La clematide

Le caratteristiche della clematide

Il nome Clematide deriva dal greco Clematis, che significa letteralmente tralcio di vite. Appartiene al genere di piante Dicotiledoni e alla famiglia delle Ranuncolacee. Vi fanno parte specie volubili o erette, più o meno legnose, che a volte assumono un aspetto erbaceo; sono provviste di foglie caduche che spuntano al termine di lunghi ed esili piccioli. I fiori sono solitari o riuniti in pannocchie terminali: non hanno la corolla, ma sono forniti di quattro sepali grandissimi, nei colori viola, azzurro, bianco. La caratteristica principale di queste piante volubili è il modo di arrampicarsi attorno a qualsiasi pianta, favorite in ciò dalla sensibilità dei viticci. La Clematide necessita di innaffiature regolari dalla primavera fino a metà della stagione autunnale, soprattutto se si verificano periodi di siccità: queste piante, infatti, hanno bisogno di un clima abbastanza umido per svilupparsi al meglio.
Fiori clematide

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Le cure necessarie

Fiore clematide Delle numerose specie di Clematide diffuse nella fascia territoriale a clima temperato, ce ne sono diverse utilizzate come piante ornamentali, ad esempio la Clematis vitalba, la Clematis viticella, la Clematis alpina e la Clematis florida. Fanno parte della flora spontanea italiana la Clematis alpina, la Clematis recta, la Clematis flammula e la Clematis integrifolia. La Clematide necessita di interventi di potatura differenti in base al gruppo di cui fa parte: se la fioritura è precoce e i fiori sbocciano sui fusti che sono giunti a maturazione nella stagione precedente, si interviene solo quando le infiorescenze sono cadute. Si eliminano semplicemente i rami e i fusti secchi. Se invece la fioritura è tardiva, la potatura si effettua agli inizi della primavera. Lo stesso vale per le varietà dove i fiori spuntano sui fusti maturati nell'anno in corso. Bisogna tenere a mente che la Clematide durante il periodo invernale perde completamente la parte aerea e quindi sopporta bene il freddo.

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Il terreno ideale e come concimare la pianta

Fiori pianta rampicante La Clematide necessita di un terreno soffice e fresco per potersi sviluppare al meglio: si consiglia di adottare terriccio di buona qualità, ricco di sostanze nutritive, soffice e con poche tracce di argilla o di torba. Il terreno deve essere drenato per evitare la comparsa di ristagni idrici. Per favorire la fioritura è necessario effettuare un intervento di concimazione regolare e continuo durante la fase vegetativa. Infatti ogni 10-12 giorni si aggiunge all'acqua per le innaffiature concime per piante da fiore. Se si fa crescere la Clematide in un terreno poco friabile, povero di sostanze nutritive, pesante oppure argilloso, è necessario migliorare la composizione del substrato con un'ulteriore concimazione. In questo caso si aggiunge al terreno sabbia grossolana e letame maturo per migliorarne l’aereazione. Invece la somministrazione di fertilizzante a lenta cessione consente uno sviluppo ottimale della pianta.


La clematide: Esposizione e malattie

Fiore clematis Qualunque sia la varietà, la Clematide necessita di un'esposizione soleggiata, dove riceve per alcune ore al giorno almeno la luce diretta dei raggi solari: infatti, se la posizione è troppo ombreggiata, la produzione dei fiori ne risente notevolmente. Il piede e le radici devono svilupparsi al sole ma al riparo dal vento, in modo da proteggere l'apparato radicale. La Clematide è una pianta robusta, tuttavia può venir colpita da parassiti animali e da malattie. Tra gli insetti che infestano spesso gli esemplari e ne insidiano ci sono le lumache e le forbicine, che provocano danni alle foglie e ai tepali. Invece gli afidi colpiscono le gemme. La Clematide può essere colpita da malattie come il seccume e il mal bianco: nel primo caso i germogli appassiscono e muoiono, mentre nel secondo sui fiori e sulle foglie compare una muffa biancastra.


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