Olmo foglie

Alberi

Olmo albero

Il primo esemplare risale addiritura a quaranta milioni di anni fa, in Asia. Ma quanti di noi saprebbero riconoscere l'olmo albero?

di Redazione

22 dicembre 2016

Le caratteristiche

Il diffusissimo olmo campestre è presente in tutte le regioni italiane da 0 a 1000 m sul livello del mare: lo si trova nei boschi di roverella (la specie di quercia più diffusa in Italia) e nell'intero orizzonte a latifoglie eliofile (ovvero le foglie che prediligono la luce solare). Nel nord - dove si trovano i suoli compatto-argillosi - l'olmo albero è una specie pioniera: vegeta in compagnia di querce e carpini. L'olmo appartiene ad una specie arborea molto resistente e frugale, capace di sostenere siccità, freddo intenso, inquinamento atmosferico. Infatti l'olmo pur preferendo i suoli calcarei, argillosi e profondi, è anche in grado di vivere su suoli più poveri. Tuttavia quando la pianta si troverà nelle situazioni limite tenderà a assumere forma arbustiva. Proprio per la sua presenza di fogliame non troppo fitto, la pianta si sviluppa meglio nei luoghi in cui vi si trova una buona luminosità, ma all'occorrenza, anche un buon riparo dal sole. Prima della piantagione dell'olmo albero bisogna fare attenzione a mantenere ben drenato il terreno, ma senza bagnarlo in modo eccessivo. Infatti l'olmo albero è una pianta molto resistente, non ha bisogno di molta irrigazione.

La cura dell'olmo

La pianta dell'olmo può moltiplicarsi per seme (la germinabilità è attorno al 60-90%) o tramite i polloni, radicali o margotta. Invece le specie ornamentali di olmi vengono propagate tramite innesto o talea, tenendo ben presenti alcune precauzioni. Innanzitutto è necessario che la semina avvenga lo stesso giorno della dispersione del seme, dopo esser stato immerso per qualche ora nell'acqua. C'è anche la possibilità conservare i semi tramite essiccazione fino al 10%. L’umidità superficiale del terreno va preservata anche nei giorni susseguenti alla semina. Dopo qualche giorno sarà già possibile osservare la germinazione. Per quanto riguarda la coltivazione tramite talee, esse devono essere prelevate durante il riposo vegetativo, da polloni o rami di un anno. Devono necessariamente essere messe a dimora a non meno di 4-5 m di distanza tra gli esemplari coltivati in gruppo, nel caso di filari, la distanza è di 8-10 m.

La concimazione dell'olmo

L'olmo albero predilige un terreno fertile, ricco di sostanze organiche e, soprattutto ben drenato. Quest'ultimo aspetto è molto importante per evitare marciumi radicali ma soprattutto gravi malattie fungine, una vera e propria peste nera per quest'albero. Gli olmi devono essere piantati all'inizio dell'autunno o a fine inverno, in posizione soleggiata. L'adattabilità massima di queste piante gli consente di potersi radicare in qualsiasi tipo di terreno, senza aver necessità di particolari attenzioni colturali per il suo sviluppo. Gli olmi si utilizzano sia come esemplari singoli che come elementi per comporre filari, storicamente venivano associati alla vite, sono pervenute testimonianze perfino da Catullo e Plinio. È indicato collocare gli olmi in zone in cui possano ricevere alcune ore di irraggiamento solare diretto. Non sono piante che hanno bisogno di particolari cure contro il freddo, per cui possono essere posti in piena terra, nonostante le eventuali temperature rigide. Ma è meglio procedere con le pratiche per la moltiplicazione durante la stagione primaverile oppure in quella autunnale.

Le malattie e i rimedi

Negli ultimi anni la presenza di olmi è stata drasticamente ridotta, soprattutto nel nostro Paese. La causa va ricercata nella grafiosi: una malattia fungina che invade i tessuti del fusto compromettendo il trasporto della linfa dalle radici verso tutte le porzioni degli olmi. Nel giro di pochi anni la grafiosi porta alla morte gli alberi. Quali sono i sintomi della grafiosi? Diminuzione della dimensione delle foglie, ingiallimenti di una parte o di tutta la chioma. Successivamente si avrà il disseccamento delle foglie, che non cadono a terra, ma rimangono sull'albero. I sintomi compaiono spesso da fine maggio a tutto giugno. Questa insidiosa malattia sta riducendo drasticamente il nostro patrimonio arboreo, tanto che le perdite in Italia si aggirano all'incirca al 100% degli esemplari di olmi alberi adulti. Infatti le piante di olmo giovani - fino a 2-3 m di altezza e 3-4 anni di età - sono indenni dalla malattia. La grafiosi ha condannato così l'olmo albero a dimensioni ridotte. Purtroppo questa è una malattia ad alto rischio di contagio per la quale non esiste alcuna cura. L'unica cosa che si deve fare è tagliare immediatamente gli alberi secchi e bruciarli.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della grafiosi sull'olmo?
    La grafiosi si manifesta con una riduzione dimensionale delle foglie e ingiallimenti parziali o totali della chioma. Successivamente, le foglie disseccano ma non cadono, rimanendo attaccate ai rami. Questi sintomi compaiono solitamente tra fine maggio e giugno. Poiché la malattia blocca il trasporto della linfa, porta rapidamente alla morte dell'albero adulto. Non esistono cure efficaci, quindi l'unico intervento consiste nell'abbattere e bruciare immediatamente gli esemplari infetti per contenere il contagio.
  • Come si moltiplica correttamente l'olmo?
    L'olmo si può moltiplicare per seme, polloni radicali, margotta o talea. La semina richiede di interrare i semi lo stesso giorno della raccolta, dopo averli immersi in acqua per alcune ore, mantenendo il terreno umido. La germinazione avviene in pochi giorni. Per le varietà ornamentali, si preferisce l'innesto o la talea prelevata durante il riposo vegetativo da rami di un anno. La conservazione dei semi essiccati garantisce solo il 10% di vitalità.
  • Quanto spazio serve per piantare un olmo?
    La distanza dipende dall'uso. Se si creano gruppi o siepi, gli esemplari devono essere distanziati almeno 4-5 metri l'uno dall'altro. Nel caso di filari stradali o alberature, la distanza raccomandata aumenta a 8-10 metri. Questo spazio permette allo sviluppo della chioma non troppo fitta di beneficiare della necessaria luminosità e facilita la circolazione dell'aria, riducendo il rischio di patologie fungine.
  • In quali periodi dell'anno è meglio piantare l'olmo?
    Il momento ideale per la messa a dimora è l'inizio dell'autunno o la fine dell'inverno. Queste finestre temporali permettono alla pianta di stabilire il sistema radicale prima della ripresa vegetativa primaverile. Anche la moltiplicazione tramite talea o semina è consigliata in primavera o autunno. Evita periodi di gelo intenso o caldo estremo per favorire un attecchimento ottimale.
  • L'olmo teme il freddo e necessita di molte annaffiature?
    No, l'olmo è una specie estremamente resistente e frugale. Tollera bene il freddo intenso e può crescere in piena terra anche in climi rigidi. Riguardo all'acqua, non richiede irrigazioni abbondanti; è sufficiente garantire un terreno ben drenato per evitare ristagni idrici che potrebbero causare marciumi radicali. La pianta sopporta bene anche periodi di siccità, adattandosi a vari tipi di suolo purché non eccessivamente aridi o compatti.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaAlbero deciduo, resistente e frugale
OrigineAsia (esemplari fossili di 40 milioni di anni fa)
EsposizioneSoleggiata, tollera anche ombra leggera
Temperatura minimaNon specifica, ma resiste a freddo intenso
TerrenoCalcereo, argilloso, profondo, ben drenato (evitare ristagni)
IrrigazioneModerata, pianta resistente alla siccità
AltezzaPuò assumere forma arbustiva in condizioni limite, altrimenti arborea
ConcimazioneTerreno fertile ricco di sostanza organica
MoltiplicazioneSeme, polloni radicali, margotta, talea, innesto (varietà ornamentali)
Malattie e parassitiGrafiosi (malattia fungina letale), marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneMedia/Bassa, ma vulnerabile alla grafiosi

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