Produzione arance

Caratteristiche

L’arancio si può considerare, senza ombra di dubbio, l’agrume maggiormente coltivato in tutto il mondo.

Tra i più importanti produttori possiamo certamente trovare il Brasile, così come gli Stati Uniti (in modo particolare la California), ma anche la Cina, il Messico, l’India, la Spagna e l’Egitto.

All’interno della penisola italiana, dobbiamo mettere in evidenza come le coltivazioni di arance si estendano in modo particolare all’interno delle regioni meridionali e, di conseguenza, si possono trovare soprattutto in Sicilia, Campania e Calabria. In Italia la produzione di arance si può ritenere che rappresenti circa un il 3% di quella complessiva internazionale.

L’arancio, infatti, può contare su delle caratteristiche particolarmente note, come ad esempio un’ottima vigoria e longevità, oltre al fatto di avere un ottimo sviluppo. I rami di questa pianta si caratterizzano per avere diverse spine, mentre i frutti si presentano subsferici e globosi, con l’epidermide dalla colorazione arancione, che a volte riprende delle macchie rossastre.

In relazione alla colorazione della polpa si possono differenziare due grandi categorie di arance, ovvero quelle bionde e quelle sanguigne. Interessante mettere in evidenza come le arance possono contare su un periodo di maturazione decisamente scalare, che va dal mese di novembre fino a quello di maggio e, proprio per questa ragione, si possono ritrovare sul mercato ortofrutticolo praticamente lungo l’intero corso dell’anno.

arance

Bayer - Baycote Concime Agrumi

Prezzo: in offerta su Amazon a: 8,14€


Principali varietà

arance 2 Un’importante differenziazione è quella che intercorre tra arancio amaro ed arancio dolce. L’arancio amaro (il cui nome scientifico è quello di Citrus aurantium L.) si caratterizza per provenire dalla Cina e venne introdotto nel continente europeo da parte degli Arabi nel corso del X secolo.

La polpa del frutto dell’arancio amaro si caratterizza per essere notevolmente acida, amara e con un’elevata concentrazione di semi, mentre la buccia presenta una colorazione arancione e non ha un gran spessore.

Inoltre, l’arancio amaro viene piuttosto frequentemente impiegato per la realizzazione di liquori: un ottimo esempio è sicuramente rappresentato dal Curaçao. Il chinotto, secondo il parere di diversi esperti, non rappresenta altro che una variazione dell’arancio amaro.

Invece, l’arancio dolce (il cui nome scientifico è CItrus sinesis) proviene direttamente da nazioni come il Vietnam, l’India e la Cina Meridionale e può vantare un bel primato, ovvero quello di essere l’arancio maggiormente coltivato in tutto il pianeta.


  • Arance sicilia Quando si sente parlare di Arance Sicilia, dobbiamo sottolineare come tale definizione venga frequentemente impiegata per indicare diverse varietà di arance che possono fregiarsi della categoria IGP (...
  • Arance amare La pianta di arancio amaro, meglio conosciuto come melangolo (il cui nome botanico è Citrus aurantium) fa parte della famiglia delle Rutacee ed è una pianta che si è sviluppata sopratutto in India.I...
  • arance Tarocco Le arance Tarocco si caratterizzano per essere particolarmente diffuse sul mercato, riuscendo a garantire delle ottime produzioni.Tra le principali caratteristiche delle arance Tarocco troviamo la c...
  • Arancia di ribera L'arancia di Ribera, come si può facilmente intuire dal nome stesso che le è stato assegnato, è originaria di Ribera.La produzione di questa arancia targata DOP (chiamata anche Riberella) si caratte...

3 Pack 24 di arancio dolce Pepper Seeds, Capsicum biologica di verdure C063

Prezzo: in offerta su Amazon a: 12,99€


Raccolta

La raccolta deve essere eseguita solo nel momento in cui i frutti sono arrivati ad un livello di maturazione adeguato: rispetto a tante altre specie di agrumi, infatti, non sono in grado di terminare la fase di maturazione in seguito al distacco dall’albero.

La raccolta deve avvenire sempre con delle condizioni climatiche asciutte e, dopo aver atteso che i frutti si siano asciugati dalla rugiada della notte, si può iniziare l’intera operazione. Durante questa faste è fondamentale prestare la massima attenzione per evitare che non vengano apportati pericoli e danni per i frutti, in maniera tale da cercare di mantenere il più lontani possibili i parassiti.

La raccolta può essere effettuata sia utilizzando una scala che muovendosi direttamente da terra, sfruttando delle appositi fobici, in maniera tale da non distaccare la rosetta: quindi, i frutti vengono posti all’interno di cesti realizzati in plastica o in casette di plastica che arrivano a pesare fino a 20-22 chilogrammi dopo che sono state riempite del tutto.

Le cassette, successivamente, vengono trasportate nei pressi dei terreni coltivati o poi caricati su mezzi di trasporto da cui vengono trasferiti fino ai vari magazzini, in cui i frutti vengono lavorati oppure conservati.

A seconda della specie e della destinazione predeterminata, quindi, si possono prevedere altre fasi produttive, così come tali procedimenti possono anche essere ridotti all’osso.

La conservazione dei frutti si può eseguire in atmosfera normale o gestita, ma prima di tutto deve avvenire una dettagliata cura preventiva per combattere le alterazioni che seguono la raccolta.


Produzione arance: Ultime previsioni

Nel corso degli ultimi anni le produzioni di arance hanno fatto registrare delle quotazioni molto oscillanti, anche se le esportazioni sono anche aumentate.

Il problema principale, però, è rappresentato dalla concorrenza che arriva dal mercato estero, che ha piuttosto frequentemente portato numerosi danni alle regioni meridionali italiane, come la Calabria ad esempio.

E’ indubbio, però, che la Spagna e l’Italia si caratterizzano per detenere il primato (circa l’80 percento in due) nella produzione complessiva di arance dell’Unione Europea: la fetta di mercato che rimane è divisa piuttosto equamente tra altri stati europei, come ad esempio Grecia, Cipro e Portogallo.

Secondo quanto è stato previsto dall’USDA, pare che nel corso dei prossimi anni la Spagna dovrebbe incrementare notevolmente la propria produzione, anche se ovviamente i coltivatori iberici preferiscono mantenere un basso profilo, soprattutto per via di temperature piuttosto elevate e una perdurante assenza di precipitazioni .



COMMENTI SULL' ARTICOLO