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Vaso per orchidea

La pianta di orchidea è una pianta floreale che se curata con le dovute e precise accortezze, tra cui il vaso, fornisce dei risultati spettacolari in termini di colori ed immagine.

di Redazione

26 luglio 2016

Orchidea

L’Orchidea è una pianta da arredo molto famosa ed utilizzata in quasi tutte le culture del mondo, soprattutto quelle più sviluppate senza alcuna differenza tra occidente ed oriente; questo è un aspetto straordinario che dà ancora più fascino all’orchidea e che è dovuto al fatto che essa è originaria sia dell’occidente (America) e sia dell’oriente (Asia del sud). A prima vista l’orchidea sembra una pianta esile e molto delicata, in realtà essa è abbastanza varia in caratteristiche (anche perché esistono migliaia e migliaia di specie) e soprattutto con la dovuta gradualità è anche capace di adattarsi a situazioni diverse nel corso della sua vita.

Motivi del rinvaso

Non è affatto vero che una pianta appena acquistata va immediatamente rinvasata; questa è una credenza popolare che deve essere smentita, perché se i nostri nonni ci hanno spesso tramandato semplici ma importanti indicazioni, in questo caso la situazione è diversa. Infatti quando acquistiamo un’Orchidea e vediamo che nel vaso ci sono “altre cose” rispetto alla solita terra, come per esempio polistirolo o pezzi di corteccia, non vuol dire che il fioraio ha voluto risparmiare sulla quantità di terreno, bensì che quegli “ingredienti” hanno un loro ruolo nell’ambito del vaso e soprattutto rispetto a quella pianta specifica. In generale, ci devono essere solo le seguenti tre indicazioni che ci devono portare a decidere per il rinvaso della nostra orchidea: vaso evidentemente troppo piccolo e “colmato” dalla pianta, eccessiva vecchiaia del terreno che resta o troppo umido o troppo sgranato, presenza di parassiti nel terreno.

Periodo di rinvasatura

Vogliamo innanzitutto che si ricordi che ogni operazione, quindi anche il rinvaso, fatta su qualsiasi pianta, quindi anche sull’orchidea, va compiuta con mani e strumenti accuratamente puliti. In particolare, le mani vanno lavate con sapone neutro mentre gli strumenti come le cesoie e le forbici vanno igienizzate e disinfettate con alcool, o ancora meglio disinfettate alla fiamma. Il consiglio che tutti gli esperti danno per il periodo di rinvasatura della pianta di orchidea è preciso: operare il rinvaso nel periodo appena successivo alla fioritura. Si tratta quindi del periodo di ricomincio della fase vegetativa, quando compaiono le prime radici nuove; proprio questa può essere un’indicazione sul momento adatto: quando le nuove radici sono lunghe 2 – 3 centimetri allora è il periodo perfetto per cambiare collocazione e “casa” all’Orchidea.

Preparazione della pianta

Un passaggio importante della rinvasatura è quello di preparazione della pianta, ed in particolare delle sue radici; infatti, come in pochissime altre specie di piante, le radici dell’orchidea sono una delle sue componenti più importanti ed anche quindi da trattare con maggiore attenzione. Il terreno della pianta ancora nel suo vaso “da cambiare” va abbondantemente bagnato e lasciato così per circa trenta minuti, in modo da ammorbidire le radici e permettere che esse siano abbastanza mobili e morbide da staccarsi dal vaso senza danneggiamenti. Se questa operazione non dovesse dare i frutti sperati, si dovrà provvedere a rompere il vaso, sempre con una certa delicatezza per evitare ogni danneggiamento radicale. Infatti, se le radici dell’orchidea subiscono qualche danno, sarà tutta la pianta a risentirne, sia come forza di vita che possiede e sia perché i parassiti e le malattie non attendono altro che un’autostrada come un danno alle radici per penetrare nel cuore della pianta e distruggerla dall’interno. Per questo motivo, sui tagli o sulle abrasioni provocate durante il travaso è bene utilizzare delle pomate funghicide che aiutino a schermare la pianta da invasioni di parassiti nel periodo della guarigione.

Terreno e componenti

A seconda di quale specie di Orchidea stiamo coltivando, ci saranno precise indicazioni e trucchetti vari riguardanti il substrato da utilizzare; in ogni caso bisogna però tener presente che la prima regola per un buon terreno per l’orchidea è che esso debba essere tale da asciugarsi il più rapidamente possibile, in modo da evitare ogni ristagno d’acqua. Ciò vuol dire che dopo l’innaffiatura il terreno deve visibilmente non rimanere inzuppato d’acqua, e soprattutto poi nel giro di un’oretta al massimo deve asciugarsi quasi totalmente. I materiali di origine vegetale ideali per questi scopi sono: sfagno, torba di sfagno, osmunda, foglie di faggio, bark, lana di roccia, corteccia di sughero, carbone di legna, cortecce varie, terra di brughiera; invece, i materiali di origine minerale ideali per l’orchidea sono: pomice, argilla espansa, perlite, polistirolo espanso, vermiculite.

Scelta del vaso

Per scegliere il vaso per rinvasare la vostra orchidea vi scegliamo di andare dal vivaista e di scegliere il vaso che vi sembra più adatto; dopodiché posatelo e prendete la misura immediatamente più piccola, sarà quella ideale perché l’occhio è sempre esagerato rispetto a ciò di cui la pianta ha realmente bisogno. Come materiali vi consigliamo la plastica trasparente, sia per tenere sott’occhio l’importante sviluppo delle radici e sia per permettere alle stesse di ricevere una certa quantità di luce che le renderà più forti ed attive.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per rinvasare un'orchidea?
    Il periodo ideale per il rinvaso è subito dopo la fine della fioritura, quando la pianta riprende la fase vegetativa. Un indicatore pratico è la comparsa di nuove radici lunghe circa 2-3 centimetri. È fondamentale operare con strumenti disinfettati e mani pulite per prevenire infezioni. Non rinvasare mai immediatamente dopo l'acquisto, poiché il substrato originale (spesso corteccia o polistirolo) serve a stabilizzare la pianta nel vivai e va mantenuto finché non mostra segni di esaurimento o ingombro.
  • Che tipo di vaso è migliore per le orchidee?
    Si consiglia un vaso in plastica trasparente, preferibilmente leggermente più piccolo della pianta attuale, poiché l'occhio tende a sovrastimare lo spazio necessario. La trasparenza permette di monitorare la salute delle radici e consente loro di assorbire la luce necessaria per la fotosintesi clorofilliana. Evitare vasi opachi o di terracotta spessa che trattengono troppa umidità. Il materiale deve garantire un rapido asciugamento del substrato per prevenire il marciume radicale.
  • Come preparare le radici prima del rinvaso?
    Prima di estrarre la pianta, bagna abbondantemente il vecchio substrato e lascialo agire per circa trenta minuti. Questo ammorbidisce le radici, rendendole flessibili e meno soggette a rotture durante la rimozione dal vaso. Se le radici sono troppo incollate, puoi rompere delicatamente il contenitore. Qualsiasi taglio o abrasione sulle radici deve essere trattato con pomate funghicide per proteggere la pianta da patogeni durante la fase di guarigione.
  • Quali sono i migliori materiali per il substrato?
    La regola d'oro è un substrato che si asciuga rapidamente per evitare ristagni idrici. I materiali organici ideali includono corteccia di pino, sfagno, torba di sfagno, osmunda e carbone di legna. Per migliorare il drenaggio, puoi aggiungere componenti minerali come perlite, pomice, argilla espansa o vermiculite. Il mix deve garantire ariazione alle radici, tipicamente epifite, permettendo all'acqua di scorrere via velocemente dopo l'irrigazione.
  • È vero che le orchidee vanno rinvasate ogni anno?
    No, è una credenza da sfatare. Le orchidee non richiedono il rinvaso annuale. Bisogna intervenire solo se il vaso è diventato troppo piccolo per la pianta, se il substrato è degradato (rimane troppo umido o sgranato), o se sono presenti parassiti nel terreno. Spesso il vaso di vendita contiene materiali specifici (come polistirolo) che supportano la pianta senza essere 'terra', quindi la presenza di questi elementi non indica carenza di terreno.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita/Geofita
OrigineAmerica e Asia del Sud
EsposizioneLuce diffusa (radici fotosintetizzano)
TerrenoSubstrato drenante (corteccia, sfagno, perlite)
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraVariabile in base alla specie
PotaturaAsportare fiori appassiti e radici secche
MoltiplicazioneDivisione dei cespi o keiki
Malattie e parassitiCocciniglia, afidi, marciumi radicali da ristagno
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede attenzione a luce e acqua)