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tecniche di potatura

In questa pagina, tutti i metodi e le tecniche di potatura delle piante: come fare, cosa usare, come procedere e quali piante potare.

di Redazione

28 marzo 2013

Tecniche di potatura

La potatura è una pratica colturale che interviene in diverse fasi della vita di una pianta. Potare significa essenzialmente praticare dei tagli su alcune parti vegetali, in modo da togliere le parti vecchie, improduttive o danneggiate o stimolare quelle produttive. I tagli di potatura possono servire anche a determinare la forma della pianta e il suo portamento. A volte, la potatura può rappresentare davvero un intervento artistico o creativo, perché può dare vita a risultati estetici e decorativi davvero strabilianti. Basti pensare alle numerose forme di allevamento di alberi o viti. Queste forme di allevamento possono dare vita a colture a spalliera, a palmetta , a piramide, a vaso e cosi via. Per realizzare delle potature artistiche occorrono esperienza, bravura e competenza. Non a caso, le potature di allevamento delle colture vengono praticate da potatori specializzati o da agricoltori con esperienza. Per potare una pianta occorre anche sapere quali parti tagliare e quali mantenere, ma bisogna anche individuare gli obiettivi che si vogliono ottenere con la potatura. In genere, la potatura ha la finalità di determinare la forma della pianta, di correggerla o migliorala, di ringiovanirla ( eliminazione parti danneggiate o vecchie) e di stimolare la sua produzione. In base alle finalità della potatura si distinguono, infatti, le potature di allevamento o formazione, di ringiovanimento e di produzione.

Caratteristiche

In realtà le tecniche di potatura sono tantissime, talvolta infinite. Nel paragrafo precedente abbiamo accennato solo ad alcune, essenzialmente fatte di tecniche di taglio. La potatura può anche essere fatta senza tagli, come nel caso del semplice spostamento di rami troppo lunghi che si incrociano tra loro. Prima di decidere di potare una pianta bisognerebbe seguire degli specifici corsi di potatura, in modo da apprendere tutte le tecniche adatte ai diversi tipi di piante da potare. La potatura, infatti, si applica a diverse varietà vegetali, come olivo, alberi da frutto, vite, e piante ornamentali come le rose e le orchidee. Ogni specie ha bisogno di differenti operazioni di potatura. Quando si è poco esperti bisognerebbe seguire solo una semplice regola: potare poco e solo le parti danneggiate. Con questa tecnica si riusciranno a potare piante ornamentali in vaso e anche grandi alberi da frutto. Le parti danneggiate, infatti, sono più semplici da individuare rispetto a quelle sane o produttive. La potatura di produzione è quella più difficile da praticare, specie nei grandi alberi da frutto. In questo caso, infatti, bisogna riconoscere i rami da eliminare. Nella potatura di produzione si sfoltisce la parte aerea dell’albero, parte formata da polloni ( rami a legno o a gemme) e succhioni ( rami a legno) che tolgono energia alla pianta, rami misti e rami a fiore. I polloni e i succhioni vanno completamente eliminati. Si taglia anche l’apice delle branche primarie ( rami principali che si dipartono dal fusto o dal tronco). Con questo intervento, si impedisce la fruttificazione della parte alta dell’albero e si rende più semplice la raccolta. La sfoltituta della parte apicale mantiene anche inalterata la forma data alla pianta durante la fase di allevamento. La potatura di ringiovanimento è, invece, più semplice da praticare, perché elimina solo le parti danneggiate e quindi rami e foglie secche. Questa tecnica si applica sia agli alberi che alle piante ornamentali.

Come potare

Tutte le tecniche di potatura prevedono l’effettuazione di tagli ad alcune parti della pianta da trattare. Questi tagli vanno effettuati con appositi attrezzi, quali forbici, cesoie, motoseghe e troncarami. Gli attrezzi vanno puliti e disinfettati prima dell’uso, in modo da non trasmettere malattie durante la fase di taglio. I tagli devono essere netti e decisi, senza sfilacciature, in modo da ottenere una superficie perfettamente liscia e senza spaccature o altre ferite difficili da rimarginare. Il taglio corretto prevede un’andatura dall’alto verso il basso, che disegna idealmente una linea obliqua verso l’esterno. Con questa direzione si eviterà l’accumulo di acqua sul legno. Le ferite vanno poi protette con del mastice. Per alberi di grandi dimensioni e per rami troppo robusti conviene usare attrezzi di taglio automatizzati.

Altre tecniche

La potatura, come già accennato diverse volte, comprende varie tecniche. Tra le più diffuse ricordiamo il raccorciamento dei rami ( che non vanno eliminati, ma solo accorciati nella lunghezza), la speronatura ( taglio di raccorciamento più vigoroso), la spuntatura o cimatura ( eliminazione del germoglio apicale del ramo), il diradamento dei rami, la spollonatura , la piegatura verso il basso dei rami, la curvatura ( piegatura ad arco), l’eliminazione delle branche, il taglio di ritorno ( raccorciamento delle branche) e la capitozzatura. I raccorciamenti, detti anche tagli di ritorno, stimolano la vigoria vegetativa delle branche favorendo l’emissione di nuovi getti. Il diradamento dei rami alleggerisce la chioma dell’albero favorendo la penetrazione di più aria e luce. La cimatura o spuntatura favorisce, invece, la formazione di una chioma più folta. La capitozzatura è una tecnica di taglio molto antica e ormai quasi scomparsa. Con questo metodo si decapitava letteralmente la chioma dell’albero, lasciando solo il tronco. La tecnica doveva teoricamente servire a stimolare una crescita più ordinata della pianta, in realtà è servita solo a sterminare centinaia di alberi, troncati di netto e sottoposti a stress ed avversità che li hanno fatti ammalare e poi morire.

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Domande frequenti

  • Quali sono le tre principali tipologie di potatura e quando si applicano?
    Le potature si dividono principalmente in tre categorie in base all'obiettivo. La potatura di allevamento o formazione serve a determinare la forma della pianta (come spalliera o vaso) nelle fasi iniziali. Quella di produzione mira a stimolare la fruttificazione e a sfoltire la chioma, rimuovendo polloni e succhioni per migliorare la qualità del raccolto. Infine, la potatura di ringiovanimento elimina le parti vecchie, secche o danneggiate per ristabilire la vitalità della pianta. È fondamentale scegliere la tecnica corretta in base allo scopo specifico.
  • Come effettuare correttamente un taglio di potatura per evitare infezioni?
    Per un taglio sano, utilizza attrezzi puliti e disinfettati (cesoie, forbici) per non trasmettere malattie. Esegui un taglio netto e deciso, preferibilmente dall'alto verso il basso con un'inclinazione obliqua verso l'esterno: questo evita che l'acqua piovana ristagni sulla ferita. La superficie deve essere liscia, senza sfilacciature, per favorire una rapida guarigione. Dopo il taglio, è consigliabile proteggere la ferita aperta applicando del mastice cicatrizzante specifico per prevenire attacchi fungini o batterici.
  • Cosa sono i polloni e i succhioni e perché vanno eliminati?
    Polloni e succhioni sono rami a legno che crescono vigorosamente ma sottraggono energie preziose alla pianta senza contribuire alla produzione di frutti o fiori. I polloni nascono spesso dalla base o dalle radici, mentre i succhioni crescono sui rami principali. Nella potatura di produzione, questi rami vanno eliminati completamente per alleggerire la chioma, migliorare la penetrazione di luce e aria, e indirizzare la linfa verso i rami misti e a fiore, ottimizzando così la resa della pianta.
  • Cos'è la capitozzatura e perché è considerata una pratica dannosa?
    La capitozzatura è una tecnica drastica e ormai sconsigliata che consiste nel decapitare la chioma di un albero, lasciando solo il tronco. Sebbene teoricamente mirasse a stimolare una nuova crescita ordinata, nella pratica causa gravi stress fisiologici alla pianta. Questo intervento indebolisce drasticamente l'albero, rendendolo vulnerabile a malattie e parassiti, e spesso porta alla morte della pianta o a deformazioni estetiche irreversibili. È meglio evitare questa pratica e optare per tagli di ritorno più moderati e salutari.
  • Quali sono le differenze tra cimatura, speronatura e diradamento?
    Queste tecniche modificano la crescita in modi diversi. La cimatura o spuntatura elimina il germoglio apicale per favorire lo sviluppo laterale e creare una chioma più folta. La speronatura è un raccorciamento vigoroso del ramo, utile per stimolare la nascita di nuovi getti fertili. Il diradamento, invece, consiste nell'eliminare interi rami per alleggerire la chioma, aumentando l'aerazione e l'illuminazione interna. Ognuna di queste operazioni richiede discernimento per non compromettere la salute vegetativa della pianta.

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