produzione miele

miele

Produzione miele

Il miele rappresenta un alimento classico, la cui produzione si deve alle api e, seppure in percentuale inferiore, anche alle vespe.

di Redazione

21 novembre 2011

il miele

Il miele rappresenta un alimento classico, la cui produzione si deve alle api e, seppure in percentuale inferiore, anche alle vespe. Questo particolare alimento, estremamente diffuso sulle nostre tavole, può vantare un determinato e ben specifico ciclo di produzione, che ha come base il nettare e la melata. La melata si caratterizza per essere una sostanza zuccherina che rappresenta una fonte di cibo per un gran numero di insetti. Il miele ha origini davvero estremamente antiche, dal momento che le prime testimonianze ci permettono di identificare il VI millennio a.C. Come il periodo in cui vennero realizzate le prime arnie. Anche il popolo Egizio apprezzava particolarmente questo alimento, al punto che veniva impiegato anche per scopi differenti, come ad esempio cerimonie religiose e per imbalsamare le mummie. Al contrario, i babilonesi ne erano particolarmente ghiotti e lo utilizzavano sopratutto come alimento, mentre invece i sumeri lo sfruttavano, nella maggior parte dei casi, per la produzione di particolari creme a base di acqua, argilla e olio di cedro. Già nell'antico codice di Hammurabi chi produceva il miele veniva protetto contro i possibili furti delle arnie. Anche i greci e i romani avevano una grande considerazione del miele, visto che lo impiegavano spesso in diverse riti (i primi) e in campo culinario (i secondi).

come si ottiene

Il miele è il risultato di un processo iniziato dalle api, che raccolgono delle componenti zuccherine che si trovano sopratutto nei fiori. In particolar modo, è importante sottolineare come le più importanti fonti di approvvigionamento sono rappresentate dal nettare e dalla melata (quest'ultima rappresenta un derivato che proviene dalla linfa degli alberi e che viene creata da specifiche categorie di insetti succhiatori, come ad esempio la metcalfa). Il nettare ha come scopo principale quello di attrarre un gran numero di insetti che svolgono una funzione impollinatrice, con l'obiettivo di permette la fecondazione dei fiori. Ad ogni modo, il processo di realizzazione del miele ha inizio con il lavoro dell'ape operaia all'interno dell'ingluvie, in cui trasporta le sostanze come nettare e melata nel viaggio di ritorno verso l'alveare.

estrazione miele

Le varie fasi di lavorazione del miele permettono all'apicoltore di ricavare quel miele che verrà poi messo in vendita. In pratica, il concetto di lavorazione del miele si potrebbe sintetizzare tranquillamente con la frase: dove termina il lavoro dell'ape, inizia quello dell'uomo. L'apicoltura moderna razionale prevede diverse procedure da seguire per l'estrazione del miele. Tutto inizia con l'estrazione dei melari, per poi passare al loro stoccaggio. Le fasi seguenti sono la disopercolatura, la smielatura (in cui viene impiegato un particolare macchinario detto smielatore) , passando per il filtraggio (in cui tutte le parti residue di cera o ogni altro materiale eventualmente rimasto all'interno del miele viene bloccato ed eliminato), la decantazione, la schiumatura, l'invasamento e lo stoccaggio.

riscaldamento, invasamento e conservazione

Ogni processo che prevede un riscaldamento del miele deve essere utilizzato con particolare attenzione e competenza. Tra le ragioni per le quali il miele si può riscaldare c'è certamente il fatto di incrementare la fluidità nel corso dei vari processi di lavorazione, ma nella maggior parte dei casi il calore ha lo scopo di liquefare un alimento che è già stato cristallizzato. Dopo la fase di schiumatura, il miele si caratterizza per ritrovare la sua tipica limpidezza dato che è stata rimossa l'aria: prima di procedere con l'operazione di cristallizzazione, il miele si può invasettare (per favorire la vendita al dettaglio) oppure versarlo all'interno di contenitori colmi di latte o fusti (per favorire la vendita all'ingrosso). Questa operazione è resa possibile grazie all'utilizzo di una macchina che viene definita invasettatrice.

il miele liquido

Il miele deve sopportare un comune processo di cristallizzazione: si tratta di una fase che è determinata da tre elementi in particolare, ovvero il quantitativo di glucosio presente, la quantità d'acqua e la temperatura. Esistono però un gran numero di tecniche industriali che consentono di conservare il miele liquido, anche se è importante ribadire come la cristallizzazione sia un processo del tutto naturale che la maggior parte dei mieli attraversa fisiologicamente. L'obiettivo per cui vengono impiegati tali tecniche per ritardare tale processo di cristallizzazione sono unicamente finalizzate ad un soddisfacimento delle pretese e richieste dei consumatori di poter consumare un miele liquido. Per poter conservare il miele in uno stato liquido, c'è l'opportunità di scegliere tra tre metodi principali: si tratta della liquefazione (un'operazione che viene messa in atto a circa cinquanta gradi prima di passare alla vendita e che, nella maggior parte dei casi, si riferisce a quei mieli confezionati), la pastorizzazione (la temperature del miele arriva fino a 78 gradi per pochi minuti, in maniera tale da sciogliere i vari cristalli nel migliore dei modi) e, infine, la filtrazione spinta (che permette al miele di essere più limpido e impedisce la formazione dei cristalli).

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Domande frequenti

  • Quali sono le materie prime principali utilizzate dalle api per produrre il miele?
    La produzione del miele avviene principalmente attraverso la raccolta di due sostanze zuccherine: il nettare e la melata. Il nettare è secreto dai fiori per attrarre gli insetti impollinatori, mentre la melata è una sostanza derivante dalla linfa degli alberi, prodotta da specifici insetti succhiatori come la metcalfa. Le api operaie raccolgono queste sostanze e le trasportano nell'inguivie durante il volo di ritorno verso l'alveare, iniziando così il complesso processo di trasformazione che porterà alla creazione del miele.
  • Come funziona il processo industriale di estrazione del miele dall'alveare?
    L'estrazione segue una sequenza precisa di operazioni manuali e meccaniche. Si inizia con il recupero dei melari e il loro stoccaggio. Successivamente, si procede con la disopercolatura per rimuovere il velo di cera che sigilla le cellette. Lo step successivo è la smielatura, effettuata mediante centrifughe chiamate smielatrici. A seguire, il miele subisce filtraggio per eliminare residui solidi, decantazione per far depositare le impurità e schiumatura per rimuovere l'aria intrappolata. Infine, viene immesso in vasi o grandi contenitori per la vendita.
  • Perché il miele tende a cristallizzare e quali fattori influenzano questo processo?
    La cristallizzazione è un fenomeno fisico naturale e fisiologico che interessa quasi tutti i tipi di miele. È determinata principalmente da tre fattori: la quantità di glucosio presente nel miele, il contenuto totale di acqua e la temperatura ambientale. Un alto rapporto glucosio/fruttosio favorisce una cristallizzazione rapida. Non si tratta di un difetto o segno di alterazione, ma di una caratteristica intrinseca del prodotto che varia a seconda della flora da cui proviene il nettare raccolto dalle api.
  • Quali tecniche esistono per mantenere il miele allo stato liquido?
    Per contrastare la naturale tendenza alla cristallizzazione e soddisfare la richiesta di mercato per il miele fluido, si impiegano tre metodi principali. La liquefazione consiste nel riscaldare il miele a circa 50 gradi prima dell'invasamento. La pastorizzazione prevede un trattamento termico più intenso, portando il miele a 78 gradi per pochi minuti per sciogliere i cristalli esistenti. Infine, la filtrazione spinta rimuove i nuclei di cristallizzazione, impedendo la successiva formazione di cristalli e garantendo una maggiore limpidezza.
  • Cosa significa 'dove termina il lavoro dell'ape, inizia quello dell'uomo'?
    Questa frase sintetizza il passaggio dalla produzione biologica a quella industriale. Le api compiono il lavoro biologico di raccogliere nettare/melata, trasformarlo enzimaticamente e immagazzinarlo nelle cellette opercolate. Una volta che le api hanno terminato il loro compito, l'apicoltore interviene prelevando i telai. Da questo momento iniziano le lavorazioni umane necessarie per rendere il miele commercializzabile: estrazione, filtrazione, depurazione e imbottigliamento. Senza l'intervento umano post-raccolta, il miele resterebbe confinato nell'alveare.

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