Ciliegio selvatico

Irrigazione

L'albero fruttifero proviene pressoché esclusivamente dal vecchio continente, ove si eccettuino talune aree asiatiche, ed è annoverata nel vasto e importante raggruppamento familiare delle Rosaceae. Mediamente presente nelle boscaglie e nelle macchie del nostro Paese, specie ad altezze non esagerate, viene coltivato sin dai tempi antichi per la magnifica infiorescenza candida, eccellente decorazione di spazi verdeggianti e parchi, ed ovviamente per i suoi prelibati frutti, impiegati con profusione nell'industria alimentare e non soltanto. Se oggetto di cure, dovrà essere annaffiato generosamente nelle stagioni primaverile ed estiva, con sensibile riduzione delle bagnature a partire dal mese di settembre sino alla primavera successiva. È consigliabile non irrorare il Ciliegio selvatico se non qualora la terra si mostri prosciugata o secca.
Ciliegio selvatico

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Prendersene cura

Albero ciliegie Come sistemazione prediletta, il Ciliegio selvatico apprezza un terreno soffice e morbido, non particolarmente dotato di sostanze organiche, a cui dovranno unirsi componenti sabbiose e torbacee che consentano l'indispensabile drenaggio del terreno. Non è a suo agio, invece, in suoli molto compatti e consistenti che non lascino penetrare l'acqua, determinando stagnazioni e pozze lesive o addirittura esiziali per la pianta. L'albero può essere sottoposto a periodiche operazioni di potatura per modellarne le forme ed il portamento, con l'accortezza nondimeno di effettuare interventi sempre leggeri e mai invasivi. Si potranno compiere, ad esempio, lievi scorci delle ramificazioni sporgenti o, in genere, varie rimozioni dei rami invecchiati e laceri e del fogliame e delle infiorescenze appassiti.

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Fertilizzazione del Ciliegio selvatico

Il Ciliegio selvatico con i frutti Pur non denotando eccessive esigenze in materia, la pianta decorativa va comunque fertilizzata per l'assunzione dei giusti nutrienti. All'uopo potranno utilizzarsi fertilizzanti di natura solida, a rilascio graduale e progressivo nel tempo, da somministrarsi soltanto nel periodo primaverile e autunnale. Il fertilizzante prescelto dovrà contenere significativa presenza di componenti potassiche, fosforate e soprattutto azotate, indispensabili quest'ultime per lo sviluppo e la soddisfacente fruttificazione. Rilevante per la tipologia di albero, inoltre, sarà la presenza dei dovuti microelementi, seppure in percentuali minime, con particolare riferimento agli elementi del calcio e del magnesio. Di vasto impiego per la pianta in esame risultano i fertilizzanti a base organica, preferiti per l'intrinseca capacità di irrobustire il sistema radicale.


Esposizione e patologie

Piante frutto Il cangiante albero fruttifero adora un habitat molto illuminato e assolato e tollera senza difficoltà l'esposizione diretta alle radiazioni solari. Predilige d'elezione condizioni climatiche miti e temperate, anche se non esageratamente calde ed afose, tuttavia non patisce le temperature rigide fino almeno a -20°C. La pregiata pianta, infine, può non di rado essere insidiata da numerosi insetti e parassiti, come gli afidi e la cocciniglia. Occorrerà nel caso rimuoverli con tempestività, adottando un idoneo specifico insetticida. Sono registrabili, inoltre, insidie di muffe e putredini provocati da patologie fungine, la più nota delle quali è la moniliosi. Oltre all'utilizzo di anticrittogamico, la malattia sarà efficacemente combattuta anche attraverso la riduzione dell'umidità ambientale e del suolo.



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