Esemplare di Ariocarpus

Piante Grasse

Ariocarpus

L’Ariocarpus è una pianta molto particolare perché è a crescita molto lenta ed è molto esigente. Proviene dal Messico e in natura cresce tra la poca terra in prossimità delle rocce. La sua caratteristica principale è data dalla capacità di fondersi con l’ambiente circostante.

di Redazione

07 ottobre 2014

Ariocarpus: caratteristiche generali

L’Ariocarpus è una succulenta originaria delle regioni del Messico e comprende circa dieci specie di esemplari molto particolari, caratterizzati dal fatto che la loro struttura è in grado di confondersi perfettamente con le rocce e l’ambiente circostante. Esso presenta un fusto corto e largo, ricoperto da una sorta di tubercoli che possono sporgere dal fusto. Questi esemplari hanno una colorazione tendente al grigio, la superficie rugosa, tra i tubercoli è possibile osservare una specie di lanugine bianca. L’apparato radicale è molto solido e formato da una radice tozza attorno alla quale si sviluppano delle piccole radici assorbenti. Essendo una pianta grassa, l’Ariocarpus predilige terreni rocciosi e calcarei. Durante la stagione primaverile si possono ammirare delle infiorescenze di colore rosa.

Ariocarpus: coltivazione

La coltivazione dell’Ariocarpus non è indicata per chi non possiede una certa dimestichezza con questa specie di piante, in quanto, hanno bisogno di cure specifiche altrimenti, da un giorno all’altro, la pianta può morire. Trattandosi di un esemplare a crescita lenta, per poter godere della sua bellezza occorre attendere qualche anno. Giacché in natura crescono in prossimità di rocce, occorre creare un ambiente molto simile, utilizzando un terriccio ricco di ghiaia finemente tritata, lapillo, pietra pomice, e poca terra da giardino. È conveniente acquistare un vaso di medie dimensioni in modo tale da evitare di dover rinvasare la pianta (queste succulente odiano i rinvasi), con una certa profondità per dare maggior spazio possibile alla radice principale. Quest’ultima non deve essere interrata in terriccio da giardino ma, se possibile, immersa nel ghiaietto per far defluire velocemente l’acqua delle irrigazioni. L’Ariocarpus predilige le zone soleggiate e ventilate; durante la stagione estiva è conveniente proteggere la succulenta dalle ore più calde per evitare che il terriccio si riscaldi troppo. Durante la stagione invernale le temperature non devono scendere sotto i 5 °C.

Ariocarpus: coltivazione (p. II)

E’ bene ricordare sempre che, ogni azione errata può portare alla morte dell’Ariocarpus, per cui non basta utilizzare il giusto vaso, collocare la cactacea in un ambiente soleggiato e interrarla in un terriccio ben drenato. Oltre a questi accorgimenti, occorre annaffiare la pianta secondo regole ben precise. Durante la stagione estiva le irrigazioni si praticano ogni 2/3 giorni, una volta a settimana durante le stagioni primaverili e autunnali, mentre, in inverno devono essere totalmente sospese. Nel caso in cui l’Ariocarpus necessiti d’acqua, anziché irrigare dalla parte superiore del vaso, è conveniente immergere quest’ultimo in acqua, aspettare qualche minuto, rimuovere il vaso e aspettare che l’acqua dell’annaffiatura scoli per bene prima di rimetterlo nella sua posizione originaria. Un altro consiglio da seguire riguarda il luogo in cui sistemare la pianta. Se si tiene in appartamento tutto l’anno a temperature di circa 20 °C, questi esemplari di succulente non sviluppano infiorescenze e con il passare del tempo possono deperire e morire.

Ariocarpus: propagazione

La propagazione dell’Ariocarpus può avvenire mediante seme o talea, anche se quest’ultima pratica è concretamente più complessa. Per quanto riguarda la moltiplicazione mediante seme, occorre disporli in un terriccio composto esclusivamente da sabbia di fiume ben lavata e mantenuta a un certo livello di umidità. In seguito alla semina, è conveniente posizionare il contenitore al riparo dalla luce solare diretta perché la nuova pianta si dovrà abituare gradualmente ai raggi solare. In natura, i semi cadono tra le rocce presenti in prossimità della pianta madre, proteggendoli dal sole e al contempo, mantenendo la terra ben umida. La talea invece si effettua recidendo un tubercolo della pianta madre e interrandolo in un contenitore contenente della sabbia di fiume accuratamente lavata. Dopo che si forma un apparato radicale autonomo, l’Ariocarpus può essere seguita come se fosse una pianta adulta.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente un Ariocarpus per evitarne la morte?
    L'Ariocarpus richiede irrigazioni molto caute. In estate, somministra acqua ogni 2-3 giorni, preferibilmente immergendo il vaso nell'acqua per pochi minuti e lasciando scolare completamente prima di riposizionarlo. In primavera e autunno, limita le annaffiature a una volta a settimana. Durante l'inverno, sospendi completamente le irrigazioni. Evita assolutamente di bagnare la parte superiore della pianta per prevenire marciumi fatali.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare l'Ariocarpus?
    Questo cactus necessita di un substrato estremamente drenante che simuli il suo habitat naturale roccioso. Utilizza una miscela composta da ghiaia finemente tritata, lapillo, pomice e una piccola quantità di terra da giardino. Il terreno deve essere prevalentemente minerale per garantire un rapido deflusso dell'acqua, evitando così il ristagno che causa la morte della radice principale.
  • Perché il mio Ariocarpus non fiorisce e sembra deperire?
    Se tieni l'Ariocarpus in appartamento tutto l'anno a circa 20°C, probabilmente non fiorirà e potrebbe morire. Questa pianta ha bisogno di un ciclo termico naturale con inverni freschi (almeno 5°C) e esposizioni stagionali definite. Inoltre, evita i rinvasi frequenti: queste succulente odiano essere spostate e preferiscono rimanere nello stesso vaso medio per anni.
  • È difficile propagare l'Ariocarpus per talea?
    Sì, la propagazione per talea è concreta ma complessa e meno sicura rispetto alla semina. Richiede di recidere un tubercolo dalla pianta madre e interrarlo in sabbia di fiume ben lavata. Tuttavia, la via raccomandata è la semina: i semi vanno posti in sabbia umida al riparo dal sole diretto, simulando il contesto naturale dove germinano protetti tra le rocce.

Scheda Tecnica

FamigliaCactaceae
Tipo di piantaSucculenta globosa/cavernicola
OrigineMessico
EsposizionePieno sole, riparata dal caldo eccessivo estivo, ben ventilata
Temperatura minima5 °C
TerrenoRoccioso, calcareo, drenante (ghiaia, lapillo, pomice)
IrrigazioneLeggera in primavera/autunno, frequente ma controllata in estate, nulla in inverno
FiorituraPrimavera (fiori rosa)
AltezzaBassa (globosa)
PotaturaNon necessaria
MoltiplicazioneSeme (preferita) o talea di tubercolo
Malattie e parassitiMarciume radicale da ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneAlta (richiede esperienza)

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