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Rampicanti

Glicine

Le colorate e profumatissime cascate di fiori del glicine creano un'ambientazione da favola. E' una pianta che si coltiva facilmente, anche in vaso.

di Redazione

22 novembre 2016

Come potare e annaffiare il glicine

Il glicine non richiede particolari attenzioni in merito all'irrigazione che, di fatto, deve semplicemente sostenere la pianta nei periodi di maggiore siccità. La cura di questo rampicante, invece, deve concentrarsi sulla sua potatura. Il glicine cresce rapidamente e può raggiungere notevoli dimensioni, perciò va rimodellato di frequente. Gli interventi di potatura sono essenzialmente due: uno a luglio ("potatura verde"), mirato ad accorciare i getti di nuova vegetazione, e uno a marzo. Con quest'ultima pulizia della pianta ("potatura a sperone"), oltre a rimuovere i rami secchi o danneggiati dall'inverno, si va a ritoccare quelli precedentemente ritoccati con la potatura estiva. Se la pianta viene tenuta in vaso, la potatura è finalizzata a una sua "educazione" a crescere anche senza sostegno, sotto forma di alberello.

Coltivazione del glicine

La coltivazione del glicine può avvenire in terra o in vaso. Per entrambe le soluzioni, se si desidera ottenere un esemplare con caratteristiche identiche a quelle della pianta madre, è necessario procedere al "taleaggio", ossia alla potatura di un ramo semilegnoso di circa un anno e al suo successivo innesto in terra, a radicazione avvenuta. Per la propagazione in giardino, si può sotterrare un getto della pianta madre, senza tagliarlo, e far produrre così la nuova massa radicale. Se, invece, si acquista una nuova pianta, il substrato di coltura dev'essere composto da: un fondo ghiaioso, per garantire il drenaggio del terreno; uno strato di circa 3 cm di stallatico; del terriccio fertile da giardinaggio. Le piante interrate in giardino hanno bisogno di un sostegno per accogliere la gettata vegetativa.

Glicine: concimazione ed esposizione

Quella di glicine è una pianta che si adatta facilmente a qualsiasi terreno e posizione, per quanto prediliga le zone luminose e i terricci fertili. A tal fine, come nutrimento di "sostegno" allo sviluppo vegetativo e alla fioritura, è possibile somministrare alla pianta del concime granulare a lento rilascio. Questo intervento di concimazione va effettuato a fine autunno e, in caso di messa a dimora della pianta, sarebbe bene integrarlo con un fondo di stallatico maturo da posizionare alla base della buca che accoglierà la massa radicale. Al risveglio vegetativo, ossia verso l'inizio di marzo, per dare maggior spinta alla fioritura, si può intervenire, con periodicità mensile e fino a settembre, nebulizzando sulla pianta del fertilizzante liquido ricco di potassio e fosforo, precedentemente diluito nell'acqua di irrigazione.

Malattie del glicine e rimedi

Cocciniglia, afidi e acari (in particolare, il "ragnetto rosso") sono i principali nemici del glicine. Si combattono con antiparassitari specifici, acquistabili dal vivaista, nonché con la rimozione manuale del parassita e delle parti della pianta che lo stesso ha rovinato. Per prevenire l'attacco di questi fitofagi, è utile controllare la fertirrigazione dell'azoto, prediligendo concimi che ne contengono poco. Il glicine può essere colpito anche dalla clorosi, diretta conseguenza di una carenza di ferro. Questa patologia è riscontrabile dall'ingiallimento repentino delle parti verdi della pianta; vi si pone rimedio integrando il terriccio con del concime a base di ferro chelato. Nei casi più gravi, oltre alla concimazione nel terriccio, il ferro chelato può essere somministrato anche irrorando direttamente i getti malati della pianta.

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Domande frequenti

  • Quando e come si pota il glicine?
    Il glicine richiede due interventi di potatura fondamentali. La prima è la 'potatura verde' a luglio, che serve ad accorciare i getti di nuova vegetazione per contenere la crescita rapida. La seconda avviene a marzo ('potatura a sperone'), durante la quale si rimuovono i rami secchi o danneggiati dall'inverno e si ritoccano quelli accorciati in estate. Questa doppia operazione è cruciale per stimolare la fioritura e mantenere la pianta ordinata, specialmente se coltivata in vaso dove può essere educata a formare un alberello senza sostegno.
  • Come si moltiplica il glicine per avere piante uguali alla madre?
    Per ottenere esemplari geneticamente identici alla pianta madre, il metodo più efficace è il taleaggio seguito da innesto. Si preleva una talea semilegnosa di circa un anno, la si fa radicare e poi la si innesta. Un'altra opzione naturale è la margotta: si sotterra un getto della pianta madre senza staccarlo, permettendogli di sviluppare nuove radici mentre rimane unito alla pianta genitore. In alternativa, si possono acquistare piante già innestate pronte per la messa a dimora.
  • Qual è il substrato ideale per il glicine in vaso?
    Per la coltivazione in vaso, il drenaggio è essenziale. Il substrato dovrebbe essere composto da tre strati distinti: un fondo ghiaioso sul fondo del contenitore per favorire il deflusso dell'acqua, uno strato intermedio di circa 3 cm di stallatico maturo come riserva di nutrienti, e infine del terriccio fertile da giardinaggio che ospiterà le radici. Questa composizione garantisce sia la stabilità nutrizionale necessaria per la fioritura sia l'evitamento dei ristagni idrici che potrebbero compromettere la salute della pianta.
  • Come si cura la clorosi ferrosa nel glicine?
    La clorosi si manifesta con un ingiallimento repentino delle foglie ed è causata da una carenza di ferro assimilabile. Per correggere il problema, è necessario integrare il terriccio con concime a base di ferro chelato. Nei casi lievi, la somministrazione nel suolo è sufficiente; nelle situazioni più gravi, è consigliabile irrorare direttamente sui getti malati una soluzione di ferro chelato per un assorbimento più rapido ed efficace. Prevenire la clorosi significa anche evitare eccessi di azoto e garantire un pH del terreno non troppo alcalino.
  • quali fertilizzanti usare per favorire la fioritura?
    Per supportare lo sviluppo vegetativo e la fioritura, si consiglia una concimazione a base di stallatico maturo a fine autunno. Durante la stagione vegetativa, da marzo a settembre, è utile somministrare mensilmente un fertilizzante liquido ricco di potassio e fosforo, diluito nell'acqua di irrigazione. Questi elementi favoriscono la formazione dei boccioli floreali. È importante limitare l'uso di concimi ricchi di azoto, poiché un eccesso potrebbe favorire la sola produzione di foglie a scapito dei fiori e aumentare la suscettibilità agli attacchi parassitari.
  • Come difendere il glicine da afidi e ragnetti rossi?
    I principali nemici del glicine sono cocciniglia, afidi e il ragnetto rosso. La difesa prevede l'uso di antiparassitari specifici disponibili presso i vivai, applicati secondo le indicazioni. Parallelamente, è fondamentale la rimozione manuale dei parassiti visibili e delle parti vegetali danneggiate per ridurre la popolazione infestante. Una strategia preventiva efficace consiste nel controllare la fertirrigazione azotata: preferire concimi poveri di azoto riduce la vigoria eccessiva della pianta, rendendola meno attrattiva e vulnerabile agli attacchi di questi fitofagi.

Scheda Tecnica

FamigliaFabacee
Tipo di piantaRampicante deciduo
OrigineAsia orientale
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoFertile, drenante, profondo
IrrigazioneModerata, regolare in estate
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
AltezzaFino a 10-15 metri
ConcimazioneStallatico maturo a fine autunno; fertilizzante specifico per leguminose/fioritura in primavera-estate
PotaturaEstiva (luglio) e invernale (marzo)
MoltiplicazioneTalea semilegnosa, margotta, innesto
Malattie e parassitiCocciniglia, afidi, ragnetto rosso, clorosi ferrica
Difficoltà di coltivazioneFacile

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