Abete argentato

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Abete argentato

L'abete argentato è un albero sempreverde originario dei boschi dell'America del nord, coltivato a scopi ornamentali anche in Italia.

di Redazione

30 gennaio 2017

Quanto e come irrigare

L'abete argentato è in grado di adattarsi a quasi tutte le tipologie di clima ed è in grado di resistere molto bene anche alle temperature più rigide. Al contrario, situazioni di eccessiva siccità, specie se la condizione si protrae a lungo, possono creare delle problematiche e delle sofferenze alla pianta. Per tale motivo si raccomanda di controllare lo stato del terreno nei periodi più caldi, specie se non è prevista pioggia, e procedere con le innaffiature. Di regola l'acqua va fornita solo nel momento in cui il terreno è completamente asciutto, evitando in tal modo di lasciare il suolo eccessivamente bagnato per troppo tempo. L'acqua può essere somministrata mediante il classico metodo di irrigazione a conca, bagnando il terreno attorno al tronco e avendo cura di non esagerare con le quantità.

La coltivazione dell'abete argentato

L'abete argentato non presenta grandi esigenze per quanto riguarda la coltivazione. L'unica accortezza che bisogna avere è quella di creare le condizioni adatte per quanto riguarda il terreno di coltura. La pianta predilige i suoli freschi e soffici che permettono alle radici di andare in profondità. Al tempo stesso il terreno deve essere privo di ristagni idrici e leggermente acido. L'unico problema potrebbe essere causato da un'eccessiva presenza di calcare nel suolo. Per quanto riguarda l'esposizione, si raccomanda una posizione in piena luce. La pianta si adatta molto bene in zone con estati fresche e relativamente piovose ed è in grado di resistere molto bene a temperature che arrivano fino ai -10°C. La pianta può essere propagata attraverso i semi da porre a dimora a primavera in un letto di terriccio e sabbia, oppure mediante talea semi-legnosa. Questo secondo metodo, tuttavia è poco raccomandato in quanto è abbastanza difficile ottenere dei risultati. L'abete argentato può essere coltivato in piena terra oppure in vaso.

La concimazione

L'abete argentato non richiede particolari interventi per quanto concerne le concimazioni, dato che si tratta di una pianta particolarmente resistente e in grado di svilupparsi in piena autonomia. Tuttavia, specie per gli esemplari più giovani e ancora poco sviluppati, è possibile utilizzare un concime specifico per tutte le conifere contenente fosforo, potassio, azoto e arricchito con magnesio, in modo tale da favorire l'irrobustimento della struttura delle piante e lo sviluppo delle radici ed evitare che le foglie ingialliscano. Se si preferisce ricorrere a concimi di origine naturale è possibile utilizzare del letame maturo o altro concime organico. Si raccomanda di effettuare gli interventi di concimazione in due tempi. Una prima operazione va effettuata a novembre e la seconda dopo circa tre mesi, attorno alla fine febbraio.

Malattie e parassiti

Un problema fastidioso che può affliggere l'abete argentato è dato dalla presenza di germi e insetti. Per difendere la pianta da queste problematiche, si consiglia di intervenire in misura preventiva effettuando delle irrorazioni attorno all'albero durante la stagione primaverile. Gli interventi consigliati sono quattro: i primi due, a distanza di quindici giorni, prevedono la somministrazione di rame, gli altri due interventi prevedono l'utilizzo di acqua e zolfo. Gli insetti più pericolosi che possono attaccare l'abete argentato sono gli xilofagi, i quali sono in grado di penetrare sotto la corteccia scavando delle gallerie profonde e compromettendo la sopravvivenza stessa della pianta. Un altro problema può essere causato dalla presenza dei funghi, tra i quali il più pericoloso è il fomeus annosus, in grado di arrivare anche a grandi dimensioni e nelle situazioni più estreme può provocare il crollo di piante che esteriormente appaiono in buona salute.

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Domande frequenti

  • Come devo irrigare correttamente l'abete argentato?
    L'irrigazione deve avvenire solo quando il terreno risulta completamente asciutto, evitando assolutamente di mantenerlo costantemente umido o di creare ristagni idrici che potrebbero danneggiare l'apparato radicale. Si consiglia di utilizzare il metodo tradizionale a conca, bagnando accuratamente il suolo circostante il tronco senza eccedere nelle quantità d'acqua. È fondamentale monitorare le condizioni meteo, intensificando le annaffiature solo durante i periodi di siccità prolungata e calore intenso, poiché la pianta soffre maggiormente la mancanza d'acqua rispetto all'eccesso.
  • Quali sono le caratteristiche ideali del terreno per questa pianta?
    L'abete argentato predilige terreni freschi, morbidi e ben drenati, che permettano alle radici di svilupparsi in profondità. Il pH ideale è leggermente acido. Un aspetto critico da considerare è la sensibilità al calcare: un'eccessiva presenza di carbonati nel suolo può causare problemi fisiologici alla pianta. Inoltre, è essenziale garantire un ottimo drenaggio per prevenire i ristagni idrici, che rappresentano uno dei principali fattori di stress e rischio di marciume radicale.
  • Quando e come concimare l'abete argentato?
    La concimazione va eseguita in due momenti specifici: una volta a novembre e una seconda volta verso la fine di febbraio. Per gli esemplari giovani o meno vigorosi, si raccomanda l'uso di un concime specifico per conifere ricco di azoto, fosforo, potassio e magnesio, utile per irrobustire la struttura e prevenire l'ingiallimento delle foglie. In alternativa, è possibile optare per soluzioni naturali come letame maturo o altri fertilizzanti organici, garantendo così un apporto equilibrato di nutrienti.
  • Come posso prevenire malattie e parassiti nell'abete argentato?
    La strategia migliore è preventiva: durante la primavera, si dovrebbero effettuare quattro irrorazioni totali. I primi due trattamenti, distanziati di quindici giorni, richiedono l'uso di prodotti a base di rame, mentre gli altri due prevedono l'impiego di zolfo diluito in acqua. Questa procedura aiuta a difendersi efficacemente dagli attacchi di insetti xilofagi, che scavano gallerie sotto la corteccia, e da funghi patogeni come il Fomes annosus, capace di indebolire strutturalmente l'albero fino al crollo.
  • È facile moltiplicare l'abete argentato per talea?
    No, la moltiplicazione per talea semi-legnosa non è raccomandata perché risulta piuttosto difficile da portare a termine con successo. Il metodo più affidabile e consigliato è la semina. I semi vanno interrati in primavera utilizzando un substrato composto da terriccio misto a sabbia, che garantisce il giusto drenaggio e favorisce la germinazione. Questa tecnica offre maggiori garanzie di riuscita rispetto alla propagazione vegetativa, consentendo di ottenere nuove piantine sane e robuste.

Scheda Tecnica

FamigliaPinaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineNord America
EsposizionePiena luce
TerrenoFresco, soffice, leggermente acido, privo di ristagni, sensibile al calcare
IrrigazioneSolo quando il terreno è asciutto, evitare ristagni
ConcimazioneConcime per conifere (NPK+Mg) o letame maturo, a novembre e fine febbraio
MoltiplicazioneSemi in primavera o talee semi-legnose (difficili)
Malattie e parassitiXilofagi, funghi (Fomes annosus), prevenzione con rame e zolfo in primavera
Difficoltà di coltivazioneBassa, pianta resistente e adattabile

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