Carolea

ulivo

Olivo carolea

L'olivo Carolea è una varietà che viene coltivata all'interno della regione della Calabria e, più in generale, in tutta la parte meridionale della penisola italiana.

di Redazione

30 luglio 2013

Caratteristiche

La Carolea è una pianta che, tra le sue caratteristiche principali, annovera senz'altro quella di essere particolarmente adatta alla raccolta meccanica; per quanto riguarda le rese, questa pianta si aggira intorno al 20/25%: proprio per tale ragione, la Carolea spinge la regione Calabria al secondo posto, immediatamente dopo la Puglia, tra le regioni italiane con il più alto tasso di produzione media di olio d'oliva. In base a quanto è stato sancito anche da vari dati Istat che sono stati raccolti nel corso degli ultimi anni, l'Italia è nei primissimi posti in Europa e a livello internazionale per quanto riguarda la produzione media annua di olio d'olivo e buona parte di queste produzione arrivano direttamente dalla regione Calabria. La produzione dell'olivo Carolea viene impiegata sopratutto per la realizzazione di olive da tavola, che possono assumere una colorazione verde o nera, ma spesso viene impiegata anche per l'estrazione dell'olio. Proprio per quanto concerne la produzione dell'olivo, è fondamentale prestare la massima attenzione all'infestazione degli oliveti sfruttando delle trappole per il controllo periodico, andando a programmare i vari trattamenti contro i parassiti in base alle condizioni climatiche (in primis temperatura e livello di umidità), nonché lo stato in cui versano le olive (quindi, si dovranno tenere in considerazione percentuale di infestazione attiva e di olive colpite).

In Italia

L'olivo Carolea è una varietà che viene coltivata all'interno della regione della Calabria e, più in generale, in tutta la parte meridionale della penisola italiana. Si tratta di una varietà che viene anche conosciuta con il nome di Nicastrese, Olivona, Calabrese, Cumugnana e Catanzarese, giusto per citarne alcuni. Ad ogni modo, l'olivo Carolea rappresenta una delle tre cultivar (le altre due sono Frantoio e Coratina), che vengono utilizzate per la produzione di diversi oli da tavola. Ad ogni modo, tra le principali caratteristiche di questa varietà troviamo indubbiamente il fatto di essere in grado di offrire un ottimo livello di resistenza nei confronti delle basse temperature e, proprio per tale ragione, le sue coltivazioni si spingono fino agli 800 metri sul livello del mare. Le piante di olivo che vengono impiegate per favorire l'impollinazione della Carolea sono essenzialmente le seguenti: Nocellara messinese, Picdicuddara, Itrana, Cassanese, Picholine e Tignola

Coltivazione

La pianta di Carolea si caratterizza per avere un adattamento molto facile ai terreni in cui viene coltivata: ecco spiegato il motivo per cui le coltivazioni arrivano fino agli 800 metri di altitudine. La rizogenesi di questa pianta è particolarmente alta, mentre si caratterizza per cominciare la produzione in modo estremamente precoce. Si tratta di una varietà autoincompatibile, dal momento che ha bisogno di ricevere delle impollinazioni da particolari varietà, come ad esempio la “Nocellara messinese”, la “Cassanese”, la “Pidicuddara”, la “Picholine” e la “Itrana”. L'olivo Carolea rappresenta una varietà che arriva ad una fioritura precoce e, al tempo stesso, presenta un polline che può contare su un alto livello di germinabilità. Dal punto di vista della produttività, si tratta di una varietà che riesce a mantenere alti standard e sopratutto una costanza non indifferente. La maturazione dei frutti avviene a scalare, mentre la presenza di olio al loro interno è media: infatti, il rapporto tra la polpa e il nocciolo è pari a 4,5, mentre il distacco dalla polpa riserva sempre qualche problema. Si tratta di una pianta che presenta una buona tolleranza nei confronti delle basse temperature e da questa particolare varietà sono già stati individuati diversi cloni. Per quanto riguarda l'irrigazione dell'olivo Carolea, dobbiamo mettere in evidenza come sia necessario soprattutto cercare di evitare gli eccessi, in particolar modo nel corso del periodo che precede la raccolta. Durante la fase di inolizione e di pre-raccolta, è importante controllare con razionalità le irrigazione. Per quanto riguarda la fase di estrazione dell'olio, è fondamentale cercare di intervenire con il minor quantitativo possibile di acqua, che non deve superare di solito il 25% del peso della pasta di olive e deve avere la medesima temperatura della pianta e, in ogni caso, non deve andare oltre i 30 gradi centigradi.

Malattie e parassiti

Tra i principali pericoli per questa particolare pianta, allo stesso modo di tante altre varietà del medesimo genere, troviamo sicuramente la mosca olearia, che viene più comunemente chiamata mosca dell'olivo. Questo particolare insetto ha la particolarità di deporre le uova all'interno del frutto dell'olivo carolea (infatti, l'ovideposizione si verifica mediante una puntura in prossimità della buccia dell'oliva). Un altro pericolo piuttosto importante per la pianta di olivo carolea è rappresentato dall'occhio del pavone: si tratta, in poche parole, di un fungo filopatogeno che è in grado di apportare numerosi danni alle varie foglie della pianta di olivo. Tra gli altri pericoli per questa particolare varietà di olivo, troviamo certamente anche il mal di piombo, a cui l'olivo Carolea risulta essere notevolmente sensibile.

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Domande frequenti

  • Quali varietà di olivo sono necessarie per impollinare la Carolea?
    La Carolea è autoincompatibile, quindi richiede impollinatori incrociati per produrre frutti. Le varietà compatibili includono Nocellara Messinese, Cassanese, Piccu Cuddara, Picholine e Itrana. È fondamentale piantare almeno una di queste varietà nelle vicinanze per garantire un'impollinazione efficace e ottenere buone rese di olive.
  • La Carolea è adatta alla raccolta meccanica?
    Sì, la Carolea è considerata particolarmente adatta alla raccolta meccanica, il che contribuisce alla sua popolarità nella produzione industriale di olio. Tuttavia, il distacco della frutta dalla polpa può presentare alcune difficoltà durante la fase di raccolta. Nonostante ciò, la sua struttura vegetativa facilita l'utilizzo di macchine scuotitrici, rendendo il processo più efficiente rispetto ad altre varietà meno adattabili.
  • Quali malattie colpiscono maggiormente l'olivo Carolea?
    Le principali minacce per la Carolea sono la mosca dell'olivo, che depone le uova nella buccia del frutto, e l'occhio di pavone, un fungo che danneggia le foglie. Inoltre, questa varietà mostra una sensibilità particolare al 'mal di piombo', una malattia batterica grave. È essenziale monitorare costantemente gli oliveti e intervenire tempestivamente con trattamenti specifici basati sulle condizioni climatiche e sullo stato di infestazione.
  • Dove viene coltivata principalmente la Carolea?
    L'olivo Carolea è originario della Calabria ed è coltivato prevalentemente in questa regione e nel Sud Italia. Rappresenta una delle tre cultivar principali insieme a Frantoio e Coratina. Grazie alla sua buona resistenza alle basse temperature, le coltivazioni possono estendersi fino a 800 metri sul livello del mare, contribuendo significativamente alla produzione italiana di olio d'oliva.
  • Come gestire l'irrigazione della Carolea?
    L'irrigazione deve essere gestita con cautela, evitando assolutamente gli eccessi, specialmente nel periodo precedente la raccolta. Durante la fase di invaiatura e pre-raccolta, è importante controllare razionalmente le quantità d'acqua fornite. Un'eccessiva disponibilità idrica in questi momenti critici potrebbe compromettere la qualità delle olive e facilitare l'insorgenza di problemi fitosanitari o alterare il contenuto oleoso del frutto.

Scheda Tecnica

FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto
OrigineCalabria (Italia)
EsposizioneSoleggiata
TerrenoAdattabile, ben drenato
IrrigazioneModerata, evitare eccessi prima della raccolta
FiorituraPrecoce
AltezzaMedio-alta (fino a 800 m s.l.m.)
ConcimazioneStandard per olivicoltura
PotaturaDa ottimizzare per raccolta meccanica
MoltiplicazioneInnesto, talea (cloni selezionati)
Malattie e parassitiMosca dell'olivo, Occhio di pavone, Mal di piombo (sensibilità elevata)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede impollinatori e gestione fitosanitaria)