento cessione ricco di P e K (successivo)
PotaturaSaltuaria, per formare la chioma e rimuovere rami secchi/danneggiati
Malattie e parassitiColpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), afidi
Difficoltà di coltivazioneFacile (specie rustica)

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