phragmipedium in cornice.

orchidee

Orchidee phragmipedium

Le Orchidee phragmipedium riscuotono mediamente un grande successo dovunque, ma dal punto di vista botanico gli scienziati faticano ancora a trovare una precisa collocazione a questo gruppo di specie interessanti ma simili ad altre orchidee già note.

di Redazione

31 agosto 2011

Orchidee phragmipedium

La storia dell’orchidea phragmipedium è, tra gli esperti del settore, molto conosciuta: questo genere infatti è tra quelli più controversi di tutte le orchidee, in quanto nel corso degli anni ha subito vari cambiamenti di nome, unione o separazione da altri generi, per via della ancora non definitivamente precisata origine e parentela di questo con altri generi “cugini” tra le orchidee. Comunque, il suo nome è unione di due parole che si riferiscono alla divisione che avviene all’ovario ed alla forma a scarpa che ha il labello del fiore. L’origine della phragmipedium è dal punto di vista geografico insolita rispetto alla quasi totalità delle orchidee; infatti l’orchidea è generalmente di origine orientale, mentre qui troviamo un genere che vede le sue origini riposte tra il Messico e la parte orientale del Brasile. Non solo, a seconda delle specie, possiamo trovare una phragmipedium a livello del mare o anche una fino a 2500 metri di altezza, sulle montagne spesso ricoperte da foreste che caratterizzano parte dell’America del sud. Altra speciale caratteristica del genere phragmipedium è il fatto che esso è composto da quasi tutte specie terrestri, mentre poche sono le litofite ed ancora meno le epifite. Questo vere e proprie piante amano proliferare nei pressi dei corsi d’acqua o delle cascate che nella foresta che ricopre la parte settentrionale del continente americano meridionale abbondano (si è scoperto che alcune specie di phragmipedium riescono persino a sopravvivere alle alluvioni improvvise tipiche di certe zone).

Ambiente ed esposizione

L’ambiente in cui l’orchidea phragmipedium gradisce vivere e proliferare è caratterizzato da temperature abbastanza elevate, se consideriamo che alcune specie possono vivere anche a più di 2500 metri di altezza; in particolare di giorno troviamo come perfette temperature che ballano intorno ai 30 gradi centigradi, mentre di notte stiamo sempre sopra i 16 gradi (che per una notte a più di 2500 metri di altezza sono tanti). Ovviamente però ci sono alcune specie della phragmipedium che resistono anche a brevi escursioni al di sotto degli 0 gradi centigradi. Ciò che la pianta esige è una grande ventilazione, senza però alcuna dannosa corrente d’aria fredda, in modo che possa resistere anche alle alte e basse temperature senza che si siano ristagni o gelate. Per quanto riguarda l’esposizione solare, l’orchidea phragmipedium è tra quelle che più amano stare alla luce solare; ovviamente c’è da precisare che non si deve mai trattare di una luce solare diretta, ma di una forte luminosità ambientale. Un test per verificare se la luce a cui abbiamo esposto la nostra pianta di phragmipedium è buona è quello del colore delle foglie: se è un verde brillante ed acceso allora abbiamo fatto centro, mentre se è troppo chiaro o troppo scuro allora la luce è carente.

Terreno

Il terreno ideale per una orchidea phragmipedium deve essere traspirante ma deve anche garantire un’umidità costante; per questo motivo tra gli ingredienti dovremo sicuramente trovare dello sfagno, corteccia di pino con aghi, bark, polistirolo e tutti quei prodotti che da un buon fioraio o vivaista potrete farvi consigliare allo scopo.

Messa a dimora e rinvaso

Per la orchidea phragmipedium il rinvaso è un’operazione davvero molto importante; questo è dovuto alla natura della pianta stessa, che arriva a far deteriorare il terriccio molto in fretta. Questo rappresenta poi un pericolo per la pianta stessa, in quanto non avrà poi abbastanza sostanze nutritive necessarie; dovremo intervenire noi al massimo ogni due anni, sempre nel periodo di marzo quando la fioritura non è ancora cominciata. Le accortezza fondamentali sono le solite per un’orchidea, ovvero grande attenzione alle radici (evitare di danneggiarle, ammorbidirle prima del travaso per facilitare il distacco dal vecchio vaso, curarle per eventuali ferite con alcool disinfettante o con appositi prodotti contro le malattie) e trasferimento in un vaso non molto più grande del precedente.

Radici orchidee

Le radici dell’orchidea phragmipedium sono abbastanza robuste rispetto alla media della famiglia delle Orchidaceae; non per questo però dobbiamo trascurarle e maltrattarle, soprattutto nell’operazione del travaso che vede come delicatissimo il procedimento di distacco delle radici dal vecchio contenitore.

Riproduzione orchidee

La riproduzione dell’orchidea del genere phragmipedium è un’operazione non comune e non diffusissima, anche perchè non si hanno moltissime informazioni a riguardo; si sa che la maggior parte delle orchidee, con rarissime eccezioni, si riproduce tramite la divisione ad un certo punto della vita della pianta stessa. Nella coltivazione domestica essa può essere aiutata recidendo nel punto di separazione della pianta madre dalla figlia (i punti “keiki”) e rinterrando per vedere con pazienza crescere la nuova piantina.

Concimazione

La concimazione è importante per l’orchidea phragmipedium soprattutto per la fioritura, infatti nel periodo che la precede (gennaio – marzo) bisogna somministrare un concime sbilanciato verso il fosforo; invece nel resto dell’anno va benissimo un concime bilanciato ogni 15 giorni.

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Domande frequenti

  • Qual è il substrato ideale per coltivare un Phragmipedium?
    Il Phragmipedium richiede un substrato specifico che garantisca contemporaneamente una buona traspirazione e un'umidità costante. La miscela ideale include sfagno, corteccia di pino, bark e talvolta polistirolo per migliorare il drenaggio. È fondamentale evitare terreni compatti che trattengono troppa acqua stagnante, poiché le radici sono sensibili al marciume. Il substrato deve rimanere umido ma mai zuppo, simulando l'habitat naturale vicino a corsi d'acqua o cascate dove queste orchidee crescono spontaneamente.
  • Come gestire temperatura e illuminazione per questa orchidea?
    Questa orchidea predilige temperature elevate, ideali intorno ai 30°C di giorno e mai inferiori a 16°C di notte, sebbene alcune specie tollerino brevi gelate. Richiede molta luce ambientale intensa ma mai diretta, per evitare scottature fogliari. Un indicatore sano è il colore delle foglie: un verde brillante indica la giusta esposizione, mentre tonalità troppo chiare o scure segnalano carenza luminosa. Fondamentale è garantire un'ottima ventilazione dell'aria, evitando correnti fredde dirette sulla pianta.
  • Quando e come effettuare il rinvaso?
    Il rinvaso va eseguito al massimo ogni due anni, preferibilmente a marzo, prima dell'inizio della fioritura. Poiché il substrato si deteriora rapidamente, perdendo nutrienti e capacità drenante, è cruciale rinnovarlo tempestivamente. Durante l'operazione, prestare estrema cautela con le radici robuste: ammorbidire il vecchio terriccio per facilitare il distacco e disinfettare eventuali ferite con alcol o prodotti specifici. Utilizzare vasi poco più grandi del precedente per favorire l'attecchimento.
  • Qual è il corretto regime di concimazione?
    La concimazione deve essere mirata alle fasi fenologiche. Nel periodo pre-fioritura (gennaio-marzo), somministrare un concime sbilanciato verso il fosforo per stimolare la produzione di boccioli. Per il resto dell'anno, utilizzare un concime bilanciato applicandolo ogni quindici giorni durante l'irrigazione. Questo approccio garantisce alla pianta l'apporto nutrizionale necessario per mantenere la vegetazione sana e supportare la successiva fioritura senza causare accumuli salini nocivi nel substrato.
  • Come si moltiplica il Phragmipedium in casa?
    La riproduzione domestica avviene principalmente mediante divisione dei cespi o utilizzando i 'keiki' (piccole piantine figlie) che si formano naturalmente sulla pianta madre. Quando i keiki sviluppano radici sufficienti, possono essere recisi alla base di separazione e interrrati in un substrato adatto. Questa tecnica richiede pazienza, poiché la crescita della nuova piantina è graduale. La divisione dei ceschi va fatta con attenzione per non danneggiare le radici durante il distacco dal vaso.

Scheda Tecnica

Phragmipedium

Nome scientificoPhragmipedium
FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEracea terrestre (prevalentemente)
OrigineMessico, America Centrale, Sud America (Brasile orientale)
EsposizioneLuce intensa ma indiretta; ottima ventilazione
Temperatura minimaSopra i 16°C notturni (alcune specie tollerano brevi escursioni sotto lo 0°C)
TerrenoSubstrato traspirante, umido ma ben drenato (sfagno, corteccia)
IrrigazioneCostante, mantenendo il substrato umido senza ristagni
FiorituraPrimaverile (da stimolare con concimi ricchi di fosforo)
ConcimazioneRicco di fosforo in inverno/primavera, bilanciato nel resto dell'anno
PotaturaAsportazione fiori appassiti e parti secche
MoltiplicazioneDivisione dei cespi o keiki
Malattie e parassitiMarciumi radicali da eccesso d'acqua, afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede gestione specifica di umidità e substrato)