Olivo carolea

Caratteristiche

La Carolea è una pianta che, tra le sue caratteristiche principali, annovera senz'altro quella di essere particolarmente adatta alla raccolta meccanica; per quanto riguarda le rese, questa pianta si aggira intorno al 20/25%: proprio per tale ragione, la Carolea spinge la regione Calabria al secondo posto, immediatamente dopo la Puglia, tra le regioni italiane con il più alto tasso di produzione media di olio d'oliva.

In base a quanto è stato sancito anche da vari dati Istat che sono stati raccolti nel corso degli ultimi anni, l'Italia è nei primissimi posti in Europa e a livello internazionale per quanto riguarda la produzione media annua di olio d'olivo e buona parte di queste produzione arrivano direttamente dalla regione Calabria.

La produzione dell'olivo Carolea viene impiegata sopratutto per la realizzazione di olive da tavola, che possono assumere una colorazione verde o nera, ma spesso viene impiegata anche per l'estrazione dell'olio.

Proprio per quanto concerne la produzione dell'olivo, è fondamentale prestare la massima attenzione all'infestazione degli oliveti sfruttando delle trappole per il controllo periodico, andando a programmare i vari trattamenti contro i parassiti in base alle condizioni climatiche (in primis temperatura e livello di umidità), nonché lo stato in cui versano le olive (quindi, si dovranno tenere in considerazione percentuale di infestazione attiva e di olive colpite).

Carolea

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In Italia

L'olivo Carolea L'olivo Carolea è una varietà che viene coltivata all'interno della regione della Calabria e, più in generale, in tutta la parte meridionale della penisola italiana.

Si tratta di una varietà che viene anche conosciuta con il nome di Nicastrese, Olivona, Calabrese, Cumugnana e Catanzarese, giusto per citarne alcuni.

Ad ogni modo, l'olivo Carolea rappresenta una delle tre cultivar (le altre due sono Frantoio e Coratina), che vengono utilizzate per la produzione di diversi oli da tavola.

Ad ogni modo, tra le principali caratteristiche di questa varietà troviamo indubbiamente il fatto di essere in grado di offrire un ottimo livello di resistenza nei confronti delle basse temperature e, proprio per tale ragione, le sue coltivazioni si spingono fino agli 800 metri sul livello del mare.

Le piante di olivo che vengono impiegate per favorire l'impollinazione della Carolea sono essenzialmente le seguenti: Nocellara messinese, Picdicuddara, Itrana, Cassanese, Picholine e Tignola

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Coltivazione

La pianta di Carolea si caratterizza per avere un adattamento molto facile ai terreni in cui viene coltivata: ecco spiegato il motivo per cui le coltivazioni arrivano fino agli 800 metri di altitudine.

La rizogenesi di questa pianta è particolarmente alta, mentre si caratterizza per cominciare la produzione in modo estremamente precoce.

Si tratta di una varietà autoincompatibile, dal momento che ha bisogno di ricevere delle impollinazioni da particolari varietà, come ad esempio la “Nocellara messinese”, la “Cassanese”, la “Pidicuddara”, la “Picholine” e la “Itrana”.

L'olivo Carolea rappresenta una varietà che arriva ad una fioritura precoce e, al tempo stesso, presenta un polline che può contare su un alto livello di germinabilità.

Dal punto di vista della produttività, si tratta di una varietà che riesce a mantenere alti standard e sopratutto una costanza non indifferente.

La maturazione dei frutti avviene a scalare, mentre la presenza di olio al loro interno è media: infatti, il rapporto tra la polpa e il nocciolo è pari a 4,5, mentre il distacco dalla polpa riserva sempre qualche problema. Si tratta di una pianta che presenta una buona tolleranza nei confronti delle basse temperature e da questa particolare varietà sono già stati individuati diversi cloni.

Per quanto riguarda l'irrigazione dell'olivo Carolea, dobbiamo mettere in evidenza come sia necessario soprattutto cercare di evitare gli eccessi, in particolar modo nel corso del periodo che precede la raccolta.

Durante la fase di inolizione e di pre-raccolta, è importante controllare con razionalità le irrigazione.

Per quanto riguarda la fase di estrazione dell'olio, è fondamentale cercare di intervenire con il minor quantitativo possibile di acqua, che non deve superare di solito il 25% del peso della pasta di olive e deve avere la medesima temperatura della pianta e, in ogni caso, non deve andare oltre i 30 gradi centigradi.


Olivo carolea: Malattie e parassiti

Tra i principali pericoli per questa particolare pianta, allo stesso modo di tante altre varietà del medesimo genere, troviamo sicuramente la mosca olearia, che viene più comunemente chiamata mosca dell'olivo.

Questo particolare insetto ha la particolarità di deporre le uova all'interno del frutto dell'olivo carolea (infatti, l'ovideposizione si verifica mediante una puntura in prossimità della buccia dell'oliva).

Un altro pericolo piuttosto importante per la pianta di olivo carolea è rappresentato dall'occhio del pavone: si tratta, in poche parole, di un fungo filopatogeno che è in grado di apportare numerosi danni alle varie foglie della pianta di olivo.

Tra gli altri pericoli per questa particolare varietà di olivo, troviamo certamente anche il mal di piombo, a cui l'olivo Carolea risulta essere notevolmente sensibile.


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