Pompelmo

Caratteristiche

Il pompelmo si caratterizza per essere un ibrido del tutto naturale tra Citrus maxima (chiamato anche il pomelo) e Citrus sinensis (l'arancio dolce); secondo tante altre teorie il pompelmo corrisponde ad una mutazione genetica del pomelo.

Il pompelmo è una pianta che proviene dalle Barbados e fa parte della famiglia delle Rutacee, appartiene al genere Citrus ed alla specie definita “paradisi”.

Si tratta di un albero che viene considerato parecchio vigoroso e che, tra le sue caratteristiche principali, annovera anche il fatto di superare i 15 metri di altezza nel momento in cui viene coltivato in condizioni ambientali perfette.

Quest'albero si caratterizza anche per avere una chioma particolarmente globosa e per presentare delle radici che sono fittonanti e, al tempo stesso, crescono notevolmente sopratutto in profondità.

Le foglie dell'albero di pompelmo si caratterizzano, invece, per appartenere alla categoria delle sempreverdi: presentano una lunghezza che può arrivare anche fino a 15 centimetri, hanno una conformazione piuttosto sottile e una colorazione tipicamente verde scura; le foglie presentano dei tratti alati in corrispondenza dei piccioli, mentre risultano spinescenti nel momento in cui si giunge fino alla posizione ascellare.

I fiori della pianta di pompelmo si caratterizzano per avere una colorazione tipicamente bianca, hanno delle buone dimensioni e, inoltre, presentano un diametro che supera spesso e volentieri i 3 centimetri; nella maggior parte dei casi, si possono trovare dei gruppi di fiori da venti e più unità all'interno di alcune infiorescenze che si formano sull'ascella della foglia.

I frutti del pompelmo non sono nient'altro che delle bacche dalle elevate dimensioni, che vengono chiamate anche esperidi, e si caratterizzano per i seguenti dettagli: il loro epicarpo è, nella maggior parte dei casi, liscio, dalla colorazione tipicamente gialla ed estremamente ricco di oli essenziali; il mesocarpo, invece, può contare su una colorazione bianca, piuttosto spugnoso e spesso e presenta una compattezza inferiore a quello del limone.

Epicarpo ed esocarpo vanno a costituire, insieme, la buccia del pompelmo.

L'endocarpo si caratterizza per essere diviso in 11-14 spicchi che sono caratterizzati dalla presenza (ai loro confini) di pareti membranose piuttosto sottili in cui si trova la polpa, dal sapore tipicamente amarognolo, e con dei semi che si caratterizzano per essere notevolmente poliembrionici.

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Clima e terreno

pompelmo 2 Il pompelmo, come la maggior parte degli agrumi, esprime una chiara preferenza verso tutti quei climi temperati caldi e subtropicali, mentre al contrario uno dei principali pericoli per il corretto sviluppo di questo albero può derivare dalle rigide temperature della stagione invernale.

Gli sbalzi termici migliori per favorire un corretto e migliore sviluppo dal punto di vista vegetativo del pompelmo sono compresi tra 20 e 28 gradi centigradi. Invece il riposo connesso alla stagione invernale ha inizio con delle temperature che si aggirano intorno ai 7 gradi centigradi.

Le temperature, invece, che si aggirano intorno allo zero termico non sono particolarmente favorevoli alla pianta di pompelmo, ma anzi possono provocare delle conseguenze davvero irreparabili.

Ecco spiegato il motivo per cui la pianta di pompelmo viene coltivata, nella maggior parte dei casi, all'interno di ambienti caldi e battuti spesso dal sole: per tale ragione, in queste condizioni, la pianta può ricevere i raggi solari per circa 7-8 ore durante la giornata, meglio ancora se posizionata in un luogo riparato rispetto alle raffiche di vento, mentre nel caso contrario è necessario realizzare delle barriere frangivento.

Il pompelmo esprime la sua preferenza i terreni piuttosto sciolti, dall'impasto medio, dalla buona profondità, molto fertili e con un buon drenaggio e piuttosto ricchi di sostanza organica.

La pianta di pompelmo, invece, non sopporta i terreni compatti e quelli eccessivamente calcarei, dal momento che subisce in modo particolare le conseguenze dei ristagni idrici e sopratutto quel particolare fenomeno che viene chiamato clorosi ferrica, in cui alcuni microelementi, come ad esempio il ferro, vengono insolubilizzati dal calcare che si trova all'interno del terreno.

Il pompelmo è una pianta che ha avuto origine nelle Barbados. Al giorno d'oggi, le maggior coltivazioni di pompelmo si possono riscontrare in Florida, in Sud Africa, in Argentina e in Israele; all'interno dei confini italiani, questa specie è particolarmente diffusa al Sud (in Sicilia, Campania e Calabria), con l'unica eccezione che è rappresentata dalla Liguria.


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Varietà

Le cultivar di pompelmo si caratterizzano per differenziarsi notevolmente tra loro in relazione al momento in cui sono giunte a maturazione, ma anche in base ad altri fattori, come ad esempio la colorazione della polpa, che può essere gialla pallida o pigmentato, senza dimenticare la presenza di semi.

In alternative, i pompelmi possono essere coltivati per il consumo fresco, mentre all'industria sono destinate quelle coltivazioni che poi porteranno alla realizzazione di succhi e bevande, sfruttando anche i semi.

Le più importanti varietà a polpa chiara sono le seguenti: la prima è la Duncan, che è estremamente ricca di semi e che può contare anche una notevole resistenza alle rigide temperature invernali, nonché la varietà Marsh seedless, apirene.

Tra le varie cultivar a polpa pigmentata, che nella maggior parte dei casi sono apireni, troviamo senza ombra di dubbio la varietà Thompson o Pink Marsh, la varietà Ruby Star, la varietà Redblush, la varietà Flame, la varietà Rio Red,la varietà Foster e quella McCarty.

Proprio la varietà McCarty può contare sulla presenza di una polpa dalla colorazione verde-grigiastra al cui interno si può ritrovare un gran numero di semi, mentre la pianta si caratterizza per avere i frutti isolati e non cresce a grappolo.


Portainnesti

La moltiplicazione del pompelmo avviene mediante talea, ma nella maggior parte dei casi, la tecnica utilizzata è quella dell'innesto.

I portainnesti che vengono impiegati nella maggior parte dei casi corrispondono all'arancio amaro, al citrange e all'arancio trifogliato.

L'arancio amaro si caratterizza per essere, senza ombra di dubbio, il portainnesto maggiormente diffuso all'interno della zona del Mediteranneo, dal momento che può contare su delle radici che si sviluppano notevolmente in profondità, senza dimenticare come è in grado di adattarsi alla perfezione a tante tipologie di terreno, meno che a quelli compatti, mentre riesce anche a garantire un buon vigore ed una discreta longevità agli alberi di pompelmo.

Questo portainnesto è in grado di resistere anche alle temperature più rigide e, soprattutto, è in grado di affrontare senza problemi alcuni parassiti, come ad esempio la gommosi del colletto e i marciumi radicali, senza dimenticare come però soffra molto il mal secco e il virus della tristezza.

Il citrange, invece, è un portainnesto che si caratterizza per avere delle radici che si sviluppano molto in profondità e per non adattarsi ai terreni troppo compatti; nella maggior parte dei casi, questo portainnesto viene utilizzato nel momento in cui si tratta di reimpiantare gli agrumeti, dal momento che offre un'ottima resistenza nei confronti dei nematodi, oltre a garantire una media vigoria della pianta di pompelmo e, allo stesso tempo, una discreta produttività ed una buona qualità.

L'arancio trifogliato è un altro tipo di portainnesto che viene utilizzato per tutti i terreni compatti, dal momento che su questi substrati è in grado di vegetare molto bene, mentre soffre molto i terreni calcarei.

Tra le altre caratteristiche di quest'ultimo portainnesto troviamo sicuramente il fatto di offrire un'ottima resistenza nei confronti delle base temperature (molto più elevata in confronto a tanti altri portainnesti), garantendo allo stesso tempo anche una buona resistenza rispetto ai parassiti, con l'unica eccezione che è rappresentata dal virus dell'Exocortite.

Infine, l'arancio trifogliato permette di garantire una buona produttività ed un altrettanto buona qualità della pianta.


Pompelmo: Tecniche di coltivazione

La messa a dimora deve essere effettuata nel corso della stagione invernale; le distanze tra i vari impianti si caratterizzano per modificarsi in relazione alla vigoria del portainnesto; nel caso in cui si prenda in considerazione il portainnesto dell'arancio amaro e del citrange, i sesti sono pari a 6-6,5 X 4-4,5 .

La tecnica di allevamento che viene maggiormente utilizzata è rappresentata dal globo a chioma piena che rende certamente più semplice le varie cure colturali, come ad esempio le operazioni di potatura e raccolta. Questa forma di allevamento permette anche di dare un'adeguata protezione alla pianta nei confronti dell'alta insolazione e dei venti particolarmente forti.

La forma di allevamento del globo a chioma permette anche di contrastare le erbe infestanti che si trovano vicino all'albero, andando a favorire l'ombreggiamento e permettendo anche una più veloce entrata in produzione, dal momento che ha bisogno solamente di poche attività di potatura nel corso della fase di allevamento.

Le operazioni di potatura vengono eseguiti a cadenza annuale, con l'obiettivo di rendere meno frequente l'alternanza di produzione: questa attività è rappresentata, nella maggior parte dei casi, dal diradarsi di alcuni rami misti, in modo tale da garantire una migliore circolazione dell'aria, mentre è necessario diradare anche i succhioni che si trovano alla base delle branche più importanti, così come i rami secchi e deperiti.

Il pompelmo ha bisogno di ricevere costantemente delle concimazioni fogliari nel corso dell'intero periodo di crescita, con l'obiettivo di evitare delle carenze acute, ma anche con lo scopo di evitare il verificarsi di deperimenti passeggeri e l'assoluto blocco dell'assimilazione dal terreno per via di temperature troppo elevate.

Nel corso della stagione estiva e, in modo particolare, nel momento in cui si devono affrontare dei climi poco piovosi, è necessario provvedere all'irrigazione della pianta di pompelmo.



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