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Come abbiamo detto in precedenza, esistono molte specie e varietà di Calendula, di seguito vi elencheremo le principali e maggiormente coltivate:
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Come accennato nel paragrafo precedente, la calendula è una pianta che sopporta varie situazioni climatiche e vari tipi di terreno, ma quello da lei preferito è ricco di sostanza organica, leggero e ben drenato perché anche questa pianta teme i ristagni idrici. Prima di procedere con la semina il terreno va lavorato ma non troppo, quanto basta per eliminare la crosta superficiale.
La moltiplicazione della Calendula avviene per seme.
La moltiplicazione della Calendula avviene per seme.
L’operazione di semina fatta in semenzaio o in vaso deve avvenire nel periodo primaverile, i semi andranno disposti su un terriccio ricco di sostanza organica e di sabbia grossa che favorisca il drenaggio dell’acqua in eccesso, e interrati leggermente date le loro piccole dimensioni. Fatto questo si spruzzerà il terriccio con dell’acqua per renderlo umido e si coprirà il contenitore con i semi con della plastica o vetro, questo per mantenere una temperatura costante e per far in modo che il terriccio non secchi in tempi troppo brevi, dopodiché lo si posizionerà in una zona ombreggiata ad una temperatura di circa quindici gradi. Durante questa fase bisognerà mantenere il terriccio sempre della giusta e costante umidità. Dopo circa due settimane si avranno i primi germogli, quindi togliere la plastica al contenitore e spostarlo in una zona maggiormente luminosa. Se ci fossero piantine deboli e poco sane andranno asportate per dare più spazio a quelle più robuste e vigorose. Raggiunta una grandezza sufficiente, le nuove piantine saranno pronte per essere trapiantate nel terreno definitivo e trattate come adulte. Per quanto riguarda la semina in pieno campo o in giardino, andrà effettuata nel periodo autunnale nelle zone temperate, mentre in quelle con clima più freddo in quello primaverile; prima di effettuarla il terreno andrà lavorato al fine di rompere la crosta sulla superficie e renderlo più soffice, sarà opportuno aggiungere della sostanza organica. La densità di semina dovrà essere tale da avere circa sette piantine per metro quadrato, aumentano questo numero si otterranno fiori di dimensioni minori.Non esiste una vera e propria potatura per la Calendula, si potrà procedere con un’operazione di cimatura degli apici vegetativi per incrementare la produzione di fiori. Ricordatevi, quando praticate tagli alle piante usate sempre coltelli puliti e ben affilati. Mantenere la pianta pulita dalle foglie secche e dai fiori appassiti favorisce la crescita della pianta. In inverno la pianta scomparirà quasi completamente rimarranno infatti qualche foglia per poi rigermogliare completamente in primavera.
La pianta della Calendula è molto resistente e non necessita di cura particolari, ma anch’essa può essere vittima degli attacchi di parassiti, funghi e malattie.
Il mal bianco per esempio, è una patologia provocata da un fungo, l’Erysihe, l’infestazione si manifesta con la comparsa di uno strato di muffa bianca sulle parti verdi della pianta, il conseguente ingiallimento e la successiva caduta. Se la malattia è in stato iniziale si provvederà all’eliminazione delle parti colpite, in caso di stato avanzato sarà molto più pericolosa e bisognerà ricorrere alla somministrazione di prodotti specifici. In caso di attacco massiccio la pianta può morire. Un altro fungo molto pericoloso che provoca la malattia del carbone è la Entyloma, la pianta manifesta questo attacco con la comparsa di macchie verdi poco accese sulle foglie. Questo fungo è molto difficile da debellare in quanto si diffonde nell’acqua d’irrigazione. Un possibile rimedio sarà quello di creare un ambiente il maggior asciutto possibile nella zona di coltivazione della pianta. Se ci trovassimo di fronte ad un’infestazione particolarmente grave, sarà necessario somministrare antiparassitari specifici.Anche gli afidi rientrano nei nemici della Calendula, questi pidocchietti attaccano la pianta e formano delle colonie. Eliminateli con un batuffolo imbevuto di alcool oppure con degli antiparassitari.
Nell’antichità i medici usavano la buccia della radice della Calendula perché gli attribuivano proprietà diuretiche, toniche, astringenti e antispasmodiche, la consigliavano per combattere le malattie epatiche e della milza, gli attacchi isterici, la depressione e alcuni tipi di paralisi; un decotto di queste radici invece era utile per lavare e disinfettare piaghe ed ulcere. Sottoforma di crema o pomata la Calendula è molto utile anche per lenire lesioni della pelle, ustioni, scottature.
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