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In questa pagina, interessante approfondimento sulle serre fotovoltaiche. Cosa sono, come si creano, servono davvero? Trova tutte le risposte accedendo al nostro sito web

di Redazione

09 luglio 2013

Serre fotovoltaiche

Il crescente interesse dei consumatori e non solo, verso le tematiche ambientali, ha portato all’enorme diffusione di sistemi ed impianti che funzionano con fonti energetiche rinnovabili. Tra i più diffusi, i pannelli fotovoltaici, vera e propria rivoluzione del Nuovo Millennio e realtà ampiamente diffusa in tutti i settori: dall’edilizia, all’agricoltura. Proprio in quest’ultimo ambito si è assistito negli anni alla diffusione in massa di impianti fotovoltaici a terra e a serre funzionanti tramite tettoie a pannelli solari. Gli impianti a terra e le serre fotovoltaiche sono però due cose ben diverse: i primi sono serviti a realizzare immense distese di pannelli per produrre energia elettrica dal sole ricevendo in cambio sostanziosi incentivi dallo Stato, i secondi sono in parte serviti alla stessa cosa, ma anche a coltivare piante, fiori e ortaggi sfruttando il vantaggio di produrre anche energia elettrica per l’agricoltura. Recentemente, il Conto Energia, sistema di incentivi per il fotovoltaico, è stato definitivamente archiviato. Negli anni, infatti, gli utilizzatori di pannelli solari hanno percepito incentivi statali che hanno finito per erodere tutte le somme disponibili. La mancata disponibilità di denaro da parte dello Stato ( complice anche la grave crisi economica in atto) ha portato alla definitiva eliminazione degli incentivi del Conto Energia. Senza questi sostegni statali conviene ancora usare le serre fotovoltaiche per l’agricoltura e il giardinaggio? Trovare una risposta univoca alla domanda non è semplice, anche perché bisogna valutare diversi parametri e fattori che possono influenzare in positivo o in negativo la resa delle stesse serre.

Vantaggi

Come detto al paragrafo precedente, le serre fotovoltaiche sono delle coperture al cui interno vengono coltivate piante, fiori oppure ortaggi. La differenza rispetto alle serre tradizionali è che il tetto di quelle fotovoltaiche è costituito da una serie di pannelli solari. Questi pannelli possono servire per convogliare una maggiore quantità di luce solare nella serra, stimolando una veloce maturazione delle piante coltivate, oppure a produrre energia elettrica da usare per l’autoconsumo e per l’attività agricola nel suo complesso. Un dato è certo: con la fine degli incentivi del Conto Energia, le serre fotovoltaiche non possono più servire a produrre elettricità per beneficiare degli incentivi statali. Sgomberato il campo da inutili equivoci, possiamo dire che le serre fotovoltaiche possono essere una valida soluzione per produrre energia pulita e per ridurre le emissioni di CO2 e i costi della bolletta per l’energia elettrica. Le bollette elettriche per i consumi aziendali, sono, infatti, abbastanza salate, e spesso incidono notevolmente sui costi complessivi dell’attività agricola. Produrre energia in proprio può abbattere sensibilmente i costi di queste bollette. Un altro vantaggio delle serre fotovoltaiche è rappresentato dalla riduzione degli impianti fotovoltaici a pieno campo, che negli anni hanno sottratto migliaia di ettari di superficie coltivabile all’agricoltura.

Come sono fatte

Le serre fotovoltaiche sono composte da una struttura tubolare ( metallo rivestito a caldo), da pareti con diversi materiali( plastica, polietilene e policarbonato) e tetti la cui copertura è rappresentata da una serie di pannelli fotovoltaici: gli stessi che si usano per gli impianti sul tetto di casa o sui terreni agricoli. La struttura metallica delle serre è di solito in acciaio zincato, resistente agli agenti atmosferici e molto stabile. Queste serre possono essere dotate di dispostivi di fissaggio stabili o removibili. La creazione di una serra fotovoltaica presuppone però la valutazione dell’impatto ambientale che la stessa avrà sulla superficie agricola e sull’ambiente circostante. La valutazione di impatto ambientale è, infatti, il passaggio burocratico più importante nella fase di realizzazione della serra fotovoltaica: senza questa autorizzazione non si potrà procedere alla costruzione. La valutazione di impatto ambientale consiste in uno studio, redatto da progettisti abilitati, in cui si evidenzia proprio l’impatto che la struttura avrà sull’ambiente. Lo studio va depositato presso gli uffici regionali competenti, che emetteranno un parere ( positivo o negativo ) in merito. Il parere positivo degli uffici regionali costituirà autorizzazione amministrativa per la costruzione della serra. Le moderne serre fotovoltaiche sono realizzate dalle ditte costruttrici in modo da rispettare tutti i parametri richiesti dalle legge, compresi anche quelli di sicurezza antisismica. Sempre secondo le leggi, solo il 50% del tetto della serra può essere adibito all’installazione di pannelli fotovoltaici, la restante parte può essere rivestita in policarbonato. I materiali per le chiusure della serra possono essere in polietilene o policarbonato. Il primo è più economico, mentre per le porte di ingresso si consiglia di usare sempre il secondo, più resistente e solido rispetto al polietilene.

Costi

Il costo della serra fotovoltaica dipende anzitutto dalle dimensioni e dal tipo di struttura scelta. Più questa sarà grande, maggiore sarà il numero di pannelli solari da installare. In commercio esistono serre fotovoltaiche monofalda, doppia falda e multifalda. Le prime sono composte da un tetto singolo a forma di pensilina, le seconde da un tetto spiovente, le ultime, da una serie di tettoie collegate tra loro. Le serre più costose sono quelle multifalda, queste hanno però il vantaggio di poter produrre potenze accettabili di energia elettrica. La scelta di un tipo di serra piuttosto che di un’altra dipenderà dal tipo di pianta da coltivare e dall’esposizione solare. I massimi rendimenti si ottengono su aree costantemente esposte all’irradiazione solare. Da ricordare che con una parte del tetto occupata dai pannelli solari, la quantità di luce solare che colpisce direttamente le piante risulta dimezzata. Per questo problema, alcune serre fotovoltaiche sono state usate solo per coltivare funghi. Prima di spendere denaro, bisogna, quindi, valutare la quantità massima di energia da produrre e usare per l’autoconsumo e per la coltivazione delle piante scelte.

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Domande frequenti

  • Con la fine del Conto Energia, le serre fotovoltaiche sono ancora convenienti?
    Sì, le serre fotovoltaiche rimangono una soluzione valida anche senza gli incentivi statali del Conto Energia. Il beneficio principale oggi non è più la vendita di energia o il guadagno diretto dagli incentivi, ma il risparmio in bolletta grazie all'autoconsumo. Producing energia pulita permette di abbattere sensibilmente i costi elettrici aziendali, che spesso incidono molto sull'agricoltura. Inoltre, contribuiscono alla sostenibilità ambientale riducendo le emissioni di CO2 e l'uso di suolo per grandi parchi solari a terra.
  • Quanto influiscono i pannelli solari sulla crescita delle piante?
    La presenza dei pannelli solari sul tetto riduce drasticamente la quantità di luce solare diretta che raggiunge le piante, arrivando spesso a dimezzarla. Questo fattore limita fortemente la scelta delle colture: molte piante da frutto o ortive che richiedono pieno sole potrebbero soffrire o avere rese inferiori. Per questo motivo, le serre fotovoltaiche sono state talvolta utilizzate esclusivamente per la coltivazione di funghi, che prosperano in ambienti semi-oscuri. È fondamentale valutare attentamente il fabbisogno luminoso della specie scelta prima dell'installazione.
  • Quali documenti sono necessari per costruire una serra fotovoltaica?
    Prima di iniziare la costruzione, è obbligatorio effettuare una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Si tratta di uno studio tecnico redatto da progettisti abilitati che analizza l'impatto della struttura sull'ambiente circostante e sulla superficie agricola. Tale documento deve essere depositato presso gli uffici regionali competenti. Solo dopo aver ottenuto il parere positivo da questi enti si riceve l'autorizzazione amministrativa necessaria per procedere con la realizzazione della serra, garantendo il rispetto delle normative vigenti.
  • Come è composta strutturalmente una serra fotovoltaica?
    Una serra fotovoltaica presenta una struttura portante in acciaio zincato a caldo, resistente agli agenti atmosferici e stabile. Le pareti possono essere realizzate in vari materiali come plastica, polietilene o policarbonato. Il tetto è la componente distintiva: è composto da una serie di pannelli solari, ma per legge solo il 50% della superficie può essere coperta da essi; il restante 50% deve essere rivestito in materiale trasparente come il policarbonato. Per le porte si consiglia il policarbonato per la sua resistenza superiore rispetto al polietilene.
  • Esistono diversi tipi di serre fotovoltaiche? Quali sono i costi?
    In commercio si trovano principalmente tre tipologie: monofalda (tetto singolo a pensilina), doppia falda (tetto spiovente) e multifalda (serie di tettoie collegate). Il costo varia in base alle dimensioni e al modello scelto, con le multifalda generalmente più costose ma capaci di produrre maggiori quantità di energia elettrica. La scelta dipende dall'esposizione solare e dal tipo di coltura. Poiché la luce viene filtrata dai pannelli, è cruciale calcolare bene la potenza energetica necessaria per l'autoconsumo e le esigenze idriche/luminose delle piante selezionate.

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