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Curare le orchidee

Aggiornato il 25 settembre 20144 capitoli5 domande frequenti
Orchidea cattlkeya

L'orchidea

Le orchidee sono molto variegate e perenni, alcune varietà sono in grado di assorbire le sostanze nutritive dall'acqua tramite radici aeree, oppure assimilare sostanze da organismi in decomposizione. La maggior parte delle specie di orchidee sono originarie delle zone tropicali o sub-tropicali di Asia, dell'America centrale e del Sudamerica, solo il 15% riesce a crescere spontaneamente nelle zone temperate e fredde. Le orchidee sono in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di clima ad eccezione delle zone ghiacciate, anche se alcune specie si spingono fino al circolo polare artico o all'Antartide, o desertiche, dal momento che necessitano di molta acqua. La maggior parte delle specie sono epifite, quindi posseggono radici aeree che consentono loro la vita sulle rocce o sui tronchi degli alberi.

Orchidee (Struttura)

Le orchidee mostrano una struttura tipicamente alata con 3 sepali superiori e 3 petali inferiori, uno dei quali si differenzia per dimensione in modo da riuscire ad attirare gli insetti impollinatori.Le foglie presentano una struttura intera e lineare, le radici, soprattutto nelle specie tropicali, sono aeree e presentano un velo che serve ad assorbire l'umidità atmosferica. Le specie europee e mediterranee invece sono prevalentemente terricole con radici sotterranee, costituite da bulbi. La riproduzione delle piante può avvenire per via sessuata o asessuata a seconda della specie. La riproduzione sessuata può avvenire con scambio fra fiori diversi oppure per autoimpollinazione. Quella asessuata invece può avvenire per moltiplicazione vegetativa dallo stesso bulbo o con la produzione di semi fertili.

Orchidee (Cura)

Le esigenze climatiche variano a seconda della specie che si desidera coltivare oltre che alla fase biologica di vita della pianta. Le orchidee amano la luce, ma non devono essere esposte direttamente alla fonte luminosa. Da osservare la temperatura, dal momento che una temperatura troppo difforme da quella necessaria alla pianta potrebbe provocare deformazioni nelle foglie e nei fiori. Anche l'umidità può provocare problemi alla pianta, se eccessiva provoca la comparsa di macchie sui fiori, se bassa provoca ingiallimento e raggrinzimento. Per la specie con radici aeree è bene umidificare l'ambiente più che bagnare il terreno. In ambienti riscaldati e durante la stagione calda l'irrigazione deve essere effettuata da 2 a 4 volte la settimana, nella stagione fredda è sufficiente 1 volta a settimana.

Orchidee (Coltivazione)

Le orchidee preferiscono terreni che tendono verso l'acido, soffici e aerati, ma con pochi elementi minerali. Procedere scegliendo miscugli di torba, sfagno, foglie, radici di felci e terra di bosco. Questo miscuglio è da utilizzare soprattutto per le specie terrestri che necessitano di nutrienti, per quelle epifite serve solamente come sostegno. Le orchidee non necessitano di molti elementi nutritivi, per la concimazione si può utilizzare una miscela che contenga il doppio di azoto rispetto al fosforo e al potassio e si deve sostituire da un minimo di una volta ogni 7 giorni ad un massimo di una volta al mese a seconda della stagione e della specie. La potatura va effettuata per eliminare gli steli secchi quando necessario, le foglie e i fiori secchi devono essere eliminati quotidianamente.

Domande frequenti

  • Quanto spesso devo annaffiare un'orchidea?
    La frequenza dipende dalla stagione e dall'ambiente. Durante la stagione calda o in ambienti riscaldati, irriga da 2 a 4 volte a settimana. In inverno o con temperature più basse, basta una volta a settimana. È fondamentale non lasciare ristagni d'acqua nel sottovaso. Per le specie epifite (con radici aeree), è preferibile nebulizzare l'aria circostante piuttosto che bagnare costantemente il substrato, poiché queste piante assorbono umidità dall'atmosfera.
  • Che tipo di terreno o substrato usare per le orchidee?
    Le orchidee non crescono in terra normale. Preferiscono un substrato acido, molto soffice, aerato e povero di elementi minerali. Una miscela ideale include torba, sfagno, frammenti di corteccia, foglie secche e radici di felci. Per le specie epifite, questo mix funge principalmente da sostegno fisico alle radici aeree, mentre per quelle terrestri fornisce i nutrienti necessari. Assicurati che il vaso permetta un ottimo drenaggio.
  • Come concimare correttamente le orchidee?
    Le orchidee richiedono poca nutrizione. Utilizza un fertilizzante specifico con una concentrazione di azoto doppia rispetto a quella di fosforo e potassio. La frequenza varia: puoi somministrare il concime ogni settimana durante la crescita attiva o ridurlo a una volta al mese in periodi di riposo. Segui sempre le indicazioni specifiche per la tua specie, poiché alcune sono più sensibili ai sali minerali rispetto ad altre. Evita di concimare piante stressate o malate.
  • Qual è l'esposizione luminosa ideale?
    Le orchidee amano la luce ma non tollerano il sole diretto, che può bruciare foglie e fiori. Posizionale in una zona ben illuminata ma dove la luce sia filtrata, ad esempio dietro una tenda bianca o su un davanzale rivolto a nord/nord-est. Una corretta esposizione garantisce la fotosintesi senza causare ustioni. Se le foglie diventano gialle, potresti avere troppa luce; se sono verde scuro lucido e non fiorisce, probabilmente c'è poca luce.
  • Cosa fare se compaiono macchie sui fiori o le foglie ingialliscono?
    Questi sintomi indicano spesso problemi di gestione ambientale. Macchie sui fiori sono solitamente causate da un'eccessiva umidità ambientale o dall'acqua rimasta sui petali dopo l'annaffiatura. Al contrario, foglie ingiallite e raggrinzite segnalano generalmente aria troppo secca o carenza idrica. Controlla l'igiene rimuovendo quotidianamente fiori e foglie secche per prevenire muffe. Regola l'umidità ambientale e verifica che la temperatura non subisca sbalzi bruschi, che possono deformare fiori e foglie.

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