Rami di albicocco

alberi da frutto

Prunus Armeniaca

Le albicocche sono frutti molto apprezzati nella nostra cucina ma cresciute con le nostre cure lo saranno ancora di più. In questo articolo vi daremo utili informazioni per far crescere sano e produttivo il Prunus Armeniaca, ovvero l'albero di albicocco, svelandovi qualche importante accorgimento.

di Redazione

27 gennaio 2015

Prunus armeniaca: caratteristiche

L'albicocco appartiene alla famiglia delle Rosaceae, genere Prunus: lo stesso genere di altri alberi da frutto come ad esempio il mandorlo (Prunus Espinosa), il pesco (Prunus Persica) o il ciliegio (Punus Avium). Si riconosce per le sue foglie verdi e a forma di cuore con margini seghettati. I fiori invece sono bianchi tendenti al rosa. Il succoso frutto, l’albicocca, è una drupa di forma ovale, dal sapore leggermente acido ma ricca di zuccheri, e contiene al suo interno un grosso seme osseo. La polpa del frutto è molto carnosa e di colore arancione vivo, mentre il colore della buccia può andare dal giallo canarino al rosso carminio e dipende dalle sue numerosissime varietà e dalle latitudini. A seconda di queste due variabili, possiamo raccogliere le albicocche solitamente dalla prima settimana di maggio fino alla seconda di luglio.

Prunus armeniaca: varietà e concimazione

Questa pianta ha talmente tante varietà che la si può coltivare dalla Val Venosta a oltre 2000 metri di quota fino alle coste mediterranee della Sicilia. Non illudetevi però sulla sua adattabilità: le varietà che resistono al freddo (alcune fino addirittura a -35 gradi) non tollerano il caldo mediterraneo, così come gli albicocchi della Sicilia difficilmente tollerano temperature sotto lo zero. Occorre dunque che scegliamo per il nostro giardino una cultivar locale che sia adatta al nostro microclima. Sulla concimazione occorre intervenire tra maggio e settembre ogni anno apportando stallatico. L'albicocco richiede abbondante azoto (circa 10g per kg di albicocche prodotte). Non si devono tuttavia somministrare dosi eccessive in quanto la pianta produrrebbe troppo legno debole: per questo motivo è più consigliabile dividere la quantità in razioni da distribuire in 4/5 somministrazioni. Allo stesso modo il potassio (17g/kg di frutti prodotti) e il fosforo (4g/kg di frutti). Oltre a servire per irrobustire la pianta, il potassio ci renderà più zuccherini i frutti riducendone l'acidità.

Prunus armeniaca: potatura

Una volta che l'albero è ben radicato, non servirà doverlo innaffiare, a meno che si presentino periodi di straordinaria siccità. E' importante che innaffiamo regolarmente ed in modo abbondante durante il primo anno di vita. Quando la pianta si sarà formata e non necessiterà dunque della potatura di formazione, potremo occuparci della potatura di produzione, generalmente dal terzo anno. L'albicocco va potato in primavera (si definisce infatti "potatura verde"), eccetto per leggere potature di ritorno, che peraltro non tutte le varietà richiedono. Se accorciamo i rami misti troppo lunghi e vigorosi, andremo a stimolare la comparsa di gemme apicali. I rami che spuntano alla base della pianta, potremo rimuoverli tranquillamente anche in estate, non appena li notiamo. La potatura del prunus armeniaca inciderà sulla quantità e quasi per nulla sulla qualità dei frutti. Altra cosa da tenere assolutamente in considerazione è che si tratta di una pianta molto delicata che cicatrizza lentamente e con molta difficoltà. Per questo occorre disinfettare gli strumenti, non potare in modo drastico e coprire le ferite per evitare malattie fungine e batteriche.

Prunus armeniaca: parassiti e malattie

A proposito di malattie, diciamo che il prunus armeniaca ha davvero diversi nemici. La malattia più pericolosa per questa pianta è la Sharka, detta anche la Vaiolatura delle Drupacee. Questo virus viene spesso trasmesso dagli afidi. Sui frutti i sintomi sono ben evidenti: maturazione irregolare, caduta precoce, frutti deformati, la polpa diventa spugnosa e marcisce. Gli afidi non sono però l'unico parassita animale nemico del nostro albicocco: troviamo anche le cocciniglie, che possono indebolire pesantemente l'albero. Segnaliamo anche la tignola, che provoca un rapido disseccamento dei germogli e la monilla, parassita fungino che causa la marcescenza dei frutti. La riproduzione avviene o tramite seme o con innesto. La seconda è la via più usata e consigliata poiché col seme non si ha la sicurezza che la pianta possa crescere con la stessa forza e che i frutti abbiano lo stesso sapore di quello da cui abbiamo ricavato il seme. Solitamente viene innestato su mirabolano (Prunus cerasifera), specie ha dimostrato di conferire all'albicocco maggiore forza, sviluppo più rapido e spesso frutti precoci.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per raccogliere le albicocche?
    La raccolta delle albicocche avviene generalmente dalla prima settimana di maggio fino alla seconda decade di luglio. Le date esatte variano significativamente in base alla varietà scelta e alla latitudine di coltivazione. È fondamentale monitorare la maturazione dei frutti, poiché la polpa deve essere soda ma dolce, evitando di lasciare i frutti sull'albero troppo a lungo per prevenire il deterioramento.
  • Come si effettua correttamente la potatura dell'albicocco?
    L'albicocco richiede una potatura leggera, definita 'verde', da eseguire principalmente in primavera. Evita tagli drastici perché la pianta cicatrizza lentamente ed è suscettibile a infezioni fungine. Rimuovi i succhioni alla base e accorcia i rami misti troppo vigorosi per stimolare le gemme apicali. Disinfetta sempre gli attrezzi e proteggi le ferite grandi per prevenire malattie batteriche e fungine.
  • Quanto e quando bisogna concimare l'albicocco?
    Concima annualmente tra maggio e settembre utilizzando stallatico maturo. La pianta necessita di azoto (circa 10g per kg di frutto), potassio (17g/kg) e fosforo (4g/kg). È cruciale suddividere queste dosi in 4-5 somministrazioni separate per evitare una crescita eccessiva di legno debole. Un corretto apporto di potassio migliora inoltre la zuccherinità del frutto.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie da temere?
    Il nemico numero uno è il virus Sharka (Vaiolatura), trasmesso dagli afidi, che causa deformazioni e marcescenza dei frutti. Altri parassiti comuni includono cocciniglie, tignola (che dissecca i germogli) e il fungo Monilia, responsabile del marciume dei frutti. La prevenzione passa attraverso il controllo degli afidi, la pulizia dei residui vegetali e interventi tempestivi specifici autorizzati.
  • È meglio piantare un albicocco da seme o da innesto?
    Si consiglia vivamente la propagazione per innesto, solitamente su portainnesto Mirabolano (Prunus cerasifera). Coltivare da seme non garantisce la fedeltà varietale né la stessa vigoria della pianta madre. L'innesto sul Mirabolano conferisce alla pianta maggiore robustezza, uno sviluppo più rapido e spesso una precocità nella fruttificazione rispetto alla moltiplicazione diretta da seme.
  • L'albicocco tollera il freddo intenso?
    L'adattabilità termica dipende strettamente dalla cultivar. Esistono varietà selezionate per resistere a gelate intense fino a -35°C, ideali per le zone montane o del Nord Italia. Tuttavia, molte varietà mediterranee non tollerano temperature sotto lo zero. Scegli sempre una cultivar adatta al tuo specifico microclima locale per garantire la sopravvivenza della pianta e la qualità del raccolto.

Scheda Tecnica

Prunus armeniaca

Nome scientificoPrunus armeniaca
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia centrale (Armenia/Cina)
EsposizioneSoleggiata, riparata dai venti freddi
TerrenoFresco, drenante, profondo, fertile
IrrigazioneRegolare il primo anno, poi solo in caso di siccità prolungata
FiorituraPrimavera (febbraio-aprile a seconda della zona)
AltezzaVariabile, spesso contenuta per la raccolta (3-6 m)
ConcimazioneStallatico maturo, azoto, potassio e fosforo divisi in più somministrazioni
PotaturaLeggera, in primavera (
MoltiplicazioneInnesto (su mirabolano) preferibile alla semina
Malattie e parassitiSharka (virus), afidi, cocciniglie, tignola, Monilia (marciume dei frutti)
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (poca adattabilità climatica, cicatrizzazione lenta)

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